Essere mamma nel 2022, i dati di Save the Children

Essere mamma nel 2022, i dati di Save the Children

Oggi, come ogni seconda domenica di maggio, proprio nel mese dedicato a Maria, ricorre la festa civile dedicata alla mamma. Una ricorrenza che vuole essere un omaggio a tutte quelle donne che si prendono cura degli altri, a tutte quelle persone che mamme lo sono nel cuore oltre che nei fatti.

Sì, perchè questa ricorrenza non è solo dedicata a chi porta in grembo il proprio bambino, ma anche a chi decide di aprirsi alla vita in tanti modi: con l’adozione o l’affidamento o anche decidendo di spalancare le porte della propria casa e del proprio cuore a chi una mamma non ce l’ha. Ed è per questo che la festa assume un significato molto profondo. Si elogia il coraggio di chi decide di donarsi e donare, regalare tempo, sorrisi, insegnamenti. A festeggiare per primi le mamme furono nel 1908 gli Stati Uniti. Alla celebrazione della festa fu associato anche un fiore simbolo: il garofano rosso per le madri in vita ed il garofano bianco per quelle che, invece, non c’erano più. In Italia invece la prima volta che venne celebrata fu nel 1956.

Ma quanto è difficile oggi fare la mamma, due anni di pandemia hanno cambiato la funzione di questa figura. Ci avevano quasi abituato ormai a vedere tante donne dividersi, anche se con difficoltà, tra lavoro e famiglia. Oggi invece, una crisi nera ha purtroppo calpestato tutto quello che era stato costruito negli ultimi decenni. I dati sono allarmanti.

Il 42,6% delle mamme tra i 25 e i 54anni non è occupata e il 39,2% con 2 o più figli minori è in contratto part-time. Solo poco più di 1 contratto a tempo indeterminato su 10 attivato è a favore delle donne nel primo semestre 2021. Nel solo 2020 sono state più di 30mila le donne con figli che hanno rassegnato le dimissioni.

Per il settimo anno consecutivo, Save The Children diffonde il rapporto “Le Equilibriste. La maternità in Italia 2022” con i valori delle regioni italiane dove essere madri è più o meno semplice, con il Nord in cima e il Sud, seppure in basso nella classifica, ma in ripresa nei servizi alla prima infanzia.

Leggi qui il rapporto