A Bruxelles celebrato il cosiddetto “modello Rosarno”

Marinella Grillo Assessore alla Città Solidale: «Esempio virtuoso di integrazione e gestione del fenomeno migratorio»

A cura di Redazione
22 gennaio 2026 11:03
A Bruxelles celebrato il cosiddetto “modello Rosarno”  -
Condividi

Corigliano-Rossano - «A Bruxelles è stato celebrato il cosiddetto “modello Rosarno” come esempio virtuoso di integrazione e gestione del fenomeno migratorio. Non è in discussione l’importanza di valorizzare buone pratiche territoriali quando esse producono risultati concreti. Tuttavia, ciò che lascia perplessi è l’uso strumentale e propagandistico di una narrazione che restituisce una rappresentazione parziale e distorta della realtà, smentita dai dati nazionali e dalle condizioni ancora presenti in quei territori: ghettizzazione, precarietà abitativa, sfruttamento lavorativo e caporalato». A scriverlo in una nota è Marinella Grillo Assessore alla Città Solidale ed alla Valorizzazione del Patrimonio Comunale di Corigliano-Rossano.

Ancora una volta si assiste a un’operazione mediatica che costruisce “modelli” spendibili politicamente, finendo per sminuire o ignorare esperienze amministrative serie, silenziose e fondate su risultati verificabili. Il Comune di Corigliano-Rossano ha scelto una strada diversa: politiche strutturate, investimenti mirati e progettualità integrate.” Abbiamo ottenuto un finanziamento PNRR di 2,6 milioni di euro per il superamento degli insediamenti abusivi in agricoltura; stiamo realizzando interventi di sistemazione abitativa dignitosa con il progetto PNRR – Su.Pr.Eme., incluso Palazzo Pendino; abbiamo installato servizi igienici pubblici a Boscarello; portiamo avanti da anni progettualità FAMI per l’inclusione sociale di immigrati e rifugiati.

A queste azioni si affianca il progetto INCAS, grazie al quale il Comune si è dotato di una sorta di piano regolatore delle politiche di integrazione, frutto di una concertazione strutturata con il terzo settore, le organizzazioni sindacali e gli enti pubblici, per governare in modo coordinato e responsabile i processi di accoglienza e inclusione. Tutto questo è accompagnato da percorsi concreti di emersione dalla marginalità: scelta del medico di base, orientamento ai servizi, supporto alla regolarizzazione lavorativa, accompagnamento all’autonomia abitativa e lavorativa.  Queste sono politiche pubbliche reali, non slogan. Esaltare un “modello” che non ha risolto le criticità strutturali significa normalizzare degrado, sfruttamento e illegalità. Ma soprattutto significa fare propaganda a discapito di chi lavora quotidianamente con serietà per costruire inclusione vera, legalità e dignità.

Resta una criticità che non può essere rimossa dalla narrazione: la presenza di migranti irregolari non monitorati, spesso vittime di cooperative e soggetti che li impiegano “in nero”, alimentando sfruttamento e caporalato. Su questo fronte servono meno vetrine e più azioni concrete di contrasto all’illegalità.

Il nostro impegno resta quello di superare i ghetti e restituire dignità alle persone, senza propaganda e senza scorciatoie, ma con lavoro serio e risultati misurabili.

Segui CosenzaOk