Alta Velocità nella Riviera dei Cedri, associazioni rivendicano il merito
Il tema dei trasporti, ricordano le associazioni, «deve essere affrontato in maniera organica»
Cosenza - «L’Alta Velocità nella Riviera dei Cedri è frutto esclusivamente dell’impegno dell’Unione delle Associazioni della Riviera dei Cedri e del Pollino, non della politica». Lo afferma l’Unione delle Associazioni in una lunga nota nella quale viene ripercorsa la storia della mobilità nell’Alto Tirreno cosentino, territorio che fino a pochi anni fa veniva definito «la cenerentola del trasporto ferroviario». Il gruppo interviene a seguito delle numerose sollecitazioni ricevute dopo che, nei giorni scorsi, il Comune di Scalea ha diffuso un comunicato che – secondo le associazioni – «sembrerebbe voler cancellare con un colpo di spugna il lavoro svolto in questi anni», ignorando un percorso che, sottolineano, «dovrebbe essere semmai preso a esempio anche in altri ambiti». Come ricordano le associazioni, le iniziative portate avanti dal gruppo sono iniziate nel 2016 e hanno condotto progressivamente all’istituzione delle fermate dei treni Frecciabianca nel 2017, Intercity Notte nel 2018, Frecciargento nel 2019 e, successivamente, Frecciarossa e Italo nel 2020.
Da allora questi convogli effettuano fermata quotidiana nella stazione di Scalea, individuata – spiegano – «sulla base di una serie di caratteristiche, in primo luogo la centralità, che permettono di servire equamente tutte le località dell’area».
Una rete sociale che coinvolge le comunità
«Tali risultati non sono frutto della pubblicazione di foto o di comunicati stampa, ma l’esito di studi e interlocuzioni», sottolinea l’Unione delle Associazioni, evidenziando come il lavoro sia stato portato avanti «con sacrificio, serietà, a titolo completamente gratuito e perlopiù in silenzio». L’iniziativa si è inoltre sviluppata attraverso una rete sociale che coinvolge non soltanto realtà locali, ma anche cittadini e associazioni che operano fuori dai confini regionali. «Questo ha permesso di maturare una visione d’insieme e di guardare oltre i confini territoriali, coniugando le diverse esigenze del territorio», si legge ancora nella nota. Il tema dei trasporti, ricordano le associazioni, «deve essere affrontato in maniera organica». Per questo, oltre ai collegamenti dell’Alta Velocità, il gruppo si è occupato anche del restyling della stazione di Scalea e delle aree circostanti, con l’obiettivo di favorire l’intermodalità ferro–gomma e migliorare i collegamenti verso le aree interne, oltre che del potenziamento del servizio ferroviario regionale.
«Non è un caso che molte delle proposte avanzate – tra cui le fermate delle Frecce e di Italo – siano state realizzate, mentre altre sono ancora oggetto di analisi», sottolineano. Secondo l’Unione delle Associazioni, proprio questi risultati avrebbero attirato l’attenzione della politica locale, che oggi «vorrebbe raccogliere frutti su terreni seminati e lavorati da altri». «È evidente che eventuali ulteriori novità potranno essere solo il risultato del lavoro portato avanti negli anni dalle associazioni», aggiungono. Un atteggiamento che, secondo il gruppo, «non solo è improduttivo, ma dimostra anche una profonda ingratitudine nei confronti di chi si è speso gratuitamente per il bene della collettività», con il rischio di creare «seri pregiudizi per il territorio». «Nel 2026 la politica dovrebbe mettere a sistema energie e potenzialità, creando unione e non divisione», prosegue la nota, ricordando anche le collaborazioni offerte dall’Unione delle Associazioni su alcuni progetti portati avanti da altri soggetti, come il parere richiesto sulla Metropolitana del Tirreno. «Il nostro obiettivo è esclusivamente il bene comune», concludono. «E anche se la politica prova a cancellarlo, la collettività riconosce l’impegno profuso».
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