Dalla Magna Grecia ai Moti di Reggio: Ettore Bruno racconta “La Calabria delle guerre”
Il secondo volume della “Trilogia della Calabria” racconta due millenni e mezzo di conflitti, rivolte e massacri: dalle battaglie del Trionto e della Sagra ai Moti di Reggio
CROTONE – C’è una Calabria raccontata attraverso le sue battaglie, il sangue versato, le rivolte e i grandi rivolgimenti che, nel corso dei secoli, hanno trasformato città e territori. È quella che Ettore Bruno porta in libreria con “La Calabria delle guerre”, il secondo volume della Trilogia della Calabria, un’opera che attraversa circa due millenni e mezzo di storia e restituisce il volto più drammatico e tormentato della regione.
Il racconto parte da un’epoca nella quale quella che oggi chiamiamo Calabria era uno dei grandi crocevia del Mediterraneo, con città potenti e fiorenti capaci di esercitare un ruolo centrale negli equilibri della Magna Grecia. È proprio in questo contesto che si consumarono alcuni degli scontri più sanguinosi della storia antica calabrese.
Tra gli episodi ricostruiti nel volume ci sono le due grandi battaglie combattute lungo i fiumi Trionto e Sagra. Sul Trionto, nell’area oggi compresa nel territorio di Corigliano-Rossano, si affrontarono gli eserciti di Sybaris e Kroton. Sulle rive della Sagra, invece, si fronteggiarono le forze di Crotone e Locri. Due conflitti entrati nella memoria storica per la loro dimensione e per l'altissimo numero di vittime attribuito dalla tradizione alle battaglie.
Sono pagine nelle quali la storia militare diventa anche racconto umano: eserciti potenti, scontri corpo a corpo, massacri e una scia di morte che, secondo le ricostruzioni riportate nel libro, avrebbe raggiunto complessivamente cifre impressionanti, fino a quasi trecentomila morti.
Ma il viaggio di Bruno non si ferma all’antichità. Il volume attraversa secoli di guerre e trasformazioni, arrivando alle vicende più recenti che hanno lasciato ferite profonde nella società calabrese.
Con la prefazione di Alessandra Pasqua e la postfazione di Giuseppe Gervasi, il libro ospita inoltre i contributi di Santo Gioffrè, Leonardo Spataro e Antonio Collura, che arricchiscono il percorso con differenti chiavi di lettura.
Santo Gioffrè dedica il proprio contributo alle Battaglie di Seminara, nella Piana di Gioia Tauro, teatro in due diverse occasioni dello scontro tra i Francesi e le forze Spagnole e Napoletane durante le Guerre d’Italia, il lungo conflitto che tra la fine del Quattrocento e la metà del Cinquecento coinvolse le principali potenze europee per il controllo della penisola. Anche in questo caso, migliaia furono le vittime.
Il filosofo cosentino Leonardo Spataro porta invece il lettore dentro il Risorgimento a Cosenza, concentrandosi sul sangue versato e sulle aspirazioni di libertà che attraversarono la città. Un racconto caratterizzato da una forte componente polemica e da un'intensa partecipazione emotiva.
A chiudere il volume è il contributo di Antonio Collura, dedicato ai Moti di Reggio, con un'analisi delle vicende che sconvolsero la città dello Stretto tra il 1970 e il 1971. Una pagina della storia calabrese contemporanea nella quale protesta sociale, tensioni politiche e rivendicazioni territoriali si intrecciarono in una delle crisi più drammatiche vissute dalla regione nel secondo dopoguerra.
“La Calabria delle guerre” diventa così un percorso attraverso epoche lontanissime tra loro, unite dal filo rosso dei conflitti che hanno attraversato la regione. Dalle città della Magna Grecia alle rivolte dell'età contemporanea, Ettore Bruno ricostruisce una storia fatta di eserciti e popolazioni, di sconfitte e vittorie, ma soprattutto delle conseguenze che ogni guerra lascia sui territori e sulle comunità.
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