Calabria ultima per crescita del Pil, la regione inseguita dalla stagnazione economica

Con un +0,24%, la Calabria si conferma fanalino di coda nel panorama economico italiano, mentre il Nord continua a trainare la crescita

A cura di Redazione
05 gennaio 2026 13:00
Calabria ultima per crescita del Pil, la regione inseguita dalla stagnazione economica -
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Il 2026 si prospetta come un anno di ripresa moderata per l’Italia, con un Pil nazionale che dovrebbe superare i 2.300 miliardi di euro, con un incremento del +2,9% rispetto al 2025. Tuttavia, la Calabria sembra trovarsi all'estremo opposto della crescita, con uno dei tassi più bassi a livello nazionale, pari al +0,24%, ben al di sotto della media nazionale e delle regioni più dinamiche come l’Emilia Romagna (+0,86%) e la Lombardia (+0,73%). Un dato che conferma le difficoltà strutturali di una regione storicamente in ritardo sul piano economico.

La stagnazione economica della Calabria: una realtà da affrontare

Se da un lato il Paese nel suo complesso sembra destarsi da una lunga fase di stasi, la Calabria è ancora una delle regioni più lontane dal consolidamento di una crescita strutturale e sostenibile. Il dato di crescita previsto per quest’anno, infatti, risulta il più basso in Italia, superando di poco lo 0,2%. Questo scenario evidenzia una tendenza che dura ormai da oltre due decenni, durante i quali il Sud Italia – e la Calabria in particolare – ha faticato a recuperare il divario economico rispetto al Nord.

Questa stagnazione è il risultato di una serie di fattori: bassi livelli di produttività, scarsa efficienza della Pubblica Amministrazione, e un capitale umano che non sempre trova gli strumenti giusti per crescere e adattarsi alle esigenze di un mercato globale in continua evoluzione.

La fine del Pnrr e le sfide future

Un altro elemento che segna il 2026 come un anno cruciale è la fine del ciclo di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Le risorse previste per il Sud, che dovevano fungere da volano per la crescita, rischiano di non essere sufficienti a colmare il divario, soprattutto se non si investirà in progetti strutturali capaci di rimanere autonomi nel lungo termine. La Calabria ha beneficiato di alcune risorse Pnrr, ma la scadenza per l'utilizzo dei fondi non fa che accentuare il timore che, senza una strategia chiara, la regione possa perdere l’opportunità di un rilancio economico duraturo.

L’Emilia Romagna guida, la Calabria rimane indietro

Mentre altre regioni italiane, come l'Emilia Romagna, continuano a vedere una crescita sostenuta grazie all'industria metalmeccanica, all’automotive e alle biotecnologie, la Calabria sembra restare indietro nel processo di diversificazione economica. Le regioni del Nord, grazie alla solida struttura industriale, agli investimenti pubblici mirati e alle politiche per l’innovazione e l'export, sono destinate a consolidare la loro posizione di leadership anche nei prossimi anni. Al contrario, la Calabria, purtroppo, non ha potuto capitalizzare in modo adeguato le risorse disponibili per un processo di sviluppo stabile e di lungo periodo.

Il ruolo delle province: Crotone in crescita, ma con limiti

Al livello provinciale, alcune realtà come Crotone, pur registrando una crescita significativa del Pil (+3,19% rispetto all’anno precedente), non riescono comunque a contrastare le difficoltà strutturali della regione. Il dato positivo di Crotone deve essere visto, infatti, come un'eccezione che non riflette la tendenza generale della Calabria, che continua a presentare enormi criticità per quanto riguarda la produttività e l’efficienza dei settori chiave, come l’industria, l’agricoltura e il turismo.

Le soluzioni per una Calabria più competitiva

Nonostante lo scenario poco rassicurante, è importante non perdere di vista le opportunità. La Calabria, con la sua posizione strategica nel Mediterraneo, il suo patrimonio naturale, storico e culturale, ha il potenziale per attrarre investimenti e stimolare la crescita in settori come il turismo sostenibile, le energie rinnovabili e l'innovazione digitale.

Per superare l'attuale impasse, tuttavia, la regione dovrà puntare su una strategia che miri a ridurre la burocrazia, migliorare l'efficienza della pubblica amministrazione e promuovere l'integrazione delle nuove tecnologie in tutti i settori produttivi. Investire nell’istruzione e nel capitale umano, offrendo programmi formativi avanzati, soprattutto per i giovani, sarà fondamentale per preparare le nuove generazioni ad affrontare le sfide di un mercato globale sempre più competitivo.

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