Frascineto, al Museo delle Icone arriva il fonte battesimale medievale della Collezione Colafranceschi

Sabato 2 maggio la presentazione di “Lavacri di pietra”: il prezioso manufatto arricchisce il patrimonio del Museo della Tradizione Bizantina tra storia, arte e cultura del Medioevo**

A cura di Redazione
02 maggio 2026 08:00
Frascineto, al Museo delle Icone arriva il fonte battesimale medievale della Collezione Colafranceschi - Foto: Uff. Stampa Comune di Fascineto
Foto: Uff. Stampa Comune di Fascineto
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Fascineto - È la solidità della pietra, modellata nella foggia di un fonte battesimale-acquasantiera, a riemergere dalle nebbie dei secoli bui del nord Europa.


Testimonianza di riti di purificazione e rinascita, il pregiato manufatto della Collezione Colafranceschi arricchirà da sabato 2 maggio i repertori del Museo delle Icone e della Tradizione Bizantina. La Direzione del Museo e l’Amministrazione Comunale di Frascineto presenteranno alla cittadinanza, agli appassionati di arte e storia all’evento “Lavacri di pietra”, che restituisce alla comunità una tessera di quel glorioso e suggestivo mosaico chiamato Medioevo.

All'appuntamento, prenderanno parte Caterina Adduci, Direttore de Museo delle Icone e della Tradizione Bizantina, Stefania Colafranceschi e Ilaria Pagani, storica dell'arte, Vice Direttore Responsabile Studi sull'Oriente Cristiano. Presentando l'iniziativa, il sindaco Angelo Catapano, ha affermato: " ci arricchiamo ulteriormente di altre preziose opere, che fanno del Museo delle Icone e della Tradizione Bizantina, centro d’eccellenza della cultura Bizantina in Calabria, meta indiscussa ed apprezzata da italiani e stranieri nonché elemento di ammirazione per i cultori ed appassionati del settore.

Realizzato dopo un’attenta analisi del contesto italo-albanese di tradizione bizantina. Istituito nell’anno 2007, ha reso fruibili al pubblico straordinarie collezioni di icone di datazione compresa tra il XV e il XX secolo provenienti da varie località della Russia, Ucraina, Bielorussia, Grecia, Bulgaria, Romania e Serbia".

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