Ferrovia jonica, anche il Cosentino teme il ritorno dei bus da settembre
A Sibari il nodo della mobilità verso Crotone: dopo la riapertura estiva, l’incertezza sul servizio rischia di penalizzare pendolari e territorio
SIBARI – La questione della ferrovia jonica non riguarda soltanto Crotone. Anche dal punto di vista del Cosentino, e in particolare di Sibari, l’eventuale ritorno dei bus sostitutivi dal 13 settembre riaccende una preoccupazione che sembrava ormai superata con la riapertura della linea.
La tratta Sibari-Crotone è tornata operativa lo scorso 1° luglio, dopo i lavori di potenziamento tecnologico e infrastrutturale condotti da RFI. Una riapertura attesa a lungo, soprattutto nell’Alto Ionio cosentino, dove Sibari rappresenta uno snodo fondamentale per i collegamenti ferroviari verso il Crotonese e, più in generale, verso il resto della Calabria jonica.
Adesso, però, il quadro torna a essere incerto. Il sistema di vendita di Trenitalia mostra, per alcune soluzioni di viaggio successive al 12 settembre, nuovamente servizi sostitutivi su gomma tra Sibari e Crotone. Una prospettiva che, se confermata, significherebbe riportare pendolari e viaggiatori sugli autobus proprio con la ripresa delle attività scolastiche e lavorative.
Sibari, porta ferroviaria dello Ionio
Per il territorio cosentino il problema è particolarmente rilevante perché Sibari non è una semplice stazione di passaggio. È uno dei principali nodi ferroviari dell’area e il punto di connessione tra la fascia dell’Alto Ionio, la linea verso Crotone e i collegamenti diretti verso altri territori.
La riapertura della Sibari-Crotone aveva quindi rappresentato un passo importante per ricostruire una continuità ferroviaria lungo lo Ionio. Ora il rischio è che quella continuità torni a essere interrotta dopo appena poco più di due mesi.
E il precedente del 2025 non aiuta a rassicurare. Anche allora, dopo la riapertura estiva, la tratta venne nuovamente interessata dalla sospensione della circolazione e dall'attivazione di bus sostitutivi per consentire la prosecuzione dei lavori.
Il paradosso della riapertura estiva
Dal punto di vista del Cosentino, dunque, la questione assume un significato preciso: Sibari non può diventare il capolinea di una ferrovia che funziona soltanto nei mesi estivi.
Il territorio ha bisogno di una programmazione stabile. I pendolari dell'Alto Ionio utilizzano la ferrovia per raggiungere Rossano, Corigliano, Crotone e le altre località della fascia jonica, mentre Sibari costituisce un punto strategico per le coincidenze e per l'accesso alla rete ferroviaria nazionale.
Un ritorno ai bus significherebbe inevitabilmente modificare tempi e modalità di viaggio, con possibili ripercussioni sulle coincidenze e sulla mobilità quotidiana. Nel 2025, i servizi sostitutivi sulla tratta avevano comportato tempi di percorrenza molto più lunghi rispetto al viaggio ferroviario.
RFI, però, programma ancora i treni
C'è però un elemento che rende il quadro tutt'altro che definitivo.
L'avviso ufficiale di RFI relativo alla linea Sibari-Crotone/Catanzaro Lido è infatti valido fino al 12 dicembre 2026 e prevede ancora collegamenti ferroviari sulla tratta. Nel documento, inoltre, compaiono modifiche agli orari dei treni proprio a partire dal 13 e dal 14 settembre.
Da qui nasce il rebus: Trenitalia mostra bus sostitutivi, mentre la programmazione di RFI continua a indicare treni.
Potrebbe trattarsi di un aggiornamento ancora in corso, di una modifica temporanea oppure dell'anticipazione di nuovi interventi. Al momento, però, il quadro appare contraddittorio e proprio i territori interessati chiedono una risposta definitiva.
L'Alto Ionio chiede certezze
Per Sibari e per tutto l'Alto Ionio cosentino, il tema non è dunque soltanto quale mezzo arriverà in stazione il 13 settembre. È la necessità di sapere se la ferrovia possa finalmente diventare un servizio strutturale e affidabile.
Gli investimenti sulla linea sono importanti: il progetto complessivo comprende interventi di potenziamento infrastrutturale, ERTMS ed elettrificazione della tratta Sibari-Crotone-Catanzaro Lido. La riapertura del 1° luglio era stata presentata come un risultato concreto del percorso di ammodernamento.
Adesso il territorio cosentino guarda a settembre con una domanda semplice: Sibari continuerà a essere collegata a Crotone con il treno oppure la ferrovia jonica tornerà, ancora una volta, sui bus?
Perché dopo anni di lavori, attese e interruzioni, anche per l'Alto Ionio la vera sfida non è più soltanto riaprire la linea, ma riuscire finalmente a garantirne la continuità.
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