Cosenza - Giornata Nazionale del Rispetto al Liceo Telesio: gli studenti protagonisti di una riflessione civica

Laboratori, concorsi e interventi istituzionali per trasformare il rispetto in azione quotidiana

A cura di Redazione
21 gennaio 2026 11:00
Cosenza - Giornata Nazionale del Rispetto al Liceo Telesio: gli studenti protagonisti di una riflessione civica -
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Una giornata di riflessione profonda, memoria attiva e impegno civile presso l’Auditorium Guarasci del Liceo Classico “Bernardino Telesio”, dove si è celebrata la Giornata Nazionale del Rispetto, un evento di alto valore formativo promosso dall’Associazione FA.MI Famiglia e Minori Italia e accolto con entusiasmo dall’istituto cosentino.

La ricorrenza, istituita con la Legge n. 70/2024, si ispira al sacrificio di Willy Monteiro Duarte, il giovane che nel 2020 perse la vita per difendere un amico, diventando simbolo universale di coraggio ed altruismo contro la prepotenza del branco.

In assenza del Dirigente Scolastico, Ing. Domenico De Luca, fuori regione per impegni istituzionali, a fare gli onori di casa è stata la prof.ssa Francesca Mastrovito, collaboratrice del Dirigente Scolastico, la quale ha sottolineato l’eccezionalità del momento: “Sicuramente sarà un incontro notevole da cui potremo trarre degli spunti per la nostra vita futura, perché la cultura del rispetto, viene spesso data come scontata e invece nella pratica quotidiana viene trascurata”.   È stato inoltre letto un toccante messaggio della vicaria, prof.ssa Maria Pia Domanico, impossibilitata a partecipare ma anima della fase preparatoria, che ha esortato i ragazzi a fare della scuola un presidio di valori: “Ai ragazzi chiedo l’impegno di aver cura della bellezza della parola rispetto, della sua necessaria ed indispensabile mediazione tra cultura e vita. Fate in modo che il vostro capitale semantico cresca in valore e si nutra di questa parola”.

L’Avv. Katia VeterePres. del FA.MI, ringraziando gli studenti per la grande partecipazione, è partita da un dato rivelatore emerso dal sondaggio interno condotto dagli studenti circa il bullismo: per la stragrande maggioranza di loro la forma di violenza tra loro più evidente è quella dell’esclusione sociale, che si manifesterebbe maggiormente fuori dalla scuola. “Il rispetto non è un concetto astratto, ma un atto concreto: è lo sguardo che decidiamo di rivolgere all’altro“, ha incalzato la Vetere.  La Presidente del FA.MI ha esortato i ragazzi a considerare la Costituzione come un organismo vivo che pone al centro la sacralità e la dignità della persona. Ha proposto una lettura “sistemica” e moderna dei primi articoli: non semplici commi separati, ma un tessuto unico e inscindibile dove il diritto del singolo e il dovere della solidarietà si intrecciano, rendendo ogni studente custode della dignità altrui.

Particolarmente denso l’intervento della Dott.ssa Maria Esposito, psicologa del FA.MI, che ha definito il rispetto come la base per diventare donne e uomini liberi”. Dalla sua esperienza sul campo, la Dott.ssa Esposito ha lanciato un monito: “I ragazzi non sono indifferenti: inviano costantemente richieste di aiuto al mondo degli adulti su ‘come fare’ e ‘cosa fare’ per gestire le relazioni. Il rispetto nasce dall’ascolto di queste domande di senso”. È in questo spazio di ascolto che famiglia e scuola, ha evidenziato la Esposito, devono incontrarsi per non lasciare i giovani soli davanti alle complessità emotive.

Il contributo della Dott.ssa Tiziana Scarpelli, Commissario Capo della Questura di Cosenza, ha spostato il baricentro del dibattito sul legame inscindibile tra rispetto delle regole e sicurezza individuale: “rispettare le norme non è una menomazione della propria libertà, ma l’unico strumento che abbiamo per proteggerla”. Atti quotidiani come allacciare le cinture di sicurezza o indossare il casco non sono imposizioni burocratiche, ma presidi posti in essere per evitare che la distrazione o l’imprudenza si trasformino in tragedia. Il Commissario ha richiamato alla memoria la drammatica vicenda di Crans Montana, dove la trascuratezza delle regole è sfociata in tragedia e di Carolina Picchio, vittima di cyberbullismo, per ricordare come l’assenza di rispetto nelle arene digitali possa avere conseguenze fatali. “Il rispetto non deve restare una parola astratta-ha esortato il Commissario Scarpelli- ma deve farsi valore sociale condiviso. Solo col coraggio di “pretendere le regole” da noi stessi e dagli altri, si può costruire una società realmente migliore e più giusta”. l’Arcivescovo Mons. Giovanni Checchinato ha offerto una riflessione potente partendo dal brano “L’uomo nero” di Brunori Sas, mettendo in guardia dalla “banalità del male” e dall’indifferenza di chi si ritiene “perbene” mentre alimenta il pregiudizio. “Possiamo diventare umani solo nella misura in cui ci prendiamo cura l’uno dell’altro”, ha affermato Mons. Checchinato. Con un messaggio di profonda speranza, l’Arcivescovo ha confessato ai ragazzi di “credere fermamente nella primavera dopo l’inverno, invitandoli a essere loro stessi i promotori di quella rinascita sociale che parta dal rispetto reciproco e dalla cura delle fragilità altrui. Una “preghiera laica” che ha suggellato una giornata dedicata alla bellezza del restare umani.

Il cuore pulsante della giornata sono stati i lavori degli studenti, frutto di laboratori creativi coordinati dai docenti. La commissione, composta dai membri del FaMI e dai Prof. Gaetano Costenaro e Maria Luce Le Pera, ha assegnato diverse menzioni speciali e decretato i 3 vincitori del concorso.

Primo Classificato: La classe 5B Cambridge, con un video sulle note di “Io vengo dalla luna” di Caparezza, un grido collettivo contro razzismo, bullismo e omofobia. I ragazzi stessi hanno spiegato come attraverso l’uso di immagini d’impatto e fatti reali, abbiano voluto evidenziare come l’odio e l’intolleranza influenzino ancora profondamente la società. Obiettivo finale spingere lo spettatore a non restare indifferente, promuovendo i valori del rispetto, dell’ascolto e dell’accettazione, affinché nessuno si senta più solo o sbagliato.

Secondo Classificato: La classe 1D, per l’originale “Dizionario del Rispetto”, nel quale ogni lettera della parola R-I-S-P-E-T-T-O è stata associata a un termine specifico tratto dagli articoli della Costituzione Italiana, al fine di comprendere meglio il concetto di rispetto collegandolo ai valori civili, come la dignità umana, l’uguaglianza e la solidarietà.

Terzo Classificato: Giulia Mercurio (4A Eu), Elisabetta Leone (5A Eu) e Chiara Compostella (4C), per il testo “140 Secondi: Il Rispetto è Responsabilità”, una riflessione sulla tragedia di Crans Montana che invita a onorare le vittime trasformando la memoria in consapevolezza.

Sono state inoltre conferite menzioni di merito per l’alto valore sociale e l’originalità dei lavori a:

Giulia Focà (5A) per l’opera poetica “L’ombra del fuoco”Sophia Granieri, Michela Sicoli, Giovanni Marcianó e Francesco Bonanno (2D) per il loro Podcast sul rispetto; Nicole Benedetto e Lorenzo Altomare (2D) per il testo e la musica di “Oltre il Sorriso” sulla violenza domestica, il bullismo e la discriminazione sociale; Parrilla, Imbrogno, Daniele e Grimaldi (1C CAM-BIO) per il progetto editoriale “Telesio NewsSofia Falvo, Jacopo Giordano, Roberta Cicero, Simone Vuono e Benedetta Tedesco (4C) per il corto: “Rispetto per la vita”.

Un sentito ringraziamento va a tutte le studentesse e gli studenti che al di là dei lavori premiati o menzionati, hanno dimostrato una profonda sensibilità e una capacità di riflessione non comune su temi cruciali per la nostra società. Tutti loro riceveranno un certificato di partecipazione valido ai fini del calcolo del credito scolastico, riconoscendo formalmente l’impegno civico dimostrato. Un grazie particolare va alle classi: 1, 2 e 3A, 1C Bio, 4A, 4A Bio, 4B, 4D, 4E, 5A, 5A Bio, 5A Cambridge, 5C, 5B e 5D.

Il servizio d’ordine e l’accoglienza sono stati curati con operatività dagli stessi alunni del Telesio, sotto l’impeccabile coordinamento della prof.ssa Silvana Gallucci, referente Biblioteca e Cerimoniale del Liceo.

La giornata si è conclusa con l’auspicio che questi lavori non restino episodi isolati, ma diventino presidi permanenti di sensibilizzazione, trasformando il rispetto da parola astratta in scelta quotidiana di solidarietà.

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