Consorzi di bonifica, Scutellà: “Riforma a rischio illegittimità e TFR dei lavoratori ancora non pagati”
La capogruppo M5S attacca la proposta di legge sull’ente unico: “Servono garanzie finanziarie e tutela dei diritti prima di ogni nuova autonomia”
Riceviamo e pubblichiamo - «Rafforzare l’autonomia del Consorzio di bonifica unico della Calabria a soli due anni dalla riforma che ha liquidato i precedenti enti non è una semplice operazione amministrativa, ma una scelta che solleva interrogativi inquietanti». Così la consigliera regionale e capogruppo del Movimento 5 Stelle, Elisa Scutellà, interviene duramente sulla proposta di legge che punta a modificare l’assetto gestionale del nuovo ente.
Al centro della critica della consigliera pentastellata non c’è solo l’architettura burocratica, ma il destino di centinaia di famiglie calabresi. «È inaccettabile discutere di una maggiore indipendenza gestionale senza aver prima risolto il nodo più doloroso: le passività ereditate dai vecchi consorzi e, nello specifico, il mancato pagamento del TFR a moltissimi lavoratori già in quiescenza. Parliamo di persone che hanno servito il territorio per decenni e che oggi, dopo il pensionamento, attendono ancora quanto spetta loro per legge. Non sono cifre accessorie, sono diritti sacrosanti che non possono finire nel dimenticatoio della burocrazia»
Secondo Scutellà, il rischio è quello di un vero e proprio “salto nel buio”. «Senza un “paracadute” finanziario regionale esplicito e l’istituzione di un fondo di copertura dedicato ai trattamenti di fine rapporto, l’autonomia rischia di trasformarsi in un rapido isolamento finanziario. Non vorremmo che questa fosse la strategia della Giunta guidata dal presidente Roberto Occhiuto per svincolarsi progressivamente dalle proprie responsabilità, riducendo il ruolo della Regione a una funzione puramente residuale e di facciata».
La capogruppo M5S ricorda inoltre di aver già sollecitato l’esecutivo regionale per vie ufficiali: «Su questo tema ho depositato una specifica interrogazione consiliare, della quale siamo ancora in attesa di risposta. È urgente che il Governo regionale esca dall’ambiguità: i lavoratori non possono essere l’anello debole di una riorganizzazione che sembra uno scaricabarile».
Scutellà richiama inoltre le ulteriori perplessità emerse nel dibattito pubblico sulla proposta di modifica legislativa. «In queste ore autorevoli osservatori del settore hanno evidenziato anche possibili profili di illegittimità costituzionale nel testo della proposta di legge, in particolare per quanto riguarda il venir meno della vigilanza e del controllo della Regione sugli atti del Consorzio e la gestione delle opere pubbliche di bonifica»
«Se queste criticità fossero confermate – prosegue – ci troveremmo di fronte a una riforma costruita su basi fragili sia sul piano finanziario sia su quello giuridico. Per questo è necessario fermarsi, chiarire ogni aspetto e garantire prima di tutto la tutela dei lavoratori e la piena legittimità dell’impianto normativo».
«La nostra vigilanza sarà totale – conclude Scutellà –: non permetteremo che una riorganizzazione così delicata si traduca in una deresponsabilizzazione delle istituzioni o in un rischio per i diritti dei lavoratori e per la gestione di un servizio essenziale per il territorio».
On. Elisa Scutellà
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