La processionaria problema per la Sila, la Senatrice Abate: “Deve intervenire la regione”

La processionaria problema per la Sila, la Senatrice Abate: “Deve intervenire la regione”

In questi giorni la senatrice Rosa Silvana Abate ha fatto visita al Parco nazionale della Sila incontrando il direttore, il colonnello Francesco Curcio (già comandante del Corpo Forestale dello Stato in Basilicata), negli uffici di Lorica a San Giovanni in Fiore, per fare il punto sullo stato del Parco stesso.

Incontr sulla questione della Processionaria del Pino che sta interessando e colpendo molti alberi. Uno studio preparato dall’Università di Reggio Calabria ha dimostrato che la processionaria dei Pini attacca tutte le specie del genere Pinus. Il danno a carico delle piante è determinato dalle larve defogliatrici che, a seconda dell’età, si comportano in modo diverso.

Della Processionaria si è occupata ad esempio la senatrice  lo scorso maggio quando, da Capogruppo per il Misto nella commissione “Agricoltura” al Senato, chiedendo un affare assegnato per analizzare e trovare delle soluzioni entro breve termine a questo grave fenomeno che sta colpendo tanti alberi. La  richiesta era nata dall’esigenza di portare all’attenzione del Governo questa malattia che sta colpendo molte pinete ricadenti nei Parchi nazionali italiani, tra cui proprio il Parco Nazionale della Sila in Calabria.

Dal confronto col colonnello Curcio è emerso che, al momento, seppur la presenza della Processionaria sia aumentata, il fenomeno pare essere circoscritto alle aree esterne delle formazioni boschive (e perciò i nidi sono molto visibili dalle strade) mentre all’interno la presenza del defogliatore parrebbe essere rarefatta non costituendo, al momento, un grave problema. La situazione dovrebbe risolversi con un intervento sperimentale avviato dalla Regione Calabria. Così ha scritto la senatrice; “Se questo non avverrà provvederò a portare avanti l’iter dell’affare assegnato perché una soluzione alla lotta alla Processionaria va trovata al più presto per evitare di creare ulteriori danni alle nostre foreste.

Successivamente abbiamo fatto il punto sulla questione degli incendi e il colonnello Curcio mi ha rassicurata poiché, sin da febbraio, si sta lavorando alla definizione del Piano anti incendi boschivi del Parco, proprio per arrivare preparati all’estate ed evitare incendi incontrollati che in passato hanno creato molti danni ai boschi. Su questo tema aggiungo che alla visita ha partecipato anche il dottor Ernesto Borromeo in rappresentanza dell’associazione “Le Aquile” di Corigliano Calabro (costituita da un gruppo di volontari che si occupa dei servizi di prevenzione ed avvistamento degli incendi in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato) che in vista della predisposizione dei servizi antincendio per l’imminente stagione estiva, ha chiesto al colonnello Curcio sia l’utilizzo di alcune strutture presenti le Parco, sia il ripristino del doppio turno dei volontari che andrebbero nuovamente ad operare tra i boschi 4 ore di mattina e 4 di pomeriggio controllando al meglio e non lasciando scoperta nessuna fascia oraria garantendo un presidio continuo.

Ho apprezzato molto, infine, l’iniziativa del Presidente di coinvolgere nella lotta contro gli incendi i pastori presenti nel perimetro del Parco nazionale ergendoli a custodi del territorio poiché grazie alla loro conoscenza del territorio e alla loro esperienza possono costituire un baluardo per la tutela e la protezione del territorio.
Ringrazio il colonnello Curcio per l’accoglienza e la disponibilità e ritengo che l’incontro sia servito a creare una nuova sinergia istituzionale che porterà altri risultati per la Calabria e, soprattutto, per il Parco nazionale della Sila favorendo lo sviluppo di tutti quei territori che ricadono al suo interno”.