Addio a Gino Paoli, voce eterna della scuola genovese e della musica italiana

Scomparso a 91 anni il cantautore di “Il cielo in una stanza”: una carriera lunga oltre sessant’anni tra successi, poesia e rivoluzioni musicali

A cura di Redazione
24 marzo 2026 13:21
Addio a Gino Paoli, voce eterna della scuola genovese e della musica italiana -
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È scomparso all’età di 91 anni Gino Paoli, tra i più grandi protagonisti della canzone d’autore italiana. A darne notizia è stata la famiglia, che in una breve comunicazione ha spiegato come l’artista si sia spento nella notte, serenamente e circondato dall’affetto dei suoi cari, chiedendo al tempo stesso il rispetto della privacy in questo momento delicato.

Nato a Monfalcone nel 1934 e cresciuto a Genova, città alla quale è rimasto profondamente legato per tutta la vita, Paoli ha rappresentato una figura cardine della cosiddetta “scuola genovese”, contribuendo in maniera decisiva a ridefinire il linguaggio della musica italiana. La sua carriera, lunga oltre sessant’anni, è costellata di brani entrati nella storia: da Il cielo in una stanza a La gatta, da Che cosa c’è a Senza fine, passando per Sapore di sale, Una lunga storia d’amore e Quattro amici, con cui conquistò il Festivalbar nel 1991. Nel corso degli anni partecipò anche a cinque edizioni del Festival di Sanremo.

Il suo percorso artistico affonda le radici nell’atmosfera inquieta e creativa degli anni ’50. Più attratto dalla pittura, dal jazz e da una vita bohémien che dagli studi tradizionali, Paoli si circondò di amici e colleghi destinati a diventare pilastri della musica italiana, come Luigi Tenco, Bruno Lauzi, Umberto Bindi e Giorgio Calabrese, insieme ai fratelli Reverberi. Un gruppo che, ispirandosi anche alla chanson francese di Georges Brassens e Jacques Brel, diede vita a un nuovo modo di scrivere e interpretare canzoni.

Fu Gianfranco Reverberi a introdurlo nell’ambiente musicale milanese, dove Paoli entrò in contatto con artisti del calibro di Giorgio Gaber e Mina. Proprio Mina portò al successo Il cielo in una stanza, consacrando definitivamente il talento del cantautore. Poco dopo arrivò un altro capolavoro, Senza fine, con le sue atmosfere sospese e quasi jazzistiche, interpretato da Ornella Vanoni, allora agli inizi della sua carriera e legata a Paoli anche sentimentalmente.

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