David Cronenberg premia Ornella Muti al Celico International Arts Festival

Il regista canadese presidente onorario della rassegna: “Il cinema italiano mi ha influenzato”. L’attrice ripercorre carriera e trasformazioni del grande schermo

A cura di Redazione
24 maggio 2026 17:00
David Cronenberg premia Ornella Muti al Celico International Arts Festival - Foto Uff. Stampa Celico International Film Festival
Foto Uff. Stampa Celico International Film Festival
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Il grande cinema internazionale incontra la storia della cinematografia italiana sul palco del Teatro delle Arti di Celico. È stata inaugurata così la seconda edizione del Celico International Arts Festival, con protagonista il regista canadese David Cronenberg, tornato in Calabria in qualità di presidente onorario della manifestazione.

Momento centrale della serata la consegna del Premio alla carriera a Ornella Muti, celebrata come “icona e leggenda del cinema italiano”. A consegnare il riconoscimento è stato proprio Cronenberg, che ha letto la motivazione rigorosamente in italiano.

«Per me il cinema italiano ha rappresentato una grande forma artistica che mi ha influenzato. È molto bello essere qui oggi a celebrare la carriera di un’attrice come Ornella Muti, di cui ho visto diversi film», ha dichiarato il regista canadese.

Sul palco, Ornella Muti ha ripercorso alcuni momenti della sua lunga carriera artistica partendo dagli esordi: «Il primo film non è stato facile, c’era molto dramma e io non avevo in mente di fare l’attrice, fu uno shock». L’attrice ha poi ricordato il successo ottenuto nel 1974 con “Romanzo popolare” di Mario Monicelli: «Mario aveva cercato tanto questa Vincenzina, il personaggio del film, ha fatto tantissimi provini fino a quando non ha trovato me. Lui era molto diretto, presente, un uomo eccezionale».

Non sono mancati i ricordi dedicati a Ugo Tognazzi, definito «un grande uomo, generoso e sensibile», e a Francesco Nuti: «All'inizio lo vedevo da lontano e pensavo fosse un matto, invece era timido e sensibile. Sul set di “Tutta colpa del Paradiso” eravamo una piccola famiglia».

L’attrice ha anche riflettuto sui cambiamenti del cinema contemporaneo: «Oggi è tutto più piatto perché i film devono andare in televisione. Le piattaforme sono fortissime ed è cambiato l’approccio produttivo. Prima il produttore rischiava se il film gli piaceva, oggi molto meno. Inoltre la gente si compra i mega schermi e non si prende più la briga di andare in sala, anche se il cinema ha un fascino unico».

Una visione condivisa anche da Cronenberg, che ha evidenziato le differenze tra il cinema italiano e quello hollywoodiano: «Quello italiano è un cinema molto diverso da quello hollywoodiano: più coinvolto e impegnato a livello sociale, ma anche più sexy, erotico, sensuale e intenso».

Il regista canadese resterà a Celico fino al 31 maggio per tutta la durata della manifestazione: «È splendido essere di nuovo qui in Calabria, vedere come si è sviluppato questo festival che cresce sempre di più e abbraccia varie culture ed arti».

Accanto a lui i direttori artistici Antonio Nicaso e Donato Santeramo, che hanno spiegato il tema dell’edizione 2026, “Alchimie Creative”, come occasione di dialogo interculturale e contaminazione artistica.

Sul palco anche il sindaco di Celico, Matteo Lettieri, che ha sottolineato la crescita della rassegna: «Nove giorni e 18 eventi in collaborazione con il Comune di Cosenza e l’Università della Calabria. Siamo riusciti a portare nomi importantissimi andando oltre i confini di Celico». Presente anche il sindaco di Cosenza Franz Caruso.

Il Festival Internazionale delle Arti rientra nel progetto “Celico città celeste”, finanziato dal Ministero del Turismo per la valorizzazione dei piccoli comuni a vocazione turistica.

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