Cosenza, il progetto C.U.R.A. punta a intercettare i bisogni dei più fragili
Università della Calabria, Comune, Asp, Arcidiocesi e volontariato lavorano a una rete condivisa per conoscere le necessità del centro storico e migliorare i servizi rivolti alla popolazione
Cosenza - Conoscere più da vicino chi vive nel centro storico, individuare le situazioni di difficoltà e mettere in relazione i servizi già presenti sul territorio. È questa la direzione del progetto C.U.R.A. – Comunità Urbane in Rete per l’Ascolto, promosso dall’Università della Calabria e presentato al Comune di Cosenza, nel Salone di rappresentanza di Palazzo dei Bruzi. L’iniziativa è già nella fase operativa e concentra l’attenzione soprattutto sugli anziani e sulle persone in condizioni di maggiore vulnerabilità.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra Unical, Comune di Cosenza, Azienda sanitaria provinciale, Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano e CSV Cosenza, con l’obiettivo di superare la frammentazione degli interventi sociali e favorire una risposta più coordinata alle necessità della comunità.
Alla presentazione sono intervenuti il rettore dell'Unical Gianluigi Greco, la delegata al Public Engagement Emanuela Pascuzzi, il sindaco Franz Caruso, l’assessore al Welfare Veronica Buffone, il direttore generale dell’Asp Angelo Vittorio Sestito, il direttore del Distretto sanitario Cosenza-Savuto Sisto Milito, l’arcivescovo Giovanni Checchinato, il direttore della Caritas diocesana Pino Fabiano, la presidente del CSV Cosenza Lucia Rachele Celebre e la direttrice Mariacarla Coscarella, insieme agli altri rappresentanti istituzionali coinvolti.
Ascolto e mappatura per leggere le necessità del territorio
Uno dei primi passaggi riguarda la raccolta di informazioni direttamente da chi conosce e vive il centro storico. Sono state avviate interviste con rappresentanti delle istituzioni, comitati di quartiere, enti ecclesiastici, associazioni del Terzo settore e gruppi impegnati in attività assistenziali e culturali. Il confronto coinvolge anche esperti che operano sul territorio.
Le testimonianze contribuiranno alla costruzione di un Profilo di comunità, uno strumento che consentirà di riunire in un quadro comune i bisogni della popolazione, le risorse disponibili e le realtà che possono collaborare per affrontare le situazioni di disagio.
Accanto al lavoro di ascolto, l’Università sta realizzando una mappatura attraverso sistemi informativi geografici, conosciuti come GIS. La prima fase ha utilizzato i dati socio-demografici dell’Istat, organizzati per sezioni censuarie e suddivisi in quattro sotto-ambiti parrocchiali, per analizzare le caratteristiche del centro storico e confrontarle con quelle del resto della città.
Il lavoro proseguirà con la localizzazione delle attività economiche, delle scuole, dei presidi sanitari, dei servizi pubblici, delle strutture del privato sociale e delle realtà religiose. Saranno integrati anche i dati del Distretto socio-sanitario e dell’Ambito territoriale sociale di Cosenza, così da ottenere una lettura più completa delle esigenze assistenziali e sanitarie dei residenti.
Attenzione anche agli edifici inagibili e alla mobilità
La ricognizione non riguarderà soltanto la dimensione sociale. Una parte del progetto sarà dedicata alle condizioni fisiche del centro storico, con la mappatura degli spazi verdi, delle aree pubbliche, degli edifici inagibili e dei crolli.
Particolare attenzione sarà riservata alla mobilità, ai dislivelli e ai punti che possono rendere più difficili gli spostamenti per gli anziani e per le persone con ridotta capacità motoria. L’incrocio tra informazioni sociali, sanitarie e territoriali permetterà di individuare con maggiore precisione le aree in cui le difficoltà delle persone si sommano agli ostacoli presenti nell’ambiente urbano.
L’obiettivo è far emergere anche quelle situazioni di bisogno che non arrivano ai servizi attraverso i canali ordinari, offrendo alle istituzioni e alle organizzazioni coinvolte una base informativa comune per programmare gli interventi.
Il sostegno attraverso il 5 per mille
Per il 2026, C.U.R.A. è stato scelto dall’Università della Calabria come prima azione strategica finanziata attraverso le risorse del 5 per mille. L’iniziativa rappresenta un investimento diretto sul territorio, con la ricerca universitaria messa al servizio di un progetto che punta a produrre ricadute concrete sulla vita della comunità.
La sfida sarà trasformare i dati raccolti e il confronto tra le diverse realtà in strumenti utili per rendere più accessibili i servizi e costruire una rete di sostegno capace di raggiungere anche chi rischia di rimanere ai margini. Per il centro storico di Cosenza, C.U.R.A. punta così a mettere in relazione conoscenza, ascolto e collaborazione, con una particolare attenzione alle persone più esposte alle difficoltà sociali.
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