Caporalato nella Piana di Sibari, Occhiuto: «La lotta allo sfruttamento è una battaglia di civiltà»

Il presidente della Regione Calabria e l’assessore all’Agricoltura Gianluca Gallo intervengono dopo l’operazione che ha portato a 20 fermi

A cura di Redazione
02 settembre 2026 20:45
Caporalato nella Piana di Sibari, Occhiuto: «La lotta allo sfruttamento è una battaglia di civiltà» - Foto: Redazione
Foto: Redazione
Condividi

CATANZARO – Un duro colpo al sistema dello sfruttamento del lavoro e del caporalato nella Piana di Sibari. È il giudizio espresso dal presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, dopo l’operazione condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e dall’Arma dei Carabinieri.

«Il contrasto al caporalato e allo sfruttamento del lavoro passa anche attraverso importanti operazioni come quella condotta nella Piana di Sibari – afferma Occhiuto –. Il lavoro del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro e dei reparti territoriali ha permesso di assestare un colpo durissimo a un sistema criminale fondato sullo sfruttamento».

Secondo il presidente della Regione, le condotte emerse dall’inchiesta, che vanno dalla riduzione in schiavitù al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, delineano «un quadro di grave illegalità che le istituzioni non possono tollerare». Condizioni di vita e di lavoro degradate che, sottolinea, «ledono i diritti fondamentali della persona e danneggiano l’intera comunità».

Il caporalato, prosegue Occhiuto, non colpisce soltanto i lavoratori, ma altera anche le regole del mercato e penalizza le tante aziende agricole calabresi che operano nel rispetto della legalità. «La lotta allo sfruttamento del lavoro – conclude – è una battaglia di civiltà che dobbiamo portare avanti insieme, tutelando i lavoratori e sostenendo le imprese che rispettano le regole».

Sulla vicenda interviene anche l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, esprimendo apprezzamento per il lavoro della Dda di Catanzaro e dell’Arma dei Carabinieri. L’inchiesta, sottolinea, «porta alla luce un quadro in parte già noto, ma che conferma l’esistenza di una piaga rispetto alla quale è necessario l’impegno di tutte le istituzioni per ripristinare condizioni di dignità e legalità in agricoltura e negli altri settori portanti dell’economia calabrese».

Per Gallo, quanto emerso dalle indagini restituisce una realtà «estremamente preoccupante», contro la quale la Regione è già impegnata in azioni di prevenzione e contrasto insieme alle organizzazioni sindacali e alle rappresentanze del mondo produttivo.

L’assessore richiama inoltre la necessità di fare piena luce su eventuali ulteriori livelli di responsabilità e sui possibili collegamenti con la criminalità organizzata che potrebbero emergere dall’inchiesta. «La Regione non esiterà a fare fino in fondo la propria parte affinché l’agricoltura calabrese e, più in generale, l’intera economia regionale siano libere da ogni forma di sfruttamento e di condizionamento illegale».

Infine, Gallo annuncia che, insieme al presidente Occhiuto e alla Giunta regionale, sarà valutata, «nei tempi e nelle sedi opportune», la costituzione di parte civile della Regione Calabria nel procedimento penale che scaturirà dall’inchiesta.

Segui CosenzaOk