CISL Calabria propone un Patto Sociale per lavoro, sviluppo e coesione

La Segretaria Nazionale Daniela Fumarola e il sindacato regionale puntano su occupazione dignitosa, attrazione investimenti e rilancio della sanità come leve per il futuro della regione

A cura di Redazione
01 aprile 2026 20:30
CISL Calabria propone un Patto Sociale per lavoro, sviluppo e coesione - Foto: Redazione
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Feroleto Antico - Si è svolto oggi, presso la sala convegni del T Hotel, il Consiglio Generale della CISL Calabria dal titolo: “La CISL per un Patto sociale. Lavoro, Coesione, Partecipazione”. Un’assise ampia e partecipata che ha delineato la strategia del sindacato per affrontare le sfide di un contesto internazionale complesso e le urgenze storiche del territorio calabrese. Si è proceduto, inoltre, all’elezione di Mimmo Posca come nuovo componente della Segreteria Regionale.

L’evento ha visto la presenza della Segretaria Generale Nazionale della CISL, Daniela Fumarola, che ha ribadito la richiesta di un patto sociale che unisca istituzioni e corpi intermedi su obiettivi condivisi. A livello nazionale come regionale. “La Calabria - ha sottolineato la leader Cisl, ricordando come le eccellenze e i punti di forza della regione siano penalizzati dai troppi nodi strutturali che ne compromettono la crescita - continua a scontare un tasso di occupazione troppo basso, una qualità del lavoro fragile, una struttura produttiva ancora debole, una difficoltà persistente nell’attrarre investimenti stabili e nel trattenere energie giovani e qualificate. E quando un territorio perde i suoi giovani non perde solo popolazione, ma anche energia, innovazione, capacità di iniziativa. Viene privata del futuro”.

Per Fumarola “la Calabria ha bisogno di una politica industriale vera. Una politica che parta dai punti di forza esistenti e li rafforzi: logistica, agroalimentare, ICT, carpenteria industriale, economia circolare, servizi avanzati, il sistema portuale e il retroporto di Gioia Tauro, le filiere legate agli investimenti pubblici. La valorizzazione della ZES è un’opportunità importante, ma non sufficiente. Le agevolazioni funzionano solo se si integrano con infrastrutture adeguate, aree industriali attrezzate, servizi alle imprese e alle persone, a partire dai servizi di cura e dalla sanità, regole chiare, tempi certi e una difesa rigorosa della legalità”.

Lo sguardo è stato, poi, allargato allo scenario internazionale e alle sue ricadute economiche: “Viviamo in un tempo di crescente insicurezza globale e gli effetti arrivano direttamente anche qui, nella vita delle persone che rappresentiamo. Lo scenario internazionale continua a essere segnato da tensioni profondissime con conseguenze su bollette, carburanti, costi di produzione, margini industriali compressi, consumi che rallentano”.


“Il nodo vero - ha concluso la Fumarola - è sostenere strutturalmente salari e pensioni, ripensare il modello energetico in profondità e affrontare il dopo Pnrr, che per la Calabria rappresenta una questione ancora più decisiva. È proprio in questa fase, per tutto questo, che diventa ancora più centrale la nostra proposta di costruire un grande Patto sociale per lo sviluppo, il lavoro e la coesione del Paese”.

Nella sua relazione, il Segretario Generale Regionale, Giuseppe Lavia, ha parlato di un nuovo modello di partecipazione, volto a superare le logiche del passato attraverso un Patto Sociale che unisca Istituzioni, imprese e terzo settore. Il cuore della relazione è il lavoro dignitoso e sicuro: Lavia invoca politiche attive per colmare il divario occupazionale regionale (-18% rispetto alla media nazionale), abbattere le barriere per giovani e donne e contrastare il part-time involontario, senza prescindere da un piano operativo per la sicurezza sul lavoro.

Sul piano dello sviluppo economico, la strategia punta a una gestione efficiente dei fondi comunitari, evitando la frammentazione della spesa per concentrarsi su infrastrutture idriche, edilizia sociale e aree industriali. La crescita deve passare da una “ZES rafforzata” integrando misure regionali e dall’attivazione di Zone Franche Doganali, valorizzando il ruolo strategico del porto di Gioia Tauro. Parallelamente, si rende necessaria una nuova stagione di cura del territorio e forestazione per contrastare il dissesto idrogeologico.

Infine, il capitolo sanità rappresenta l’urgenza sociale più viva: la CISL rivendica l’uscita dal commissariamento e un deciso allenamento dei vincoli stringenti del piano di rientro dal deficit, un piano straordinario di assunzioni per bloccare la fuga dei medici e la mobilità passiva. L’attivazione delle strutture del PNRR (Case e Ospedali di Comunità) è ritenuta essenziale per decongestionare i Ponto Soccorso.

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