Corigliano-Rossano - La dirigente dell'I.C. Erodoto in Campidoglio

La Capalbo al convegno nazionale su bullismo e cyberbullismo

A cura di Redazione
17 aprile 2026 12:00
Corigliano-Rossano - La dirigente dell'I.C. Erodoto in Campidoglio - Foto: Ufficio stampa I.C. Erodoto
Foto: Ufficio stampa I.C. Erodoto
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Corigliano-Rossano - Il 15 aprile, presso la Sala stampa della Camera dei Deputati, si è svolto il convegno nazionale promosso da Confil dal titolo “Leadership e responsabilità educativa del dirigente come contrasto al bullismo e cyberbullismo”, al quale ha preso parte, in qualità di relatrice, Susanna Capalbo, Dirigente Scolastica dell’Ic Erodoto dí Corigliano-Rossano. Un importante momento di confronto istituzionale e professionale che ha visto la presenza di esperti del mondo della scuola, della formazione e delle istituzioni, chiamati a riflettere sul ruolo strategico della dirigenza scolastica nella prevenzione e gestione di fenomeni sempre più complessi e diffusi.

Una scuola attenta e inclusiva

Nel corso del suo intervento, la dirigente Capalbo ha sintetizzato il proprio contributo attraverso quattro parole chiave, delineando un modello di scuola attenta, inclusiva e capace di incidere concretamente nella realtà educativa. Consapevolezza, intesa come capacità di superare la rimozione del problema e di rendere visibili le situazioni di disagio, anche attraverso sistemi di monitoraggio che permettano alle vittime di emergere. Multidisciplinarità, per costruire una risposta strutturata e non episodica, con l’integrazione stabile di figure professionali come psicologi e pedagogisti all’interno della comunità scolastica. Corresponsabilità, quale fondamento di un patto educativo reale tra scuola, famiglie e territorio, in cui gli studenti siano parte attiva e consapevole.

Rigenerazione, attraverso l’adozione di modelli di giustizia riparativa, capaci di trasformare la sanzione in occasione di crescita, riflessione e restituzione sociale. «È su questa architettura – ha sottolineato la dirigente – che si gioca la possibilità di consolidare una scuola capace non solo di gestire i fenomeni, ma di incidere realmente, facendosi comunità e casa di tutti».

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