Castiglione Cosentino al 70% di raccolta differenziata, ma il peso delle RSA incide sui dati
Le strutture assistenziali con oltre 120 ospiti producono rifiuti sanitari non riciclabili che abbassano la percentuale complessiva. Il Comune chiede alla Regione correttivi e soluzioni dedicate
Castiglione Cosentino raggiunge una percentuale di raccolta differenziata del 70%, un dato che colloca il comune tra le realtà virtuose del territorio.
Tuttavia, dietro questo risultato si nasconde una criticità strutturale che rischia di penalizzare ingiustamente la comunità e i contribuenti. Nel territorio comunale sono infatti presenti due Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA), “La Quiete” e “San Raffaele”, strutture che ospitano complessivamente oltre 120 anziani. Si tratta di strutture fondamentali per il welfare locale e per l’assistenza alle fasce più fragili della popolazione. Tuttavia, la loro presenza produce una quantità significativa di rifiuti non differenziabili. Ogni ospite utilizza mediamente almeno quattro pannoloni al giorno, dispositivi che, per ragioni sanitarie e normative, devono essere conferiti nell’indifferenziato.
Questo flusso costante di rifiuti incide in modo rilevante sulla percentuale complessiva di raccolta differenziata del comune. La presenza di strutture socio-sanitarie come le RSA può incidere in modo significativo sui dati della raccolta differenziata dei comuni. I pannoloni utilizzati dagli ospiti delle residenze assistenziali, infatti, per ragioni igienico-sanitarie devono essere conferiti nell’indifferenziato e finiscono per abbassare la percentuale complessiva di riciclo, anche nei territori più virtuosi. Secondo le stime dell’amministrazione comunale, senza il peso di questi rifiuti sanitari la percentuale di differenziata di Castiglione Cosentino supererebbe il 90%, collocando il comune ai vertici della classifica dei cosiddetti “Comuni ricicloni”. La situazione genera anche un effetto economico. Poiché tali rifiuti non rientrano in meccanismi di premialità ambientale o compensazione, l’incidenza ricade indirettamente sui contribuenti, pur trattandosi di servizi legati al sistema socio-assistenziale. Da qui l’appello dell’amministrazione comunale alla Regione Calabria affinché si possano individuare soluzioni normative o gestionali capaci di tenere conto di queste specificità. L’obiettivo è evitare che la presenza di strutture fondamentali per il welfare territoriale si trasformi in uno svantaggio nei parametri di valutazione ambientale. Il tema non riguarda soltanto un singolo comune, ma più in generale il rapporto tra servizi di welfare e sistemi di valutazione ambientale. Per questo motivo diverse soluzioni tecniche sono già allo studio o in fase di sperimentazione in altre regioni italiane.
Una prima ipotesi riguarda la creazione di una filiera di raccolta dedicata per pannolini e pannoloni provenienti da RSA e strutture sanitarie, con una contabilizzazione separata rispetto ai rifiuti urbani. Questo permetterebbe di non far ricadere sui dati comunali un flusso di rifiuti strettamente legato all’assistenza socio-sanitaria. Un’altra possibilità è rappresentata dal riciclo industriale dei prodotti assorbenti usati, tecnologia già attiva in Italia e in grado di recuperare materiali come cellulosa, plastica e polimeri assorbenti. Attraverso processi di sterilizzazione e separazione, questi materiali possono essere reimmessi nei cicli produttivi e trasformati in nuovi prodotti. A livello istituzionale, si guarda anche alla possibilità di realizzare impianti dedicati su scala regionale o interregionale, in grado di trattare grandi quantità di pannolini e pannoloni, trasformando un rifiuto oggi problematico in una risorsa per l’economia circolare. Infine, tra le proposte più immediate c’è quella di introdurre correttivi nei criteri di valutazione dei “Comuni ricicloni”, prevedendo meccanismi di compensazione per i territori che ospitano RSA, ospedali o altre strutture socio-assistenziali.
L’obiettivo che si pone il Sindaco di Castiglione Cosentino è quello di trovare un equilibrio tra tutela ambientale e servizi di welfare, evitando che la presenza di strutture fondamentali per l’assistenza alla persona si trasformi in un fattore penalizzante nei parametri di sostenibilità dei comuni. L’auspicio è che si possa aprire un confronto istituzionale per riequilibrare i criteri di calcolo o prevedere strumenti di compensazione, riconoscendo l’impegno dei comuni che, pur garantendo servizi sociosanitari importanti, continuano a investire con determinazione nelle politiche di raccolta differenziata e sostenibilità ambientale. crea titolo e sottotitolo
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