Dramma sfiorato a Luzzi: i Carabinieri salvano una donna che tentava di gettarsi dal balcone
Intervento decisivo della Radiomobile di Rende durante una lite familiare: sangue freddo e prontezza evitano la tragedia, UNARMA chiede più tutele e riconoscimenti
Luzzi - Questa mattina 26 marzo 2026 un intervento rapido, lucido e determinante ha evitato una tragedia che avrebbe potuto consumarsi in pochi istanti. I Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Rende comandati dal Luogotenente Di Vasto Antonio sono stati protagonisti di un’azione di straordinaria efficacia operativa e sangue freddo, salvando una donna che stava per togliersi la vita.
I militari erano intervenuti nel comune di Luzzi per una lite domestica di particolare gravità, classificata come codice rosso, e stavano procedendo agli adempimenti di rito previsti dalla procedura, cercando al contempo di riportare la calma tra i familiari coinvolti.
Durante le concitate fasi dell’intervento, mentre la donna continuava a discutere con il marito e la figlia, improvvisamente si è divincolata dirigendosi verso l’esterno dell’abitazione. In pochi attimi ha scavalcato la ringhiera del terrazzo, tentando di lanciarsi nel vuoto.
Il balcone, posto a circa cinque metri d’altezza e affacciato su un dirupo, avrebbe avuto conseguenze sicuramente fatali. È stato in quel momento che i Carabinieri, con prontezza e determinazione, sono intervenuti senza esitazione, riuscendo ad afferrare la donna e a trascinarla nuovamente all’interno del terrazzo, mettendola definitivamente in sicurezza.
Un intervento che evidenzia ancora una volta l’altissimo livello di preparazione, lucidità operativa e senso del dovere dei militari dell’Arma, capaci di gestire situazioni estremamente delicate, dove pochi secondi fanno la differenza tra la vita e la morte.
Fabio Riccio, Segretario Generale Regionale Calabria di UNARMA, dichiara: “Questi sono i Carabinieri veri. Quelli che non finiscono nei titoli se non quando succede qualcosa di grave, ma che ogni giorno entrano nelle case, nelle tensioni, nei drammi delle persone, mettendoci la faccia e, soprattutto, la vita.
A Luzzi, e non va sottaciuto, i colleghi sono intervenuti in un’area impervia e lontana dal centro urbano, dove non è semplice nemmeno localizzare rapidamente il luogo dell’intervento; ed è proprio in questi contesti, grazie a una conoscenza capillare del territorio fino alle strade più isolate e interpoderali, che in pochi secondi i Carabinieri della Radiomobile di Rende hanno fatto la differenza tra la vita e la morte, senza esitazioni e senza calcoli, ma con la piena consapevolezza dei rischi e delle possibili conseguenze anche personali in caso di errore, in un contesto in cui troppo spesso chi opera viene messo sotto accusa, scegliendo comunque di intervenire per dovere e per il bene del prossimo.
Sono questi i reparti che combattono in prima linea. Sonodi questi i Presidiaria che rappresentano il vero presidio dello Stato sul territorio. Sono questi i reparti che intervengono quando tutto sta per crollare.”
Riccio continua:
“Eppure, troppo spesso, sono anche quelli che restano nell’indifferenza. Quelli che, pur essendo il fiore all’occhiello dell’Arma, nella realtà quotidiana operano tra sacrifici, carenze e responsabilità enormi, senza il giusto riconoscimento.
Sono questi i colleghi che andrebbero sostenuti ogni giorno, non solo quando accade qualcosa di eclatante.”
Riccio conclude: “Un intervento come quello di Luzzi deve far sussultare la coscienza della politica.
Perché è da qui che bisogna ripartire. Da questi uomini e da queste donne. Da chi ogni giorno rischia la propria vita per salvare quella degli altri.
Servono investimenti concreti, servono tutele reali, serve rispetto. Chi salva vite non può essere lasciato6 nell’ombra. Questi colleghi vanno sostenuti.
E questa volta l’Amministrazione non ha scusanti: i colleghi della Radimobile di Rende devono essere premia
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