Altomonte, il sogno di Enzo Barbieri: un Parco della Pace per educare le nuove generazioni

L’imprenditore immagina un percorso dedicato ai Premi Nobel per la Pace e un grande girotondo di bambini attorno al lago del Farneto

A cura di Redazione
17 giugno 2026 11:00
Altomonte, il sogno di Enzo Barbieri: un Parco della Pace per educare le nuove generazioni - Foto Uff. stampa Agenzia Comunicazione Calabria
Foto Uff. stampa Agenzia Comunicazione Calabria
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ALTOMONTE – Un luogo simbolico dedicato al dialogo tra i popoli, alla memoria dei grandi protagonisti della pace e all’educazione delle nuove generazioni. Nasce da questa visione la proposta lanciata dall’imprenditore Enzo Barbieri per la realizzazione di un Parco della Pace nell’area del lago del Farneto, ad Altomonte.

In un periodo storico segnato da conflitti internazionali, tensioni geopolitiche e difficoltà nel costruire percorsi di convivenza, l’idea punta a trasformare un angolo dell’entroterra calabrese in un luogo capace di trasmettere un messaggio universale.

«I Parchi della Pace non esistono. Per questo vorrei crearne uno qui, al Parco del Farneto, attorno al lago», ha spiegato Enzo Barbieri. «L’idea è quella di realizzare un percorso con cippi in pietra dedicati a Kofi Annan, a Madre Teresa di Calcutta e a tutti i Premi Nobel per la Pace. Ogni quindici metri una pietra, perché la memoria di chi ha dedicato la propria vita al dialogo e alla fratellanza deve diventare patrimonio delle nuove generazioni».

Il progetto prevede anche una forte connotazione internazionale. «Vorrei che all’ingresso del Parco e lungo il lago ci fossero le bandiere dei Paesi del mondo. Tutte insieme. Perché la pace nasce dalla capacità di stare insieme pur essendo diversi», ha aggiunto l’imprenditore.

Al centro della proposta ci sono soprattutto i bambini e il loro coinvolgimento diretto in iniziative educative e simboliche.

«Il mio sogno è convocare due volte l’anno i bambini delle scuole elementari della Calabria e, perché no, anche di altre regioni italiane, per realizzare il girotondo della pace più grande del mondo», ha affermato Barbieri. «Immaginate 1.500 bambini con le loro magliette colorate attorno al lago del Farneto. Sarebbe un’immagine straordinaria, capace di parlare al mondo».

L’idea del Parco della Pace si inserisce in un percorso che Barbieri porta avanti da anni attraverso iniziative dedicate al dialogo interculturale e alla convivenza tra i popoli.

«Una volta ho organizzato il Pane della Pace, invitando dodici fornai palestinesi e dodici israeliani a impastare insieme ad Altomonte», ha ricordato. «Quel pane è diventato il simbolo di un dialogo possibile. Mi piacerebbe ripetere esperienze di questo tipo, perché il tema della pace non è mai stato attuale come oggi».

Anche il finanziamento del progetto potrebbe passare attraverso una forma di partecipazione collettiva. L’idea è quella di consentire l’adozione delle farnie presenti nell’area del parco, trasformandole in simboli permanenti di memoria e affetto.

«Vorrei mettere in rete l’adozione delle farnie, consentendo ai cittadini di tutto il mondo di dedicare un albero ai propri figli, ai nipoti o ai propri cari», ha spiegato Barbieri. «Io stesso ne adotterei alcune dedicate ai miei nipoti e ai miei genitori. I monumenti possono deteriorarsi, gli alberi invece rimangono lì e continuano a vivere. Sarebbe un bosco della memoria e della pace».

La proposta si inserisce nella storia imprenditoriale della famiglia Barbieri, legata alla crescita di Altomonte come meta di turismo culturale ed enogastronomico. Un percorso iniziato negli anni Sessanta grazie all’intuizione di Italo Barbieri e proseguito nel tempo attraverso una visione fondata sulla valorizzazione del territorio e dell’accoglienza.

«Se riusciamo a costruire un luogo che insegni la pace ai bambini, avremo lasciato qualcosa che resterà molto più a lungo di qualsiasi opera materiale», ha concluso Enzo Barbieri.

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