Ciclone Harry, frutto del cambiamento climatico: allerta per futuri fenomeni invernali
Uno studio evidenzia aumenti di 4-6 km/h sulla Sicilia orientale e nelle aree marine circostanti. Più incerto, invece, il legame con l’intensità delle precipitazioni
Il cambiamento climatico avrebbe contribuito a rendere più intensi i venti associati al Ciclone Harry, che tra il 19 e il 22 gennaio 2026 ha interessato il Mediterraneo centrale, colpendo in particolare Sicilia, Calabria e Sardegna. A evidenziarlo è un nuovo studio rilanciato da INGV Ambiente, che ha analizzato gli effetti dell’evento e il ruolo delle condizioni climatiche attuali.
Secondo l’analisi, l’aumento dell’intensità dei venti è risultato particolarmente evidente sulla Sicilia orientale e nelle aree marine circostanti, dove sono stati registrati incrementi nell’ordine di 4-6 chilometri orari, con valori localmente anche superiori. Il ciclone aveva portato con sé forti raffiche, precipitazioni intense e mareggiate, interessando ampie porzioni del Mediterraneo centrale.
Per valutare l’influenza del cambiamento climatico, i ricercatori hanno confrontato eventi atmosferici simili a Harry verificatisi in due differenti periodi: dal 1950 al 1987 e dal 1988 al 2025. Il confronto ha evidenziato come, nel periodo climatico più recente, configurazioni atmosferiche comparabili tendano a svilupparsi in presenza di temperature mediamente più elevate, con un incremento stimato tra 1 e 2 °C.
Queste condizioni più calde si accompagnano, in alcune delle aree maggiormente interessate dal fenomeno, anche a una maggiore intensità dei venti. Il segnale appare quindi particolarmente significativo proprio per quanto riguarda la componente eolica dell’evento.
Diverso, invece, il quadro relativo alle precipitazioni. In questo caso, secondo lo studio, il segnale legato al cambiamento climatico risulta meno netto e maggiormente variabile. Gli effetti sulle piogge non mostrano infatti un andamento altrettanto uniforme rispetto a quello osservato per i venti.
Il risultato considerato più robusto dalla ricerca riguarda dunque l’intensificazione della componente eolica del Ciclone Harry. Un elemento che aggiunge nuovi dati al quadro degli effetti che l’aumento delle temperature può avere sulla dinamica degli eventi meteorologici estremi nel Mediterraneo.
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