Giovani calabresi, meno laureati della media nazionale
L'Italia non tiene il passo dell'Europa e al sud la sfida è ancora più ardua
Calabria - In Calabria, nel 2022, solo il 26,3% della popolazione tra i 25 e i 49 anni possedeva un titolo di istruzione terziaria, collocandosi tra le regioni italiane con la percentuale più bassa di laureati. Una situazione analoga si riscontra in Sicilia (22,5%), Campania (23,6%), Sardegna (23,7%) e Puglia (24,2%), a fronte di regioni come Lazio (32,6%), Molise (31,6%) e Abruzzo (30,8%) dove la quota di laureati supera la soglia del 30%.
I dati, provenienti dalle statistiche sperimentali Istat e pubblicati da Openpolis, non consentono di misurare direttamente il raggiungimento degli obiettivi europei, ma rappresentano comunque un indicatore importante delle disuguaglianze interne al Paese.
A livello nazionale, secondo gli ultimi dati Eurostat del 2024, solo il 33,5% degli italiani tra i 25 e i 74 anni possiede un titolo di istruzione terziaria, collocando l’Italia tra i Paesi europei con le quote più basse, insieme alla Romania, e ben al di sotto della media UE.
Divario europeo da colmare
Il divario è ancora più marcato nella fascia dei giovani adulti (25-34 anni): la media europea era del 44,2%, con quasi metà degli Stati membri che aveva già raggiunto o superato l’obiettivo UE. L’Italia si colloca al penultimo posto, con 31,6%, precedendo solo la Romania (23,2%).
Questi dati confermano come il Sud Italia, e in particolare la Calabria, debbano affrontare sfide significative nel campo dell’istruzione superiore, con implicazioni sul mercato del lavoro, sulle opportunità dei giovani e sullo sviluppo economico e sociale della regione. Incrementare i laureati rappresenta dunque un obiettivo cruciale per ridurre le disuguaglianze territoriali e favorire la crescita culturale e professionale della Calabria.
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