Francesco: «Queste tombe gridano pace. Fermatevi, fabbricatori di armi»

Francesco: «Queste tombe gridano pace. Fermatevi, fabbricatori di armi»

Quest’oggi, giorno in cui si commemorano i defunti, Papa Francesco si è recato presso il  Cimitero militare francese, a Roma, deponendo  dei fiori bianchi sulle tombe dei soldati caduti in guerra, e ricordando il Piave, la Normandia, Anzi. Così ha detto nella sua omelia:

«Questa gente – brava gente – è morta in guerra, è morta perché è stata chiamata a difendere la patria, a difendere valori, a difendere ideali e, tante altre volte, a difendere situazioni politiche tristi e lamentabili. E sono le vittime, le vittime della guerra, che mangia i figli della patria».

Il Pontefice si è recato in un viale lastricato di tombe deponendo dei fiori bianchi: «Mi sono fermato davanti a una tomba, lì: “Inconnu. Mort pour la France. 1944”. Neppure il nome. Nel cuore di Dio c’è il nome di tutti noi, ma questa è la tragedia della guerra. Sono sicuro che tutti questi che sono andati in buona volontà, chiamati dalla patria per difenderla, sono con il Signore. Ma noi, che stiamo in cammino, lottiamo sufficientemente perché non ci siano le guerre? Perché non ci siano le economie dei Paesi fortificate dall’industria delle armi? Oggi la predica dovrebbe essere guardare le tombe: “Morto per la Francia”; alcune hanno il nome, poche altre no. Ma queste tombe sono un messaggio di pace: “Fermatevi, fratelli e sorelle, fermatevi! Fermatevi, fabbricatori di armi, fermatevi!”».