Castrovillari - Cala il sipario sulla 40ª Estate Internazionale del Folklore
Cinque giorni di straordinaria partecipazione, emozioni e cultura
Castrovillari - È calato il sipario sulla 40ª Estate Internazionale del Folklore e del Parco del Pollino, un’edizione speciale che ha consegnato alla città di Castrovillari cinque giorni di straordinaria partecipazione, emozioni e cultura, celebrando nel migliore dei modi un traguardo che appartiene ormai alla storia della città e del movimento folklorico italiano. Brasile, Ecuador, Georgia, Nuova Zelanda, Panama, Perù, Stati Uniti e Italia hanno portato a Castrovillari la ricchezza delle proprie tradizioni, trasformando la città del Pollino in un grande palcoscenico internazionale e in un autentico crocevia di culture.
Accanto ai gruppi internazionali, non è mancata la presenza del gruppo ospitante “Città di Castrovillari”, che ha fornito il prezioso supporto tecnico alla manifestazione e della Pro Loco di Castrovillari. L’evento, organizzato dall’Associazione Culturale E.I.F. – Estate Internazionale del Folklore APS, sotto la direzione artistica del presidente Antonio Notaro, è affiliato alla F.I.T.P. – Federazione Italiana Tradizioni Popolari, a CIOFF Italia, IFFGA e IOV Italia, ed è inserito nel brand “Castrovillari Città Festival”, il contenitore che riunisce le principali manifestazioni culturali della città del Pollino.
Quarant’anni non sono soltanto una ricorrenza, ma la testimonianza di una storia costruita con passione, sacrificio, visione e soprattutto con la convinzione che la cultura popolare possa essere uno straordinario strumento di dialogo tra i popoli. L’ultima serata si è aperta con la tradizionale sfilata dei gruppi folklorici internazionali, che hanno attraversato le vie della città portando colori, costumi, musica e tradizioni dei rispettivi Paesi.
Poi tutti in Piazza Biagio D’Arienzo, gremita in ogni ordine di posto, con oltre 1.500 persone che hanno accompagnato con entusiasmo e affetto le esibizioni dei gruppi, salutando quello che il Festival ama definire il proprio “Popolo del Festival”.Un pubblico che, ancora una volta, ha dimostrato di sentire profondamente questa manifestazione come patrimonio della comunità. Particolarmente emozionante è stato il momento in cui sul palco è salito Leonardo D’Agostino, che insieme ad Antonio Notaro, nel lontano 1986, diede vita all’Estate Internazionale del Folklore dopo l’esperienza vissuta a Gannat, in Francia, dove il Gruppo Folklorico “Città di Castrovillari” aveva partecipato al prestigioso festival internazionale.
Ed è stato proprio il legame nato allora con il gruppo ecuadoriano Illiniza a regalare uno dei momenti più significativi del quarantesimo anniversario. Gli Illiniza, infatti, hanno voluto essere nuovamente presenti a Castrovillari, proprio come nella prima edizione del Festival, chiudendo idealmente un cerchio lungo quarant’anni. Un ritorno che ha assunto il valore di una vera e propria testimonianza di amicizia tra popoli e generazioni.
Grande emozione anche per la coreografia di apertura e chiusura del Festival, realizzata da ormai trent’anni dalla coreografa e danzatrice Tilde Nocera, coadiuvata dal fratello Daniele. Un appuntamento diventato negli anni uno dei tratti distintivi dell’Estate Internazionale del Folklore, capace di unire in un’unica grande rappresentazione tutti i gruppi partecipanti.
A condurre la serata è stato lo stesso patron Antonio Notaro, affiancato dall’antropologa e giornalista Geneviève Makaping, in un racconto che ha saputo intrecciare spettacolo, memoria e identità. Sul palco anche i saluti istituzionali della sindaca di Castrovillari Anna De Gaio, della consigliera regionale Elisabetta Santoianni , dal commissario del Parco della Sila, Liborio Bloise, dal commissario del Parco del Pollino, Luigi Lirangi, non presente fisicamente ma ha portato il suo saluto al festival e dei vertici della F.I.T.P. – Federazione Italiana Tradizioni Popolari, con il presidente nazionale Gerardo Bonifati e il presidente regionale Marcello Perrone.
“Quarant’anni sono un punto di arrivo, ma soprattutto un nuovo inizio”
«Arrivare alla quarantesima edizione – afferma il direttore artistico e presidente dell’E.I.F. Antonio Notaro – significa guardarsi indietro con emozione e orgoglio, ma anche guardare avanti con la responsabilità di continuare una storia che non appartiene soltanto a chi l’ha ideata e costruita, ma a tutta Castrovillari. Quarant’anni fa abbiamo avuto un sogno: portare il mondo a Castrovillari e far conoscere Castrovillari al mondo attraverso il linguaggio universale della musica, della danza e delle tradizioni popolari. Oggi possiamo dire che quel sogno è diventato realtà».
«Questa quarantesima edizione – prosegue Notaro – ci ha regalato una qualità artistica straordinaria e, soprattutto, ha confermato quanto sia ancora forte il valore umano del folklore. Dietro ogni costume, ogni danza e ogni melodia ci sono storie, identità e popoli che scelgono di incontrarsi e conoscersi. Voglio ringraziare tutti coloro che in questi quarant’anni hanno lavorato per il Festival, i volontari, le istituzioni, gli sponsor, le associazioni, le famiglie che ospitano i gruppi e soprattutto il nostro pubblico. Senza il Popolo del Festival, questa storia non avrebbe potuto arrivare così lontano».
“Un patrimonio che appartiene alla città”
«L’Estate Internazionale del Folklore – sottolinea la sindaca di Castrovillari Anna De Gaio – rappresenta ormai una parte importante dell’identità culturale della nostra città. Celebrare quarant’anni significa riconoscere il valore di un percorso che ha saputo portare Castrovillari nel mondo e il mondo a Castrovillari. Per cinque giorni la nostra città è stata una grande casa delle culture, dimostrando che le differenze non dividono, ma possono diventare occasione di conoscenza, dialogo e crescita». «Come Amministrazione – aggiunge – siamo orgogliosi di accompagnare una manifestazione che è diventata un vero patrimonio della comunità e che merita di continuare a crescere. Il quarantesimo anniversario non deve essere un punto finale, ma un nuovo punto di partenza».
“La Calabria che dialoga con il mondo”
Per la consigliera regionale Elisabetta Santoianni, «l’Estate Internazionale del Folklore rappresenta una delle esperienze più belle attraverso cui la Calabria riesce a raccontare se stessa e, contemporaneamente, ad aprirsi al mondo. Castrovillari, con questa manifestazione, dimostra ancora una volta di essere una città capace di costruire ponti culturali e umani».
«Quarant’anni di Festival – continua Santoianni – sono un patrimonio che va tutelato e valorizzato. È una manifestazione che parla alle nuove generazioni e che ci ricorda quanto sia importante conoscere le proprie radici senza mai chiudersi alle culture degli altri. La Regione Calabria deve continuare a sostenere realtà come questa, capaci di generare cultura, turismo, socialità e promozione del territorio».
“Un esempio per tutto il movimento folklorico italiano”
Dal presidente nazionale della F.I.T.P. Gerardo Bonifati arriva un riconoscimento importante: «Quarant’anni di Estate Internazionale del Folklore sono un risultato straordinario e rappresentano un esempio di continuità, passione e professionalità per tutto il movimento folklorico italiano. Castrovillari è diventata negli anni una delle capitali italiane delle tradizioni popolari e il suo Festival è riuscito a costruire relazioni internazionali che vanno ben oltre il semplice spettacolo».
«Il folklore – aggiunge Bonifati – non è soltanto danza e musica. È identità, memoria, conoscenza e soprattutto dialogo. Quello che accade a Castrovillari dimostra che le tradizioni possono essere uno strumento potentissimo di pace e di amicizia tra i popoli. Alla manifestazione e a tutti coloro che l’hanno resa possibile va il nostro più sincero plauso». A suggellare la serata e l’intera edizione è stata anche “A cuore aperto”, la canzone del musicista Carmine Mazzotta, ormai diventata il vero e proprio inno dell’Estate Internazionale del Folklore. Interpretata dallo stesso Mazzotta e suonata dalle orchestre dei gruppi partecipanti, la canzone ha rappresentato uno dei momenti più suggestivi della serata finale, con le diverse sonorità del mondo unite in un’unica grande esecuzione. Un’immagine che sintetizza perfettamente il significato di questi quarant’anni: culture diverse, lingue diverse, melodie diverse, ma un unico cuore capace di battere all’unisono.
Quarant’anni e un nuovo viaggio
Con la chiusura della quarantesima edizione, Castrovillari saluta i suoi ospiti internazionali, ma non chiude il sipario sul sogno iniziato nel 1986. L’Estate Internazionale del Folklore e del Parco del Pollino si conferma ancora una volta uno degli appuntamenti di riferimento del panorama nazionale delle tradizioni popolari, capace da quarant’anni di trasformare la città del Pollino in un luogo di incontro tra culture diverse. Un festival che ha saputo attraversare quattro decenni senza perdere la propria identità e che oggi guarda al futuro con la stessa energia degli inizi. «Un ringraziamento speciale - scrive l’organizzazione del festival, va a tutte le Forze dell’Ordine che, con professionalità, presenza e attenzione, hanno contribuito a garantire lo svolgimento della manifestazione in piena sicurezza, accompagnando ogni momento di questa quarantesima edizione.
Un grazie sentito va anche ai tantissimi volontari che, con impegno, disponibilità e passione, hanno reso possibile ogni fase del Festival, spesso lavorando lontano dai riflettori ma rappresentando una componente fondamentale della macchina organizzativa. A loro, così come agli sponsor e a tutte le realtà che hanno sostenuto concretamente la manifestazione, va la gratitudine dell’organizzazione. Un ringraziamento particolare è rivolto, infine, agli organi di informazione – televisioni, radio, giornali, testate online e siti web e ai fotografi – che hanno raccontato, seguito e dato spazio all’Estate Internazionale del Folklore, contribuendo a far conoscere anche oltre i confini di Castrovillari le immagini, le emozioni e i valori di questa quarantesima edizione. A tutte le associazioni culturali che hanno curato gli eventi collaterali.
Un lavoro prezioso reso possibile anche grazie all’Ufficio Stampa, curato dalla giornalista Anna Rita Cardamone di Arca Communication, che ha accompagnato il Festival con professionalità e costante attenzione, garantendo una capillare diffusione delle attività e dei momenti più significativi della manifestazione. A tutti, davvero, va il grazie dell’Estate Internazionale del Folklore: perché un traguardo come quello dei quarant’anni non si raggiunge da soli, ma attraverso una grande squadra fatta di persone, istituzioni, associazioni, volontari, sostenitori e professionisti dell’informazione, uniti dalla volontà di far crescere e conoscere sempre di più il Festival di Castrovillari. Il sipario è calato sulla quarantesima Estate Internazionale del Folklore. Ma il viaggio continua».
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