Caro vita, Tomaino (Confial): «La Calabria chiede sviluppo, non assistenza»
A Cosenza la manifestazione del 10 ottobre ha riunito le rivendicazioni del mondo agricolo, dell’autotrasporto e del sistema produttivo. Il segretario regionale di CONFIAL richiama salari, occupazione e tutela delle imprese
«La Calabria non chiede assistenza, chiede sviluppo». È il messaggio lanciato da Fabio Tomaino, segretario regionale confederale di CONFIAL Calabria, intervenuto alla manifestazione del 10 ottobre a Cosenza contro il caro vita e a sostegno dell’agricoltura, dell’autotrasporto e del sistema produttivo.
Al centro del suo intervento, il peso degli aumenti su imprese e famiglie, la perdita del potere d’acquisto dei salari e la necessità di una strategia condivisa per difendere il lavoro. «Questa non è la vertenza di una categoria», ha affermato Tomaino, sottolineando come i rincari di carburanti, energia e trasporti incidano sull’intera filiera, fino a ripercuotersi sui prezzi pagati dai consumatori.
Salari più bassi, famiglie sotto pressione
Il segretario regionale di CONFIAL ha richiamato l’attenzione sulla mancata rivalutazione adeguata degli stipendi rispetto al costo della vita. Quando i prezzi aumentano e il salario consente di acquistare sempre meno, ha evidenziato, a impoverirsi sono i lavoratori e le loro famiglie.
Da qui l’invito a superare le divisioni tra rappresentanze sindacali e associazioni datoriali. Pur tutelando interessi differenti, entrambe sono chiamate a confrontarsi su occupazione, produttività, salari e tenuta delle imprese.
Tomaino ha riconosciuto il valore di chi ha partecipato alla manifestazione, invitando allo stesso tempo a riflettere sulle assenze. Il suo appello è rivolto a istituzioni e rappresentanze: di fronte alle difficoltà economiche del territorio, ha sostenuto, nessuno può limitarsi a osservare senza contribuire alla ricerca di soluzioni.
Lavoro e investimenti, la sfida della Calabria
Nel suo intervento, Tomaino ha chiesto che la Calabria torni al centro delle politiche nazionali, puntando su investimenti capaci di generare occupazione stabile e sviluppo locale.
Un passaggio è stato dedicato ai processi di digitalizzazione che coinvolgono centinaia di lavoratori calabresi. Secondo il segretario regionale di CONFIAL, progetti presentati come occasioni di innovazione non possono tradursi in incertezza occupazionale e ricorso agli ammortizzatori sociali.
Tra i casi richiamati figura quello di Acapo a Crotone, dove sono coinvolti circa 150 posti di lavoro legati ad attività svolte da remoto. Tomaino ha sollecitato una risposta unitaria del territorio per evitare che opportunità occupazionali già presenti in Calabria vengano trasferite altrove.
«Non possiamo chiedere nuovo sviluppo e, contemporaneamente, rischiare di perdere il lavoro che già esiste», ha affermato, evidenziando la necessità di difendere gli investimenti e le professionalità locali.
«La rappresentanza deve dimostrare di esserci»
Un altro punto centrale del discorso ha riguardato il ruolo di sindacati, associazioni di categoria e istituzioni. Per Tomaino, rappresentare significa mantenere un contatto concreto con lavoratori e imprese, seguire le vertenze e cercare soluzioni anche quando l’attenzione pubblica si è spenta.
Il segretario di CONFIAL ha criticato i confronti riservati che escludono alcune voci dal processo decisionale, chiedendo maggiore trasparenza e pluralismo. «Il pluralismo non deve fare paura», ha dichiarato, sostenendo che la forza della rappresentanza risiede nella capacità di confrontarsi con interlocutori diversi.
«Dietro un’iscrizione c’è una persona. Dietro una busta paga c’è una famiglia. Dietro un’impresa ci sono lavoro e sacrifici», ha aggiunto, richiamando l’attenzione sulle conseguenze sociali della precarietà e della perdita di occupazione.
Dai Consigli comunali una posizione comune
In conclusione, CONFIAL Calabria ha rilanciato la richiesta rivolta ai Consigli comunali dei capoluoghi calabresi affinché aprano il confronto con i territori e contribuiscano a definire una posizione condivisa da sottoporre alla Regione e al Governo.
Per Tomaino, le vocazioni produttive della Calabria devono tradursi in opportunità economiche concrete, lavoro e prospettive per i giovani. La manifestazione di Cosenza, nelle intenzioni del sindacato, deve diventare l’avvio di un percorso comune, senza divisioni e protagonismi.
«Questa battaglia non è mia. Non è vostra. È la battaglia di tutti», ha concluso Tomaino, invitando lavoratori, imprese, istituzioni e rappresentanze a fare fronte comune per difendere il futuro economico e sociale della regione.
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