A Cerisano la terza edizione del Convegno internazionale di etnomusicologia

Dal 26 al 28 settembre studiosi, ricercatori e musicisti si ritroveranno a Palazzo Sersale per approfondire le tradizioni sonore della Calabria e i legami con il Mediterraneo e i Balcani

A cura di Redazione
25 settembre 2026 10:30
A Cerisano la terza edizione del Convegno internazionale di etnomusicologia -  Foto Uff. Stampa Comune di Sersale
Foto Uff. Stampa Comune di Sersale
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CERISANO – Sarà ancora una volta Cerisano il punto d’incontro per studiosi, ricercatori e musicisti impegnati nello studio delle tradizioni sonore del Mediterraneo. Dal 26 al 28 settembre, Palazzo Sersale ospiterà la terza edizione del Convegno internazionale di etnomusicologia, appuntamento che negli anni ha costruito una rete di confronto tra università, conservatori, centri di ricerca e professionisti del settore.

Una scelta particolarmente significativa anche alla luce del nuovo ruolo assunto dallo storico palazzo. Dallo scorso gennaio, infatti, Cerisano e Palazzo Sersale ospitano il Polo Tecnologico e di Ricerca per la Musica e l’Audiovisivo, nato dalla collaborazione tra il Comune e il Conservatorio di Musica “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza.

Per tre giorni il borgo diventerà dunque un vero e proprio laboratorio culturale dedicato alle radici musicali della Calabria e alle connessioni che, attraverso i secoli, le hanno legate ai mondi mediterranei e balcanici.

Il convegno è organizzato dall’etnomusicologo coriglianese Innocenzo Cosimo De Gaudio, in collaborazione con il Conservatorio “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza, diretto da Francesco Perri, e con il patrocinio dei Comuni di Cerisano, Corigliano-Rossano e Cosenza.

L’edizione 2026 si svilupperà attorno a tre principali assi di ricerca: le radici, le prassi esecutive e le ibridazioni tra Calabria, Mediterraneo e Balcani; il ruolo della Calabria come ponte culturale millenario nel cuore del bacino euro-mediterraneo; quindi il rapporto tra ricerca e nuove tecnologie, con particolare attenzione alla documentazione sonora e agli strumenti digitali applicati all’analisi etnomusicologica.

Al centro dei lavori ci sarà anche l’obiettivo di “mappare” e riportare alla luce le persistenze musicali arcaiche, vocali e strumentali, che collegano la tradizione calabrese ai patrimoni culturali del Mediterraneo occidentale e orientale, dei Balcani e, più lontano, fino al Caucaso.

Un percorso di ricerca che coinvolge diversi ambiti, dall’organologia alla trasmissione dei saperi, passando per dimostrazioni dal vivo, esecuzioni musicali e momenti di confronto scientifico.

A Cerisano arriveranno etnomusicologi, antropologi, musicisti, ricercatori, liutai e costruttori di strumenti tradizionali provenienti da università e conservatori italiani e stranieri, oltre a professionisti indipendenti. Un insieme di competenze che contribuirà ad arricchire il programma attraverso interventi, tavole rotonde, esecuzioni e presentazioni di ricerche in corso.

Per Cerisano, il convegno rappresenta un ulteriore tassello di un percorso di valorizzazione culturale che negli ultimi anni ha portato il borgo a ospitare festival, rassegne e iniziative di rilievo. In questo contesto, Palazzo Sersale si conferma uno spazio capace di mettere in dialogo tradizione e ricerca, memoria e innovazione, trasformandosi per tre giorni in un luogo internazionale di studio e confronto sulla musica e sui patrimoni culturali del Mediterraneo.

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