MODA

Elio Guido porta a Roma la sua nuova collezione: “Eramnesia”

Lo stilista calabrese protagonista per il terzo anno consecutivo al Roma Fashion White con una collezione tra suggestioni mitologiche, sensualità e ricerca interiore

A cura di Redazione
08 novembre 2026 13:00
Elio Guido porta a Roma la sua nuova collezione: “Eramnesia” - Foto Uff Stampa Elio Guido
Foto Uff Stampa Elio Guido
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Una sposa dal fascino mitologico, capace di sedurre, sorprendere e rompere ogni convenzione. È con questa immagine potente che Elio Guido, stilista calabrese, ha aperto la presentazione di “Eramnesia”, la sua nuova collezione, protagonista della diciannovesima edizione di Roma Fashion White, nella suggestiva cornice della Chiesa di San Paolo Entro le Mura.

Sulle note di “Feel”, la passerella si è trasformata in uno spazio sospeso tra arte, sogno e mistero. A dominare la scena una reinterpretazione couture della Medusa di Caravaggio: ventagli di piume bianche simili ad ali, un sontuoso copricapo argentato e un serpente che accompagna sinuoso un abito da sposa bianco. Una figura enigmatica, che diventa simbolo di una femminilità libera, consapevole e ribelle.

Da questa immagine prende forma il racconto di “Eramnesia”, una collezione nella quale la tradizione sartoriale incontra suggestioni pittoriche, richiami mitologici e preziosità artigianali. Corsetti strutturati, gonne ampie e scenografiche, drappeggi e stole accompagnano le creazioni, mentre il bianco diventa protagonista assoluto, impreziosito da cristalli, ricami e applicazioni floreali.

Tra gli abiti più suggestivi, una creazione in pizzo avvolge il corpo come una seconda pelle, giocando con trasparenze e una profusione di petali che sembra sbocciare direttamente sul tessuto. Non manca una rilettura contemporanea della sposa, con un corsetto in raso abbinato a pantaloni in pizzo e uno strascico, accanto a una proposta dall'anima bohémien, caratterizzata da maniche ampie e velate e ricami preziosi.

Il finale riporta al centro l'immaginario mitologico: un abito aderente, ricoperto di squame riflettenti, guanti decorati con fiori e una sontuosa corona completano una sfilata dal forte impatto scenografico.

Ma “Eramnesia” non è soltanto una collezione di abiti. È soprattutto un percorso personale e creativo, costruito attorno alla metafora della camera oscura, dispositivo ottico utilizzato anche dai pittori vedutisti del Settecento per osservare e riprodurre la realtà attraverso immagini proiettate.

Per Elio Guido, la sartoria rappresenta proprio quella camera oscura: un luogo intimo e protetto nel quale fermarsi, osservare, sperimentare e ritrovare la propria identità. In un sistema della moda sempre più condizionato dai ritmi della produzione e dalle logiche commerciali, lo stilista rivendica il valore della manualità, della ricerca, dell'intuizione e persino dell'errore. La creazione diventa così un autentico atto di libertà.

Il ritorno nella capitale, per il terzo anno consecutivo, rappresenta una nuova tappa del percorso professionale dello stilista calabrese. La manifestazione, promossa da Grazia Marino, brand manager, e dal fashion producer Antonio Falanga, ha offerto ancora una volta a Guido l'occasione di raccontare la propria visione della moda e dell'eleganza.

«Sono davvero felice di essere tornato a Roma e di aver presentato “Eramnesia” in un contesto così importante. Con questa collezione ho avvertito il bisogno di fermarmi, ascoltarmi e ritrovare la mia essenza, dando alla mia identità sartoriale una nuova direzione. È stato un viaggio anche nella mia infanzia, in particolare nel legame con mia nonna, una presenza affettiva che continua ad accompagnarmi e che ho voluto evocare attraverso dettagli e suggestioni. Ho vissuto ogni momento con grande emozione. Mi auguro che chi ha assistito alla sfilata abbia colto almeno una parte di ciò che ho voluto raccontare attraverso le mie creazioni», ha dichiarato Elio Guido.

Memoria, oblio e riscoperta di sé sono dunque le parole chiave di “Eramnesia”. Una collezione nella quale ogni abito diventa il riflesso di una storia personale e di un'identità creativa che si rinnova, confermando il talento dello stilista calabrese nel panorama della moda italiana.

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