In zona gialla mezza Italia: 14 regioni sopra la soglia critica

In zona gialla mezza Italia: 14 regioni sopra la soglia critica

Mezza Italia in zona gialla da oggi. Altre 4 Regioni infatti – Lazio, Lombardia, Piemonte e Sicilia – da oggi 3 gennaio lasciano la bianca dopo Liguria, Marche, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Calabria, province autonome di Trento e Bolzano.

Con le nuove misure imposte dal governo e valide fino al 31 gennaio 2022, poche le differenze con la zona bianca.

Il passaggio dalla zona bianca alla gialla scatta al raggiungimento di tre parametri: incidenza settimanale dei nuovi contagi ogni 100mila abitanti uguale o superiore a 50 casi, il tasso di occupazione dei posti letto ospedalieri nei reparti ordinari al 15% e quello nelle terapie intensive al 10%. Mentre per quanto riguarda la zona arancione scatta quando l’incidenza sfora i 150 casi per 100mila abitanti, la percentuale di posti letto nelle terapie intensive va oltre il 20% e il tasso di ricoveri in area medica supera il 30%.

Alcune Regioni pur essendo in giallo stanno già adottando misure più restrittive relativamente ad alcune specifiche aree dei territori. L’ultima in ordine di tempo è la Calabria. Un’ordinanza firmata dal presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto ha stabilito che fino al 9 gennaio 2022 passeranno in ‘zona arancione‘ i Comuni di Campo Calabro, Cinquefrondi, Ferruzzano, Galatro, Laureana di Borrello, Melicucco, Rizziconi, Roghudi, Rosarno, San Roberto e Taurianova, tutti nella provincia di Reggio Calabria.

E’ stato stabilito nel Decreto Natale che fino al 31 gennaio 2022 sono vietati gli eventi, le feste e i concerti, comunque denominati, che implichino assembramenti in spazi all’aperto; saranno chiuse le sale da ballo, discoteche e locali assimilati, dove si svolgono eventi, concerti o feste comunque denominati, aperti al pubblico.

In totale – a fronte di una media nazionale che dal 31 dicembre è stabile al 18% – sono 15 le Regioni e Pa sopra la soglia critica del 15%: Valle d’Aosta (36%), Calabria (30%), Liguria (29%), Marche, Umbria e Friuli Venezia Giulia (23%), Provincia di Trento, Piemonte e Sicilia (22%), Basilicata e Lombardia (20%), Veneto (19%), Lazio (18%) Campania (17%) ed Emilia Romagna (16%).