Cosenza, il gasolio a 2,50 euro mette in ginocchio i camionisti: «Così non si può lavorare»

Presidi nelle zone industriali di Rende e Montalto Uffugo. Gli autotrasportatori chiedono interventi urgenti sui carburanti e denunciano costi ormai insostenibili

A cura di Redazione
16 ottobre 2026 14:24
Cosenza, il gasolio a 2,50 euro mette in ginocchio i camionisti: «Così non si può lavorare» - Foto: Redazione
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Il prezzo del gasolio diventa il simbolo della crisi dell’autotrasporto in Calabria. Nelle aree industriali di Settimo di Rende e Montalto Uffugo, gli operatori del settore hanno avviato i presidi di protesta per chiedere interventi concreti contro il caro carburante e l’aumento delle spese necessarie a mantenere in attività le imprese.

La mobilitazione, promossa da Fedralog, coinvolge diverse zone della regione e punta a richiamare l’attenzione delle istituzioni sulle difficoltà economiche della categoria. Il problema, secondo i manifestanti, è legato a un divario sempre più difficile da sostenere: da una parte il costo del gasolio e delle autostrade, dall’altra tariffe di trasporto che non crescono allo stesso ritmo.

A pesare è soprattutto il prezzo del carburante, che secondo quanto denunciato dai camionisti avrebbe raggiunto 2,50 euro al litro. Una spesa che riduce drasticamente i margini delle aziende e costringe alcuni operatori ad attingere ai propri risparmi per continuare a lavorare.

«Non possiamo più andare avanti», ha spiegato Domenico Mammone, tra i partecipanti alla protesta. Da qui la richiesta di introdurre un prezzo calmierato per il gasolio oppure un carburante dedicato agli autotrasportatori, sulla scia delle misure previste per il comparto agricolo.

La vertenza non riguarda soltanto chi guida i mezzi pesanti o gestisce un’impresa di trasporto. L’aumento dei costi logistici rischia infatti di ripercuotersi sull’intera filiera commerciale, con conseguenze sui prezzi dei prodotti e sulle spese sostenute quotidianamente dalle famiglie.

Anche per questo, nei presidi cosentini sono arrivate manifestazioni di solidarietà da parte di cittadini e lavoratori di altri settori produttivi. La preoccupazione condivisa è che una crisi prolungata del trasporto merci possa avere effetti ben oltre i confini della categoria.

I presidi proseguono in attesa di risposte da parte delle istituzioni. Gli autotrasportatori chiedono che la questione venga affrontata con misure capaci di incidere realmente sui costi di esercizio, avvertendo che, in assenza di soluzioni, la mobilitazione potrebbe continuare a oltranza.

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