GDF confisca beni ai fratelli Pellini: immobili anche in provincia di Cosenza

Maxi confisca della Guardia di Finanza: il provvedimento del Tribunale di Napoli riguarda aziende, immobili, terreni e rapporti finanziari riconducibili agli imprenditori di Acerra

A cura di Redazione
04 marzo 2026 10:00
GDF confisca beni ai fratelli Pellini: immobili anche in provincia di Cosenza - Foto US Guardia di finanza
Foto US Guardia di finanza
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Nuovo capitolo nella lunga vicenda giudiziaria che riguarda gli imprenditori di Acerra Giovanni, Cuono e Salvatore Pellini. I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria – G.I.C.O. della Guardia di Finanza di Napoli hanno eseguito un decreto di confisca emesso dal Tribunale di Napoli – Sezione Misure di Prevenzione, che riguarda un patrimonio dal valore complessivo superiore ai 204 milioni di euro.

Il provvedimento rappresenta l’ultimo sviluppo di un procedimento avviato nel 2017, quando il patrimonio degli imprenditori venne sottoposto a sequestro di prevenzione a seguito della condanna definitiva per disastro doloso continuato e delle indagini patrimoniali che avevano evidenziato una marcata sproporzione tra i beni posseduti e i redditi dichiarati. Secondo gli accertamenti delle Fiamme Gialle, una parte significativa delle ricchezze accumulate sarebbe riconducibile ai proventi del traffico illecito di rifiuti nella cosiddetta Terra dei Fuochi.

Una prima confisca era stata disposta nel 2019 e successivamente confermata nel 2023 in sede di appello. Nell’aprile del 2024 la Corte di Cassazione aveva però annullato il provvedimento per vizi formali, disponendo la restituzione dei beni. A quel punto la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha avviato una nuova e più approfondita ricognizione patrimoniale, estesa anche ai nuclei familiari dei proposti, ritenendo ancora sussistenti gli elementi di pericolosità qualificata e di sproporzione patrimoniale.

Nel maggio 2024 la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Napoli ha disposto un nuovo sequestro dei beni e, con decreto depositato il 19 febbraio 2026, ha nuovamente ordinato la confisca. I giudici hanno ribadito la perdurante pericolosità qualificata dei soggetti interessati, la significativa sproporzione tra il patrimonio accumulato nel tempo e i redditi leciti dichiarati e l’inidoneità delle giustificazioni difensive a dimostrare in modo plausibile la provenienza delle risorse impiegate.

La misura, che resta suscettibile di impugnazione, riguarda un patrimonio estremamente articolato: otto compendi aziendali con sedi nelle province di Napoli, Frosinone e Roma, 224 immobili distribuiti tra le province di Napoli, Salerno, Caserta, Cosenza, Latina e Frosinone, oltre a 75 terreni, 70 rapporti finanziari, 72 autoveicoli, tre imbarcazioni e due elicotteri. Il valore complessivo stimato dei beni confiscati ammonta a 204.914.706 euro

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