Cosenza, chiude la sesta stagione di “Voci dal Sottosuolo”: teatro come comunità nel quartiere Spirito Santo
Una rassegna del Kollettivo Kontrora in collaborazione con Teatro del Carro - Pino Michienzi
Si chiude con il quarto appuntamento la sesta stagione della rassegna teatrale “Voci dal Sottosuolo”, curata dal Kollettivo Kontrora in collaborazione con Teatro del Carro - Pino Michienzi, che ha trasformato il Teatro Silvio Vuozzo del quartiere Spirito Santo in un luogo di incontro, ascolto e rigenerazione culturale.
Il progetto, finanziato dai fondi otto per mille della Chiesa Evangelica Valdese, nasce da un’idea semplice e radicale: il teatro appartiene a chi lo vive, non solo a chi lo fa. Nel quartiere Spirito Santo la rassegna ha trovato una casa fertile: non solo un teatro, ma una scuola, un cortile, un intreccio di voci e storie. Qui la scena non si limita a rappresentare: ascolta, restituisce, accoglie.
Il finale di stagione è affidato al 18 gennaio alle ore 18.00 a “Un live podcast” del collettivo Divano Project, con testo di Marzio Gandola e Margherita Fusi Fontana, regia di Giammarco Pigniatiello, scene di Gaia Fossati e interpreti Alessandra Curia, Maria Canino, Michele Correra, Gionata Soncini.
Lo spettacolo racconta di quattro ragazzi che si confrontano con la diffusione di materiale radiofonico in streaming, emblema dell’informazione moderna, punto d’incontro tra narrazione e cronaca, ma anche brandizzazione dell’informazione, fenomeno di massa inflazionato e di moda. I podcast di maggiore successo, in particolare quelli legati al true crime e alla cronaca nera, sono assimilabili a una forma moderna di tragedia classica, riflessione centrale del progetto.
I protagonisti si confrontano con episodi della loro vita personale e con il desiderio di realizzare un podcast sull’Otello. In questo percorso scoprono che raccontare una vicenda significa farsene autore e, in parte, tradirla, anche essendone stati protagonisti. La tragedia di Shakespeare diventa così un continuo confronto sulla natura della narrazione e sulla ricerca della verità, in un momento in cui inventarsi ruoli è diventato paradigma della realizzazione personale.
Questa sesta edizione ha ribadito il ruolo del teatro come spazio da aprire dove prima non c’era, come voce per chi spesso non la trova e come eco di storie che abitano sottotraccia. Il programma ha intrecciato spettacoli di teatro contemporaneo con tre laboratori di drammaturgia di quartiere, coinvolgendo alunni della scuola e abitanti, in particolare anziani, custodi di una memoria viva. Le loro storie hanno aperto ogni serata, creando un ponte diretto tra comunità e scena.
Voci dal Sottosuolo si conferma un progetto di rigenerazione culturale e sociale, con l’obiettivo di portare il teatro dove si è smesso di cercarlo, trasformando ogni incontro in una possibilità e ogni storia in scena. Il biglietto, dal costo simbolico di 1 euro, sottolinea la visione del progetto: il teatro non è un lusso, ma un diritto condiviso. Quando un quartiere si riunisce attorno a uno spettacolo, non è più solo un luogo: diventa comunità.
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