San Giovanni in Fiore (CS), la sindaca chiede al Ministero un presidio della Polizia di Stato

San Giovanni in Fiore (CS), la sindaca chiede al Ministero un presidio della Polizia di Stato

San Giovanni in Fiore (CS) – La sindaca di San Giovanni in Fiore, Rosaria Succurro, ha chiesto un tavolo istituzionale per istituire un presidio della Polizia di Stato nella città silana. Al riguardo Succurro ha scritto una nota alla ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, e alla prefetta di Cosenza, Vittoria Ciaramella, al fine di avviare, si legge nel documento, «un’interlocuzione istituzionale con gli Uffici di competenza del ministero dell’Interno, atteso che il Comune di San Giovanni in Fiore è nel caso disponibile a dare un proprio immobile in uso alla Polizia di Stato». Secondo la sindaca di San Giovanni in Fiore, «le Forze armate presenti nel territorio hanno organici numericamente insufficienti a garantire in pieno la sicurezza, l’ordine pubblico e la tenuta della legalità».

In particolare, nella sua nota Succurro ha osservato che «le recenti inchieste Six Town e Stige, coordinate dalla Dda di Catanzaro, e gli esiti dei relativi procedimenti penali hanno dimostrato una pericolosa penetrazione della ’ndrangheta nell’economia locale, specie per quanto concerne lo sfruttamento delle risorse boschive ed anche alla luce delle pesanti condanne di soggetti ritenuti organici ad organizzazioni di tipo mafioso dell’area crotonese». «Di più, tra Cosenza e Crotone – ha argomentato la sindaca Succurro – manca un presidio della Polizia di Stato, il che rende obiettivamente difficile il controllo del territorio, considerate le specificità delle succitate Forze armate e le necessità di intervento per gli incidenti sulla Strada Statale 107, che collega i due predetti capoluoghi di provincia passando per l’altopiano silano, caratterizzato da avversità meteorologiche e rigidità climatiche». «In campagna elettorale – commenta la sindaca Succurro – avevamo promesso un forte impegno per avere un posto di polizia a San Giovanni in Fiore. Siamo stati dunque coerenti, consapevoli che si tratta di un presidio indispensabile per il bene comune e la serenità dei cittadini».