L'INIZIATIVA

Corigliano-Rossano, Magnolia porta i bambini tra i vigneti di Senatore Vini

A Cirò Marina un’esperienza pedagogica per riscoprire le tradizioni agricole e il legame con la terra.

A cura di Redazione
04 novembre 2026 19:30
Corigliano-Rossano, Magnolia porta i bambini tra i vigneti di Senatore Vini - Foto: Uff. Stampa Comune di Catanzaro
Foto: Uff. Stampa Comune di Catanzaro
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Corigliano-Rossano – Le tradizioni non sopravvivono soltanto perché vengono raccontate. Hanno bisogno di essere vissute, riconosciute nei gesti e consegnate alla memoria delle nuove generazioni. La vendemmia, che per secoli ha scandito la vita delle famiglie calabresi, custodisce proprio questa straordinaria eredità: il rapporto con la terra, la condivisione del lavoro e la conoscenza di ciò che produciamo. È da questa consapevolezza che nasce la nuova esperienza pedagogica del Polo Infanzia Magnolia di Corigliano-Rossano, che nei giorni scorsi ha accompagnato un gruppo di bambini tra i vigneti dell'azienda Senatore Vini di Cirò Marina, trasformando la raccolta dell'uva in una lezione di appartenenza culturale.

 RENZO: LA MEMORIA CULTURALE SI COSTRUISCE ATTRAVERSO L'ESPERIENZA

Far conoscere ai bambini le proprie radici non significa limitarsi a raccontare come vivevano i nonni. Significa creare occasioni nelle quali possano incontrare concretamente quel patrimonio di conoscenze che un tempo si trasmetteva spontaneamente all'interno delle famiglie. È il principio pedagogico al quale si richiama Teresa Pia Renzo, direttrice del Polo Infanzia Magnolia. La vendemmia, come la raccolta delle olive o la coltivazione degli agrumi – dice - appartiene alla nostra storia familiare prima ancora che a quella produttiva. Un tempo erano i nonni, i genitori e i figli a ritrovarsi nei campi. Oggi queste esperienze sono molto meno frequenti e la scuola ha il compito di contribuire a mantenerne viva la memoria, restituendo ai bambini il legame con ciò che la nostra terra genera.

SENATORE VINI, QUATTRO GENERAZIONI DI CULTURA PRODUTTIVA

La scelta di questa Azienda che ci ha riservato un’accoglienza esclusiva e per la quale ringraziamo Vito e Raffaele Senatore – ricorda, ancora, la pedagogista – non è casuale. L'azienda, la cui storia vitivinicola familiare attraversa quattro generazioni, rappresenta una testimonianza concreta di come un sapere tradizionale possa evolversi in una moderna esperienza imprenditoriale senza perdere il rapporto con le proprie origini. Qui i bambini, accompagnati anche dalla presenza dei familiari, hanno vissuto una ricostruzione della vendemmia direttamente tra i filari. Poiché la stagione della raccolta era ormai conclusa, l'uva è stata predisposta tra le viti per consentire ai piccoli di sperimentare il gesto della raccolta nel suo ambiente naturale. Un'esperienza ben diversa dalla riproduzione dello stesso laboratorio negli spazi scolastici

IL BAMBINO IMPARA CON TUTTO IL CORPO E SPORCANDOSI LE MANI

Raccogliere un grappolo, staccarne gli acini e riporli nella cassetta ha richiesto ai piccoli di coordinare lo sguardo con il movimento delle mani, adattando la presa alla delicatezza del frutto. Ma l'apprendimento ha coinvolto anche la percezione sensoriale: la temperatura dell'uva, la sua consistenza, il profumo della terra e il sapore degli acini assaggiati hanno

trasformato un'azione manuale in una conoscenza vissuta. La pedagogia più autentica – sottolinea Renzo – è quella che permette al bambino di incontrare direttamente la realtà, di sporcarsi le mani. È così che il corpo diventa uno strumento di conoscenza e ciò che si sperimenta personalmente acquista un significato più profondo di ciò che viene soltanto mostrato o spiegato.

DALLA RACCOLTA ALLA TRASFORMAZIONE, IL TEMPO DIVENTA APPRENDIMENTO

L'esperienza nei vigneti costituisce una tappa di un percorso che Magnolia ripropone ogni anno, articolandolo in momenti differenti. Dopo la raccolta a Cirò Marina, i bambini hanno proseguito il laboratorio nella struttura scolastica, pigiando l'uva proprio con le mani. Il succo è stato successivamente ricavato con il passaverdure e destinato all'osservazione del processo di fermentazione, prima dell'imbottigliamento dimostrativo.

RENZO: LA SCUOLA DEVE RESTITUIRE AI BAMBINI LE PROPRIE RADICI

Ciò che desideriamo lasciare ai bambini – conclude Teresa Pia Renzo – non è soltanto il ricordo di una bella giornata, ma la consapevolezza che dietro ogni prodotto della nostra terra esiste una storia. Se domani riconosceranno in un grappolo d'uva il lavoro di una famiglia, la fatica della raccolta e la tradizione che lo accompagna, avremo consegnato loro qualcosa che appartiene alla nostra identità e che merita di essere custodito.

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