Agricoltori, la protesta non si ferma: la Calabria scende in strada
Seconda giornata di mobilitazione contro caro gasolio, costi di produzione e crisi del comparto: presidi da Crotone a Rosarno, da Pizzo a Firmo-Sibari
La protesta degli agricoltori attraversa la Calabria e arriva alla seconda giornata. Dopo i presidi e i blocchi stradali di ieri, anche oggi, martedì 29 settembre, il mondo agricolo continua a far sentire la propria voce in diversi punti della regione, nell'ambito della mobilitazione “L'Italia scende in piazza”.
Il movimento, promosso dal Movimento Popolare Nazionale insieme a diverse realtà del comparto agricolo calabrese, ha organizzato una serie di presidi territoriali per portare all'attenzione delle istituzioni le difficoltà del settore. I punti inizialmente individuati sono Crotone, Rosarno, Pizzo, Firmo-Sibari e Cariati.
Crotone, il presidio di Passovecchio continua
A Crotone, la protesta prosegue alla rotonda di Passovecchio, sulla SS 106, dove gli agricoltori sono tornati anche questa mattina con i propri mezzi.
È uno dei presidi più partecipati della regione: nella prima giornata, secondo quanto riferito dall'ANSA, erano circa 400 i manifestanti presenti a Crotone.
Ieri una delegazione era stata ricevuta in Prefettura, dove ha portato le richieste del comparto. Al centro del confronto soprattutto il costo del gasolio e le difficoltà economiche delle aziende agricole.
Questa mattina gli agricoltori hanno ribadito la necessità di mantenere alta l'attenzione. «Per noi giovani non c'è futuro», è stato uno dei messaggi lanciati durante le interviste raccolte sul posto.
E ancora: «L'agricoltura non può essere messa da parte, perché l'agricoltura deve andare avanti».
Dalle testimonianze emerge anche la richiesta di coinvolgere l'intera popolazione. «Deve essere una manifestazione di tutti», è stato ribadito, sottolineando come il caro carburante e l'aumento dei costi non riguardino soltanto chi lavora nei campi.
Nel mirino il caro carburante
Il problema principale indicato dai manifestanti è il caro carburante, che incide direttamente sui costi delle lavorazioni agricole, dei trasporti e dell'utilizzo dei mezzi.
Ma le richieste sono più ampie e riguardano anche il costo dei concimi, l'alimentazione degli animali, il prezzo riconosciuto ai produttori e i danni provocati dalla fauna selvatica.
Secondo gli organizzatori, la protesta nasce infatti anche dalla differenza tra il prezzo pagato al produttore e quello finale sostenuto dal consumatore, oltre che dalla concorrenza delle importazioni e dalle difficoltà economiche delle imprese agricole.
Gli altri presidi calabresi
La mobilitazione non riguarda soltanto il Crotonese.
Presidi sono stati segnalati a Rosarno, allo svincolo autostradale di Firmo-Sibari e a Pizzo, dove nella prima giornata i manifestanti hanno interessato anche la SS 18 e l'accesso all'A2.
Un ulteriore punto della protesta è quello di Cariati, inserito nel calendario della mobilitazione regionale.
Complessivamente, nella prima giornata, l'ANSA ha riferito di circa 2.000 manifestanti impegnati nei diversi presidi calabresi, con blocchi stradali a singhiozzo e transito garantito ai mezzi di emergenza e soccorso.
Da domani nuovo presidio a Davoli Marina
La mobilitazione è destinata ad allargarsi ulteriormente.
Da domani, 30 settembre, è infatti previsto l'avvio di un presidio permanente a Davoli Marina, in viale Cassiodoro, lungo la SS 106. Secondo il calendario diffuso dagli organizzatori, il presidio dovrebbe rimanere attivo a oltranza.
La protesta calabrese guarda inoltre alla manifestazione nazionale del 10 ottobre a Cosenza, appuntamento verso il quale il movimento sta indirizzando la mobilitazione.
«Servono risposte concrete»
Il messaggio che arriva dai diversi presidi è quello di una categoria che chiede interventi sui costi di produzione e sulla sostenibilità economica delle aziende.
«Non si può più andare avanti», è una delle frasi che ricorre nelle testimonianze raccolte tra gli agricoltori.
La richiesta è rivolta alle istituzioni regionali e nazionali, affinché le problematiche del comparto vengano affrontate con interventi sul costo del carburante, sui prezzi agricoli, sulle importazioni e sulle condizioni economiche delle imprese.
La Calabria, intanto, resta mobilitata. E dopo la seconda giornata di protesta, il calendario annunciato dagli organizzatori prevede nuovi presidi e ulteriori iniziative nei prossimi giorni.
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