Aperinchiostro, a San Giorgio Albanese la cultura diventa incontro e memoria
Romanzi, poesia, musica e traduzione protagonisti di una serata dedicata alle emozioni, alla libertà e al valore della parola come strumento di consapevolezza
È stata una serata nel segno della cultura, della scrittura e dell’emozione quella vissuta il 13 agosto a San Giorgio Albanese, dove il piazzale P.D. Refrontolotto ha ospitato “Aperinchiostro”, manifestazione promossa dal Comune di San Giorgio Albanese.
Un appuntamento che ha trasformato la letteratura in uno spazio di incontro e confronto, dando al pubblico la possibilità di conoscere autrici e autori, ascoltare le loro storie e riflettere sui temi più profondi dell’esistenza.
Tra le protagoniste della serata Caterina Madda, che ha presentato il romanzo “Fatti coraggio!”, un’opera psicologica ed emotiva costruita attorno a una domanda universale: quanto siamo disposti a sacrificare di noi stessi per amore?
La protagonista del libro è una donna alla ricerca della propria voce e della propria identità. La musica, i sogni e l’arte rappresentano per lei strumenti attraverso i quali esprimere sé stessa, mentre una relazione sentimentale progressivamente segnata da sofferenza e conflitti la porta a interrogarsi sul significato autentico dell’amore.
Il rapporto con Giorgio diventa così un punto di svolta. Attrazione, speranze, illusioni e ferite emotive accompagnano il percorso della protagonista, fino alla consapevolezza che amare non può significare rinunciare alla propria dignità, libertà o identità.
È proprio questo uno dei messaggi centrali del romanzo: talvolta il coraggio non consiste nel restare o nel continuare a sopportare, ma nel fermarsi, ascoltarsi e riconoscere il proprio valore.
Particolarmente importante è anche il ruolo della musica, che nel romanzo diventa un vero linguaggio dell’anima. Non soltanto una passione artistica, ma uno strumento attraverso il quale recuperare libertà, memoria e identità, fino a trasformare la sofferenza in consapevolezza e rinascita.
Accanto a Caterina Madda sono intervenuti Ornella Mamone Capria, Simone Longo, Maria Romeo, Rossella Scaramuzza e Giusy Nisticò. A guidare i diversi momenti della serata sono state le moderatrici Rossella Minisci e Rosanna Servidio, mentre i saluti istituzionali sono stati affidati al sindaco Gianni Gabriele. Gli intermezzi musicali sono stati curati dai Fratelli Scaravaglione con Emiliana Oriolo.
Uno dei momenti più intensi è stato quello dedicato alla poesia. Giusy Nisticò, attraverso la raccolta “Tempo dei sentimenti”, ha recitato una poesia dedicata alla violenza sulle donne e alla memoria di Antonella Lettieri, la giovane donna uccisa a Cirò Marina nel 2017.
La poesia si è trasformata così in memoria e denuncia, ribadendo il valore della parola come strumento capace di dare voce a chi non può più parlare e di mantenere viva l’attenzione sul tema della violenza.
A impreziosire ulteriormente l’incontro è stata la presenza di Anila Dahriu, traduttrice albanese, che ha tradotto alcune poesie. La sua partecipazione ha aggiunto alla manifestazione una significativa dimensione interculturale, facendo della traduzione un ponte tra lingue, culture e sensibilità differenti.
Romanzo, poesia, musica e traduzione hanno così trovato un unico spazio di dialogo. “Aperinchiostro” ha mostrato come una presentazione letteraria possa andare oltre il semplice racconto di un libro e diventare occasione di riflessione collettiva.
Al centro è rimasto il messaggio di “Fatti coraggio!”: scegliere sé stessi non significa smettere di amare gli altri, ma imparare a non annullarsi nell’amore per gli altri. La protagonista attraversa fragilità e dolore e, attraverso l’amicizia, l’arte e la musica, ricostruisce progressivamente il rapporto con la propria identità.
Una riflessione che si è trasformata, nel corso della serata, in un messaggio più ampio: le ferite non definiscono necessariamente una persona. Possono diventare, attraverso un percorso di consapevolezza, il punto di partenza per ricominciare.
San Giorgio Albanese ha così ospitato una serata nella quale la cultura è diventata ascolto, memoria e consapevolezza. E tra libri, versi, musica e parole è emerso il significato più profondo dell’incontro: il coraggio, a volte, non è soltanto resistere, ma riconoscere di meritare di più e trovare la forza di scegliere sé stessi.
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