Longobucco, Pellegrino e Romano: riaprire gli ospedali chiusi

Longobucco, Pellegrino e Romano: riaprire gli ospedali chiusi

L’annunciata e ribadita riapertura degli ospedali ingiustamente chiusi come ad esempio quello di Cariati nel nostro territorio, con l’obiettivo emergenziale di poter ospitare in questa fase anche dei reparti Covid, potrebbe rappresentare una risposta importante non solo rispetto alla paventata impennata della pandemia in tutta la regione ma anche e soprattutto rispetto alla carenza di posti letto in generale e servizi sanitari proporzionati alla domanda.

È quanto dichiarano Katia Pellegrino e Domenico Romano, già consiglieri comunali del Gruppo Nuova Longobucco, esprimendo apprezzamento per quanto ribadito dal Governatore e Commissario regionale alla sanità Roberto Occhiuto che in queste ore è tornato a riunire i commissari delle aziende sanitarie ed ospedaliere per confrontarsi sullo stato dell’arte e spingere sull’assistenza domiciliare ai malati di covid per evitare di ingolfare la rete ospedaliera.

Romano e Pellegrino colgono l’occasione per rinnovare inoltre l’invito ai propri concittadini a prestare la massima attenzione, a tenere comportamenti responsabili e consapevoli rispetto a tutte le misure di prevenzione, tra queste quella di sottoporsi al vaccino.

L’emergenza sanitaria negli ospedali spoke è oggettivamente aggravata da ricoveri covid; i posti letto all’ospedale Annunziata di Cosenza sono quasi saturi; i contagi su tutto il territorio regionale continuano a crescere; i parametri legati al riempimento dei reparti ordinari e delle terapie intensive sono ormai al limite.

Se questo è il quadro generale – aggiungono – non possiamo non condividere anche la proposta, fatta sempre dal Presidente Occhiuto, di circoscrivere ulteriori restrizioni ai soli non vaccinati nell’ipotesi di eventuale passaggio della Calabria a zona arancione opererebbe. Serve la massima responsabilità da parte di tutti e – concludono la Pellegrino e Romano – soprattutto le aree interne hanno l’obbligo di evitare, tanto più in queste feste di fina anno, di contribuire in modo grave come già accaduto nelle prime ondate al nuovo dilagare del virus.