Cosenza - Al Telesio “Ragazzi Interrotti”: teatro e scuola contro il disagio giovanile
Nell’Aula Magna del Liceo Telesio di Cosenza lo spettacolo della Cooperativa Crisalide: riflessione su hikikomori, cyberbullismo e solitudine
Cosenza - All’Aula Magna del Liceo Classico Bernardino Telesio di Cosenza si è svolto l’evento “Ragazzi Interrotti”, una mattinata di forte valore civile e pedagogico nata dalla collaborazione con la Cooperativa Sociale Crisalide. Sul palco la volontaria Dora D’Epiro, neuropsichiatra dell’Ospedale di Cosenza, e la socia Emanuela Normanno, che hanno ringraziato la professoressa Gemma Mazzarelli per il collegamento con la scuola e la vicaria Maria Pia Domanico per l’organizzazione della giornata.
Più che una semplice rappresentazione teatrale, l’iniziativa ha offerto agli studenti una riflessione profonda sul tema dei disturbi mentali in età evolutiva e sul fenomeno del ritiro sociale, noto come sindrome di hikikomori.
L’incontro è stato arricchito anche dal contributo del Centro di Solidarietà “Il Delfino” di Cosenza, che ha presentato il progetto “Focus on your goal”, finanziato dal Dipartimento per le Politiche contro la Droga della Presidenza del Consiglio dei Ministri e realizzato in collaborazione con ARCAT Calabria. Il progetto è rivolto a minori tra i 12 e i 17 anni che affrontano dipendenze da sostanze o comportamentali e propone percorsi terapeutici e riabilitativi attraverso laboratori di arte, musica e attività nella natura. Lo psicologo Cristian Conforti ha invitato gli studenti a non esitare a chiedere supporto, contattando il centro tramite la pagina Facebook o recandosi presso la sede di Cosenza.
Il valore della condivisione è stato sottolineato anche dalla professoressa Patrizia Pisciotta dell’Istituto Lucrezia Della Valle, che ha curato gli intermezzi musicali eseguiti dal vivo. «Insieme è meglio che soli», ha ricordato la docente, evidenziando come l’armonia necessaria per eseguire un brano musicale sia la stessa che serve nella vita per affrontare le difficoltà.
Tra i momenti più intensi della rappresentazione la scena dell’autoreclusione volontaria: una madre che bussa disperata alla porta della stanza del figlio ricevendo soltanto il silenzio di chi ha scelto l’isolamento come forma di difesa. Attraverso letture e interpretazioni, gli studenti sono stati sensibilizzati su una condizione che rappresenta spesso il sintomo di un disagio sociale più ampio.
Il cuore dello spettacolo ha raccontato la storia di Andrea Spezzacatena, vittima di cyberbullismo. Il giovane, bersagliato dai compagni per il colore dei suoi pantaloni, vide la propria sofferenza amplificarsi con la creazione di una pagina Facebook dedicata alla sua derisione. Una persecuzione digitale che trasformò l’umiliazione in qualcosa di permanente e globale, fino a spezzare la resistenza di un ragazzo di appena quindici anni.
Particolarmente significativa l’immagine finale dello spettacolo: tutti i protagonisti sul palco con pantaloni rosa in un grande girotondo simbolico. Le note di “Sogna ragazzo sogna”, eseguite dal vivo, hanno accompagnato questo momento di speranza condivisa.
Lo spettacolo, interpretato dagli utenti della Cooperativa Crisalide, persone fragili ma capaci di raccontarsi oltre lo stigma e il pregiudizio, ha profondamente colpito la platea, che ha seguito in silenzio la rappresentazione per poi esplodere in lunghi applausi.
«Il Telesio è da sempre una scuola particolarmente sensibile alle problematiche del disagio giovanile – ha affermato il dirigente scolastico Domenico De Luca –. Ci siamo attivati su più fronti per non lasciare mai soli i nostri ragazzi: dalla pronta adesione al progetto dello psicologo a scuola fino ai laboratori inclusivi che mettono l’arte al centro del percorso educativo. Un esempio virtuoso sono le Officine Teatrali Telesiane, che utilizzano il teatro come strumento di cura, metamorfosi e comunicazione, trasformando la fragilità in una risorsa per la crescita degli studenti».
A portare il suo saluto anche Asia Carchidi, neuropsichiatra, referente del Comune di Rende e psicologa scolastica. La dottoressa ha evidenziato come negli ultimi anni sia stato superato lo stigma legato alla figura dello psicologo a scuola, sottolineando che oggi molti studenti accedono al servizio con maggiore naturalezza, riconoscendolo come uno spazio sicuro di ascolto.
«È fondamentale non chiudersi nel proprio isolamento», ha ribadito Asia Carchidi, invitando i ragazzi a trasformare il dolore in parola. Chiedere aiuto, ha ricordato, non è un segno di debolezza ma il primo passo verso la guarigione e la riconquista della propria serenità
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