Corigliano-Rossano, al Polo Infanzia Magnolia il nuovo anno educativo parte dall’accoglienza

Laboratorio creativo con colori e impronte per favorire l’inclusione e il senso di appartenenza dei più piccoli. La pedagogista Teresa Pia Renzo: «Sentirsi accolti è la base di ogni percorso educativo»

A cura di Redazione
12 ottobre 2026 20:00
Corigliano-Rossano, al Polo Infanzia Magnolia il nuovo anno educativo parte dall’accoglienza - Foto: Uff. Stampa Pedagogista Teresa Pia Renzo
Foto: Uff. Stampa Pedagogista Teresa Pia Renzo
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Corigliano-Rossano - Il ritorno a scuola, nella prima infanzia, è un passaggio emotivo. Il bambino rientra in uno spazio che deve tornare ad essere familiare, ritrova volti e compagni cominciando nuovamente a misurare il proprio posto dentro il gruppo. È da questa consapevolezza che il Polo Infanzia Magnolia ha aperto il nuovo anno educativo con un laboratorio manuale dedicato all’accoglienza, trasformando colori, impronte e gesto condiviso in un primo esercizio di appartenenza.

L’ACCOGLIENZA È IL PRIMO ATTO EDUCATIVO DELL’ANNO

È quanto sottolinea la pedagogista Teresa Pia Renzo, direttrice del Polo Infanzia Magnolia, ad inizio delle attività pedagogiche 2026/2027 che hanno visto i piccoli sopiti impegnati in una grande attività laboratoriale con le mani. Accogliere – evidenzia – non significa semplicemente far entrare i bambini in aula, ma accompagnarli dentro una relazione. Il primo compito della scuola è far percepire sicurezza, fiducia e riconoscimento, perché un bambino che si sente atteso è più disponibile ad ascoltare, partecipare, rispettare le regole e vivere positivamente l’esperienza educativa.

DALLE MANI AL GRUPPO, IL LABORATORIO DIVENTA COMUNITÀ

La scelta di partire dalle mani non è casuale. Nella prima infanzia il corpo anticipa spesso la parola: tocca, prova, scopre, lascia traccia. Immergere le mani nel colore e imprimere la propria impronta su un lavoro comune ha permesso ad ogni bambino di dire, con un gesto semplice: io ci sono. Ogni segno è rimasto personale, ma accanto a quello degli altri ha costruito un’unica esperienza collettiva. È così che il gruppo comincia a riconoscersi.

 BENVENUTI, UNA PAROLA CHE SI FA ESPERIENZA VIVA

La parola Benvenuti che i piccoli hanno scritto su un cartellone utilizzando i colori e applicando l’impronta delle loro manine, diventa una pratica educativa. Ogni bambino ha partecipato secondo il proprio tempo, osservando, avvicinandosi, lasciando il proprio segno, riconoscendo quello dei compagni. In questo passaggio – ricorda la professionista da oltre vent’anni punto di riferimento per la crescita della prima infanzia - c’è già molta pedagogia: imparare che la scuola è uno spazio condiviso, che ciascuno porta qualcosa di proprio e che la presenza dell’altro non toglie, ma arricchisce.

È UNA RIPARTENZA CHE FA RISCOPRIRE SUBITO LE REGOLE E LA ROUTINE

Abbiamo scelto di ripartire da un gesto semplice – sottolinea– perché nella prima infanzia le esperienze concrete parlano più delle spiegazioni. L’accoglienza è la base di tutto il percorso educativo: se un bambino si sente accolto, riconosciuto e parte del gruppo, affronta con maggiore serenità le routine, le regole, le relazioni e le nuove scoperte. Le mani colorate – conclude Teresa Pia Renzo - raccontano proprio questo: ogni bambino lascia una traccia e quella traccia diventa parte della comunità.-

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