Cultura arbëreshe, Vaccarizzo e Rahovec firmano un patto di amicizia
Firmato l’accordo tra Vaccarizzo Albanese e Rahovec, in Kosovo, durante la 43ª Rassegna del Costume e della Cultura Arbëreshe.
VACCARIZZO ALBANESE (CS) – Le radici arbëreshe diventano un ponte concreto tra comunità, territori e generazioni. È questo il significato del Patto di Amicizia sottoscritto tra il Comune di Vaccarizzo Albanese e il Comune di Rahovec, in Kosovo, alla presenza del sindaco kosovaro Smajl Latifi, nell’ambito della 43ª Rassegna del Costume e della Cultura Arbëreshe.
L’intesa nasce con l’obiettivo di rafforzare i legami storici, linguistici e culturali tra Italia, Kosovo e Albania, trasformando una comune identità in nuove occasioni di collaborazione. Il documento punta a promuovere il dialogo interculturale, la tutela delle minoranze linguistiche, l’inclusione sociale e lo sviluppo dei rispettivi territori.
Durante il momento istituzionale, ospitato nella Sala Consiliare, il sindaco Antonio Pomillo, insieme all’assessore Giovanni Romano e al presidente del Consiglio Francesco Godino, ha ribadito il valore di un accordo destinato a tradurre il legame storico in opportunità concrete.
Il Patto prevede infatti collaborazioni per la valorizzazione della lingua, della musica, delle tradizioni e del folklore arbëresh e albanese, attraverso scambi artistici, eventi condivisi e iniziative culturali. Particolare attenzione sarà dedicata anche a scuole, studenti, giovani e associazioni locali, con l'obiettivo di rendere le nuove generazioni protagoniste della costruzione di questo rapporto.
La cooperazione riguarderà inoltre le tradizioni vitivinicole, con la partecipazione reciproca alle Feste del Vino e la promozione dei prodotti tipici, oltre al sostegno alle aziende e agli artigiani dei due territori. Tra gli obiettivi figurano anche il turismo culturale e quello delle radici, la condivisione di buone pratiche amministrative e la partecipazione congiunta a bandi e progetti nazionali, europei e internazionali.
«Continuiamo a garantire ponti e opportunità tra comunità», è il senso dell’impegno ribadito dall’amministrazione di Vaccarizzo Albanese, con la consapevolezza che la memoria può diventare uno strumento di crescita e non soltanto di conservazione.
A fare da cornice alla firma è stata la 43ª Rassegna del Costume e della Cultura Arbëreshe, uno degli appuntamenti più longevi dell’Arberia. Una serata che ha attraversato musica, moda, arte e tradizione, riportando al centro dell’attenzione i simboli di un’identità custodita nel tempo.
Tra i momenti più apprezzati, quello dedicato al vjersh, il canto tradizionale arbëresh, nella sua rilettura contemporanea, coordinato da Emiliana Oriolo con il coinvolgimento dei bambini. Proprio le loro voci hanno rappresentato un passaggio simbolico verso il futuro, affidando alle nuove generazioni la continuità di un patrimonio culturale.
Spazio anche alla moda con la collezione “Uno sguardo fashion alla Cultura Arbëreshe”, curata dall’IIS L. Palma – Green – Falcone – Borsellino e presentata dal direttore artistico Roberto Cannizzaro.
La serata ha inoltre ricordato Michele Baffa attraverso Një kartë ka Gjermania, canzone vincitrice del primo Festival di San Demetrio. Alla famiglia è stata consegnata una targa commemorativa.
Il Premio Internazionale Morea è stato assegnato a Maria Mari Elmo, pittrice, e Xhevdet Gashi, compositore e Mjeshtër i Merituar, ai quali è stato conferito anche il titolo di Artista Benemerito d’Arbëria – Artist i Merituar i Arbërisë.
Il titolo di Cavaliere di Skanderbeg – Kalorës i Skënderbeut è andato invece a Besir Jashari, alto funzionario del Ministero dell’Agricoltura della Macedonia del Nord, Gioacchino Desiderio, direttore di banca e Cavaliere della Repubblica Italiana, e Rino Greco, docente universitario.
Tra gli ospiti anche le pittrici Besa Daotti, dal Kosovo, e Ornella Cingolani, da Montecilfone. Un riconoscimento è stato consegnato inoltre allo chef Luciano Algieri, per l’impegno nella valorizzazione di ricette capaci di unire territori, identità arbëreshe e produzioni tra costa e collina.
La musica ha accompagnato l’intera manifestazione con le esibizioni di Santino De Bartolo, Antonella Pelilli e Ilir Shaqiri, insieme ai contributi della delegazione di Rahovec.
Presentata da Erminia Madeo e Francesco Benincasa, la manifestazione è stata organizzata e coordinata da RoKa Produzioni, sotto la direzione artistica di Roberto Cannizzaro, nell’ambito del progetto cofinanziato dalla Regione Calabria attraverso l’Avviso Pubblico “Sostegno e Promozione Turistica e Culturale – POC 2014/2020, Azione 6.8.3”.
Una rassegna che, ancora una volta, ha dimostrato come costume, lingua, musica e memoria possano diventare strumenti di dialogo. E il nuovo Patto tra Vaccarizzo Albanese e Rahovec aggiunge a quel racconto una prospettiva concreta: fare dell’identità condivisa una base per costruire nuove relazioni e nuove opportunità.
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