Calabria - Allarme qualità della vita, pochi anni vissuti in buona salute
Secondo il rapporto Istat Bes fotografa la speranza di vita alla nascita è di 82,9 anni, ma quella in buona salute si ferma a 52,6,
Calabria - La Calabria continua a fare i conti con profonde difficoltà sul fronte del benessere e della qualità della vita. A delineare il quadro è la tredicesima edizione del Rapporto sul Benessere equo e sostenibile (Bes) dell'Istat, che attraverso 148 indicatori analizza le condizioni di vita della popolazione italiana, mettendo in evidenza differenze territoriali, disuguaglianze e cambiamenti nel tempo. La fotografia che emerge per la regione è particolarmente complessa: insieme a Campania e Puglia, la Calabria registra valori inferiori alla media nazionale in almeno 10 dei 12 domini presi in esame. Le distanze più marcate riguardano soprattutto lavoro, benessere economico e relazioni sociali, confermando le difficoltà strutturali del Mezzogiorno rispetto al resto del Paese.
Povertà, salute e servizi: i numeri che preoccupano
Tra le criticità più significative spicca il rischio povertà, che in Calabria coinvolge il 32,8% della popolazione, una quota decisamente superiore alla media italiana, ferma a circa una persona su cinque. Preoccupano anche i dati sulla salute: la speranza di vita alla nascita si attesta a 82,9 anni, contro gli 83,7 della media nazionale, ma è soprattutto la speranza di vita in buona salute a evidenziare una situazione difficile, con appena 52,6 anni. Sul fronte dei servizi pubblici emerge un altro dato particolarmente allarmante: il 37,3% delle famiglie calabresi segnala irregolarità nell'erogazione dell'acqua potabile, il valore più alto a livello nazionale, a fronte di una media del 3,2% nelle regioni del Nord. Restano inoltre le difficoltà legate all'occupazione, alla dispersione scolastica e alla presenza di giovani che non studiano e non lavorano. A queste si aggiunge il peggioramento degli indicatori relativi alla salute mentale delle nuove generazioni.
Energie rinnovabili e sicurezza: i punti di forza della Calabria
Non mancano, tuttavia, elementi positivi che restituiscono un'immagine meno uniforme della regione. La Calabria si distingue soprattutto per i risultati nel campo della transizione energetica: circa il 77% dell'energia elettrica prodotta sul territorio proviene da fonti rinnovabili, una quota nettamente superiore alla media nazionale. Anche sul fronte della sicurezza il quadro presenta aspetti favorevoli: diversamente da quanto accade in alcune grandi aree metropolitane del Centro-Nord, le regioni meridionali, con l'eccezione della Campania, registrano generalmente livelli di criminalità predatoria inferiori alla media italiana. Nel complesso, il rapporto Istat restituisce una Calabria caratterizzata da forti contraddizioni: da una parte risorse ambientali e potenzialità importanti, dall'altra problemi economici, occupazionali e infrastrutturali che continuano a frenare il benessere dei cittadini. Una fotografia che riporta al centro il tema delle disuguaglianze territoriali e la necessità di interventi strutturali per ridurre la distanza tra la regione e le aree più sviluppate del Paese.
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