Calabria - 200 lavoratori della scuola ancora a casa: «Chiediamo di tornare al lavoro»
La protesta del personale scolastico vincitore del Concorso 1957: «Dopo anni di sacrifici non possiamo essere lasciati nell'incertezza»
Calabria - Sono padri e madri di famiglia, lavoratori con anni di servizio alle spalle e un percorso professionale costruito attraverso sacrifici. Oggi, però, si trovano nuovamente a vivere una situazione di incertezza occupazionale.
È la denuncia del Gruppo Unito Lavoratori MIM – Concorso 1957 Ministeriali, che riunisce il personale scolastico vincitore del concorso e impiegato con contratti a 18 ore settimanali nelle istituzioni scolastiche, in particolare in Calabria e in altre regioni del Sud Italia.
Secondo quanto riferito dal gruppo, i contratti di questi lavoratori sono scaduti il 31 luglio scorso e, nonostante le aspettative di una ripresa dell'attività lavorativa nei mesi successivi, il personale sarebbe ancora in attesa di una soluzione.
«Siamo stanchi di questa situazione d'incertezza e stress nei nostri confronti – scrivono i lavoratori in un appello rivolto alla stampa –. Reclamiamo solo il nostro diritto al lavoro, che abbiamo ampiamente guadagnato dopo anni di sacrifici».
Circa 200 lavoratori coinvolti
Al centro della vicenda ci sarebbe il futuro occupazionale di circa 200 unità di personale impiegate a 18 ore settimanali. Il gruppo sostiene che, secondo quanto comunicato dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, al momento non sarebbero state individuate le risorse necessarie per consentire la prosecuzione del servizio.
La situazione, spiegano i lavoratori, assume particolare rilevanza anche alla luce della natura temporanea della soluzione adottata in precedenza: il precedente provvedimento avrebbe infatti consentito una prosecuzione dell'attività per un periodo limitato, senza configurare una stabilizzazione definitiva.
I lavoratori sottolineano inoltre che dello stesso bacino facevano parte anche personale del comparto Giustizia e dei Beni Culturali, evidenziando come per altri lavoratori siano state individuate soluzioni differenti.
«Non possiamo vivere di promesse»
Il gruppo contesta soprattutto l'incertezza sul proprio futuro e chiede che venga individuata rapidamente una soluzione.
«Non è onesto sacrificare le vite di questi lavoratori con promesse illusorie», affermano nel comunicato, manifestando il timore che il protrarsi della situazione possa spingere alcuni lavoratori a valutare anche iniziative legali.
A rendere ancora più delicata la situazione, secondo il gruppo, è l'età anagrafica di molti dei lavoratori coinvolti, che renderebbe particolarmente difficile trovare una nuova occupazione dopo anni trascorsi nel servizio pubblico.
«Si tratta di madri e padri di famiglia che svolgono un lavoro indispensabile nelle istituzioni scolastiche calabresi», sottolineano.
L'attesa per l'emendamento
Tra le richieste del personale c'è anche quella relativa a un intervento legislativo che possa consentire la prosecuzione del rapporto di lavoro.
Nel comunicato viene richiamato, in particolare, un emendamento a firma Arruzzolo-Gentile, indicato dal gruppo come possibile strumento per affrontare la situazione dei lavoratori del MIM vincitori del Concorso 1957 a 18 ore settimanali.
I lavoratori chiedono che il provvedimento possa trovare spazio nei prossimi atti normativi e che si arrivi in tempi rapidi a una soluzione.
«Chiediamo solo il diritto al lavoro»
Il messaggio conclusivo del gruppo è rivolto alle istituzioni e alla politica, ma anche all'opinione pubblica.
«Siamo padri e madri di famiglia – ribadiscono – e vincitori del Concorso 1957 Ministeriali a 18 ore settimanali. Reclamiamo solo il nostro diritto al lavoro».
Una richiesta che arriva da lavoratori che, dopo anni di servizio e sacrifici, chiedono certezze sul proprio futuro occupazionale.
Il Gruppo Unito Lavoratori MIM – Concorso 1957 Ministeriali annuncia che continuerà a seguire la vicenda e a comunicare eventuali sviluppi.
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