Caloveto, l’entroterra al centro del dibattito: «I borghi non si salvano con il lamento»

Alla Festa Regionale dell’Entroterra il confronto tra il sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi e il primo cittadino di Caloveto Umberto Mazza. Al centro infrastrutture, turismo, servizi, centri storici e il rapporto tra costa e aree interne

A cura di Redazione
18 agosto 2026 12:00
Caloveto, l’entroterra al centro del dibattito: «I borghi non si salvano con il lamento» - Foto Uff. Stampa Comune di Caloveto
Foto Uff. Stampa Comune di Caloveto
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CALOVETO (CS) – «I borghi non si salvano con il lamento». È il messaggio forte emerso dalla terza edizione della Festa Regionale dell’Entroterra, ospitata a Caloveto nell’ambito dell’Estate Calovetese 2026. Un confronto che ha messo al centro il futuro delle aree interne calabresi e la necessità di superare una visione fatta di nostalgia e dichiarazioni di principio per puntare su infrastrutture, servizi, rigenerazione urbana e nuove politiche territoriali.

Protagonista del talk La Calabria, una montagna in mezzo al mare, promosso e condotto dal comunicatore strategico Lenin Montesanto, è stato il sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi, intervenuto in Piazza dei Caduti davanti a una comunità partecipe. Ad aprire il confronto è stato il sindaco di Caloveto Umberto Mazza, che ha rilanciato il tema del rapporto inscindibile tra costa ed entroterra.

Per Mazza, infatti, programmare il turismo senza considerare i borghi e le aree interne significa rischiare di costruire una strategia incompleta. Corigliano-Rossano, con i suoi oltre trenta chilometri di costa e un vasto patrimonio boschivo, e Caloveto, borgo della Sila Greca, fanno parte di uno stesso sistema territoriale che deve saper mettere in rete mare, montagna, agricoltura, paesaggio, cultura e tradizioni.

La costa si difende partendo dall’entroterra

Il ragionamento si è spinto oltre la promozione turistica. La tutela della costa, secondo la prospettiva illustrata da Mazza, passa anche dalla capacità di governare ciò che accade nell’entroterra: fiumare, versanti, reticoli idrici, sorgenti, attività agricole e comunità.

I borghi, dunque, non vengono descritti come semplici luoghi da conservare, ma come spazi da rigenerare e rendere nuovamente attrattivi. Una visione che guarda alla Calabria come a una terra nella quale mare e montagna costituiscono due parti dello stesso racconto.

È proprio da questa impostazione che Montesanto ha sviluppato il collegamento con Mare Dentro, il progetto dell’Ente Parchi Marini Regionali della Calabria guidato dal direttore generale Raffaele Greco, che racconta la regione partendo dal mare. A Caloveto, la prospettiva è stata idealmente rovesciata: dal mare verso l’interno, risalendo lungo fiumare, borghi, sorgenti, paesaggi agricoli e comunità.

Stasi: «Le aree interne hanno bisogno di infrastrutture»

Nel suo intervento, Flavio Stasi ha sottolineato quanto siano stretti i legami tra le comunità del comprensorio, spesso non adeguatamente valorizzati da una lettura miope del territorio. Dall’Unione dei Comuni alla rete turistica, secondo il sindaco di Corigliano-Rossano, negli ultimi anni si è sviluppata una classe dirigente locale maggiormente capace di condividere percorsi e strategie.

Uno dei nodi principali resta quello della sostenibilità dei servizi. Nei territori più vasti e meno popolati, il peso delle superfici da amministrare cresce mentre diminuiscono la capacità fiscale e la domanda aggregata. Sanità, scuola, welfare e servizi di prossimità non possono quindi essere valutati esclusivamente attraverso una logica di costi e benefici.

Da qui la necessità, evidenziata da Stasi, di un grande piano infrastrutturale capace di collegare realmente le aree interne, creando le condizioni per attrarre persone, investimenti e nuove attività e permettendo ai territori di scegliere il proprio futuro anziché limitarsi a gestire le emergenze.

I centri storici tra spopolamento e nuove abitudini

Particolarmente diretto il passaggio dedicato ai centri storici. Il problema, secondo Stasi, non può essere affrontato soltanto attraverso appelli alla salvaguardia delle attività commerciali.

Da una parte ci sono quanti denunciano la chiusura delle botteghe; dall'altra, però, le abitudini quotidiane spesso privilegiano la grande distribuzione e il commercio online. Il risultato è una contraddizione che rende ancora più difficile invertire la tendenza allo spopolamento.

La risposta deve allora passare da rigenerazione del patrimonio immobiliare, contrasto al degrado, ricettività di qualità, nuovi servizi e funzioni capaci di riportare vita nei centri storici.

Strisce blu e parcheggi: il progetto del Comune

Nel corso del confronto non sono mancati temi di stretta attualità amministrativa. Sollecitato da Montesanto sulla possibilità di introdurre le strisce blu e la sosta a pagamento a Corigliano-Rossano, Stasi ha confermato che il progetto è al vaglio degli uffici comunali.

Esiste già un atto di indirizzo per la predisposizione del piano. L'orientamento dell'amministrazione, ha spiegato il sindaco, sarebbe quello di una gestione in house da parte del Comune, escludendo quindi il ricorso al project financing.

Cultura accessibile e candidatura a Capitale italiana

Spazio anche alla strategia dei grandi concerti gratuiti, considerati da Stasi uno strumento di accesso popolare alla cultura. Gli eventi, oltre a garantire partecipazione, possono contribuire ad attrarre flussi e produrre ricadute sull'economia locale.

Nel confronto è entrata inoltre la candidatura di Corigliano-Rossano a Capitale Italiana della Cultura. Stasi ha richiamato l'idea della città come «ponte»: tra Corigliano e Rossano, ma anche tra la Sila Greca e l'Arberia, tra costa ed entroterra, tra borghi e comprensorio.

A tavola il racconto dell'identità calabrese

La Festa Regionale dell'Entroterra ha unito al confronto istituzionale anche gastronomia, musica e promozione territoriale. Molto apprezzato lo show cooking dello chef Luciano Algieri, condotto da Roberto Cannizzaro, con un piatto capace di mettere insieme prodotti e identità differenti: gnocchi di patate rosse della Sila IGP, totanetti locali, gamberi rosa e mollica di pane tostata al limone.

Una sintesi gastronomica dello stesso messaggio emerso dal talk: mare ed entroterra non sono mondi separati, ma parti di un'unica identità calabrese. La musica di Cinzia Conso ha completato una serata che ha trasformato Piazza dei Caduti in uno spazio di incontro e comunità.

Caloveto si conferma così uno dei luoghi simbolo della narrazione dell'entroterra. Un territorio che punta su identità, storia, enogastronomia e partecipazione per dimostrare che i piccoli borghi non devono essere raccontati come margini, ma come una possibile chiave del futuro della Calabria.

E guardando già alla prossima edizione, il sindaco Umberto Mazza ha rilanciato l'impegno dell'amministrazione: continuare a crescere, migliorare e alzare l'asticella, con l'obiettivo di rendere la Festa sempre più partecipata e capace di promuovere il territorio.

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