Cosenza, il Cinema Italia apre le porte dopo il raid al Guarasci
Studenti, magistrati e testimoni di coraggio protagonisti dell’iniziativa del Liceo Telesio e dell’associazione “L’albero dei sorrisi”
Quando ignoti hanno rubato i cavi di rame e danneggiato l’impianto elettrico dell’Auditorium “Antonio Guarasci”, alla vigilia della Celebrazione della Giornata della Legalità, la risposta della città non si è fatta attendere. Grazie alla disponibilità dell’imprenditore Pino Citrigno, il Cinema Italia ha ospitato studenti del Liceo Classico “Bernardino Telesio”, autorità e relatori, trasformandosi per un giorno in un simbolo di partecipazione civile e resistenza culturale.
L’iniziativa, moderata dalla professoressa Barbara Marchio, è nata dalla collaborazione tra il liceo e l’associazione di volontariato “L’albero dei sorrisi”, dando vita a un incontro intenso e partecipato, nel quale i giovani hanno ascoltato testimonianze dirette sul valore della legalità, del coraggio e della responsabilità civile.
Tra gli interventi più significativi quello di Maria Teresa Fragomeni, sindaco di Siderno, che ha raccontato le difficoltà affrontate dopo l’elezione arrivata al termine del lungo commissariamento del Comune per infiltrazioni mafiose. Pur colpita da intimidazioni, il primo cittadino ha ribadito la scelta di stare dalla parte della comunità onesta, rifiutando qualsiasi retorica eroica. “Sono una persona normale che ha scelto da che parte stare”, ha affermato davanti agli studenti.
Il giornalista e scrittore Arcangelo Badolati ha invece richiamato l’attenzione sull’importanza della memoria e della corretta informazione, ricordando come figure come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino siano state spesso ostacolate e isolate anche da ambienti vicini al potere e al malaffare. “Raccontare la verità dei fatti è un dovere”, ha sottolineato.
Molto forte anche il messaggio del Procuratore della Repubblica di Cosenza, Giovanni Capomolla, che si è rivolto direttamente ai ragazzi mettendo in guardia dal rischio rappresentato dal consumo di sostanze stupefacenti e dal radicamento della criminalità organizzata nei luoghi frequentati dai giovani. “Le regole non sono ostacoli, ma strumenti di libertà”, ha detto, invitando gli studenti a difendere la legalità attraverso le scelte quotidiane.
Grande commozione ha suscitato la testimonianza di Anna De Luca e Alfredo Lio, vedova e figlio dell’appuntato dei Carabinieri Renato Lio, assassinato a Soverato durante un posto di blocco. Anna De Luca ha raccontato il percorso umano che l’ha portata a scegliere il perdono e il servizio allo Stato, spiegando perché lei e i suoi figli abbiano deciso di indossare la divisa nonostante il dolore subito. “Mio marito non è stato ucciso dallo Stato, ma dalla mafia”, ha dichiarato in uno dei momenti più toccanti della giornata.
L’evento si è concluso con due performance artistiche curate dagli studenti del Telesio: la lettura di un diario immaginario di Giovanni Falcone da parte della IV C e un monologo sul rapporto tra donne e mafia interpretato dall’ex studentessa Candida. Durante tutta la manifestazione alcuni studenti hanno collaborato al servizio d’ordine coordinato da Silvana Gallucci.
A chiudere la giornata, la consegna delle targhe ricordo ai relatori da parte dell’associazione “L’albero dei sorrisi”, in un clima di forte partecipazione collettiva. Nonostante il danneggiamento del Guarasci, la città ha scelto di reagire con cultura, memoria e senso delle istituzioni, trasformando una difficoltà in un momento di grande valore civile.
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