Cosenza, mister Buscè: “Blackout mentale nei play-off”
Il tecnico difende il lavoro dei 10 mesi: vittorie casalinghe, compattezza del gruppo e rispetto per i colori rossoblù nonostante le difficoltà del mercato e gli infortuni
Cosenza - Al termine della stagione, il tecnico del Cosenza Antonio Buscè ha incontrato i giornalisti in conferenza stampa l’8 maggio per fare il punto sulla stagione appena conclusa.
“Sull’1-1 la qualificazione era ancora a portata di mano, ma nella testa dei ragazzi sono arrivati i fantasmi della paura”, ha dichiarato il Mister. “Nel secondo tempo la luce si è spenta: un blackout generale che non ci ha permesso di reagire. C’è stato un vero e proprio collasso mentale”.
Nonostante l’uscita “in malo modo” dai play-off, Buscè ha difeso con forza il lavoro svolto nei 10 mesi alla guida della squadra. L’allenatore ha sottolineato i traguardi raggiunti, a partire dal ritorno del pubblico allo stadio: “Abbiamo riportato oltre 3.000 persone al Marulla”. Poi i numeri casalinghi: “Il Cosenza è stata la squadra con più vittorie interne tra tutti i gironi, ha ottenuto 8 vittorie consecutive tra le mura amiche e ha mandato a segno 17 giocatori diversi”. Buscè ha infine evidenziato la compattezza del gruppo, capace di lottare per il secondo posto fino all’ultima giornata di campionato.
“Non permetto a nessuno di denigrare il lavoro fatto in 10 mesi”, ha ribadito, sottolineando come la squadra abbia sempre onorato e rispettato i colori rossoblù. Il tecnico ha ammesso divergenze di vedute con il presidente su alcune questioni gestionali e infrastrutturali, ma ha ribadito di aver sempre lavorato per colmare i limiti della squadra grazie alla forza del gruppo, “facendosi il mazzo” dal primo all’ultimo giorno.
Sulla sessione di mercato di gennaio, Buscè ha spiegato che la squadra ha perso pedine fondamentali. Le partenze di giocatori come Kouan e Ricciardi, unite agli infortuni di lungo corso di Mazzocchi e Gurfalidis, hanno modificato l’identità tattica del Cosenza. Tuttavia, il tecnico ha ribadito la sua filosofia aziendalista: “In queste categorie servono i soldi per mantenere le squadre. Non sono Mourinho o Conte che ribaltano le scrivanie; io vengo qui a fare il mio lavoro con professionalità”.
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