Nicola Gratteri a Cutro (KR): “I calabresi non sono omertosi: la mafia si nutre della rassegnazione”

Nicola Gratteri a Cutro (KR): “I calabresi non sono omertosi: la mafia si nutre della rassegnazione”

E’ possibile cambiare le cose partendo dall’entusiasmo dei ragazzi. Questa mattina, il Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri,  ha ricevuto a Cutro (KR) il primo premio dedicato alla figura di Diego Tajani, il magistrato cutrese  che si alzò nel Parlamento Italiano contro la mafia, il primo a togliere nella massima assise nazionale  il velo sulla criminalità organizzata mettendo sotto accusa, anche,  il Questore di Palermo per collusione con la mafia  quando ha ricoperto il ruolo di Procuratore della Repubblica.

La manifestazione è stata  promossa e organizzata dal Centro studi e ricerche Diego Tajani, associazione composta da un gruppo di studiosi e professionisti che intende promuovere la ricerca storiografica  sul magistrato e statista nato a Cutro l’8 giugno 1827.  “Ringrazio la città di Cutro, è  un premio molto importante perchè conosco  la storia di  Diego Tajani”, ha detto ai presenti, ricevendo l’applauso del nutrito gruppo dei giovani presenti.

Non bisogna mai abbassare la testa“, ha continuato il magistrato che ha ricevuto minacce proprio dai clan,  “poichè è della rassegnazione che si nutrono le mafie”.  Il premio, dunque,  è stato conferito nella Sala Falcone e Borsellino,  e proprio la presenza di tanti studenti significa che si è “sulla strada giusta“. Ma bisogna studiare, è il monito del Procurato nato a Gerace, “poichè serva a gettare le basi per il proprio futuro e trovarsi e costruirsi un lavoro, e la base è l’istruzione”.

Oggi c’è la conferma che siamo sulla strada giusta: per combattere la mafia dovete studiare. Oggi l’incultura è più diffusa e basta andare sui social per capire il livello. Per questo dovete allenarvi a studiare. E’ fondamentale, lo studio diventa dipendenza e serve a costruirsi un futuro ed avere lavoro“. Sulle ultime operazioni della Dda di Catanzaro che, anche grazie alle denunce degli imprenditori, hanno colpito i clan di Cutro, Nicola Gratteri ha spiegato che “i calabresi non sono omertosi, parlano se hanno interlocutori credibili ed affidabili perché parlando mettono la loro vita nelle loro mani. Se siamo credibili, affidabili e capaci allora la gente si affida a noi.  Ora tanta gente viene a trovarmi in ufficio a raccontarmi le vessazioni che subisce dalle mafie“. Sulle mafie spostate al nord, il procuratore ha risposto: “Non sono arrivate con il soggiorno obbligato. La mafia per esistere deve avere interconnessione con la società, gli serve il consenso popolare. Non sono andati con la lupara ma proponendo appalti in modo concorrenziale, con operai sottopagati e senza assicurazioni. C’è stato un abbraccio tra imprenditori mafiosi del sud e imprenditori ingordi del Nord: la loro dipendenza dal denaro ha portato al patto con i mafiosi”.

Infine, il magistrato  che ha ricevuto il premio dalle mani di uno studente del Polo scolastico, ha raccontato momenti di vita privata ai ragazzi che domandavano come fosse stare sempre sotto scorta: “Non è una vita normale non posso più muovermi come vorrei. Anche per un caffè dobbiamo sempre discutere il percorso. Per fortuna ho un hobby, quello dell’agricoltura biologica. Sono un bravo trattorista e so anche di meccanica. La campagna è mio psichiatra, mi aiuta a scaricare le nevrosi”.    Il premio Tajani è stato consegnato anche ad Antonio Nicaso, storico delle organizzazioni criminali, Sara Manisera, giornalista, ed Isaia Sales, saggista e politico.