Eccellenza europea nella riabilitazione: il Sant’Anna di Crotone rinnova convenzione con Dzne

Eccellenza europea nella riabilitazione: il Sant’Anna di Crotone rinnova convenzione con Dzne

Una mano tesa ai pazienti con esiti di ictus, ricerca e innovazione: nel 2019, l’istituto Sant’Anna di Crotone, struttura d’eccellenza nazionale, avviò un’importante collaborazione con il Dzne, centro di studi che a Bonn in Germania si occupa di malattie neurodegenerative, firmando una convenzione, che è stata rinnovata quest’oggi, 5 novembre 2021, presso la sede di Poggio Pudano, alla presenza dell’amministratore unico dell’Istituto Sant’Anna Giovanni Pugliese, il professor Pierluigi Nicotera, presidente e direttore scientifico del DZNE nominato dal Governo tedesco, la dottoressa Sabine Helling-Moegen, direttore amministrativo, il professor Joachim Schultze, responsabile DZNE del progetto di ricerca avviato in collaborazione con l’Istituto S. Anna di Crotone.  Presente anche il Commissario dell’Asp di Crotone Domenico Sperlì.

Il progetto di ricerca, già in itinere, è dedicato ai pazienti affetti da ictus: «Finalmente oggi con un po’ più di serenità ci siamo visti dopo l’evento pandemico  – ha dichiarato l’amministratore unico Giovanni Pugliesesiamo onorati ma io offro questa lettura: è importante che vengano a Sant’Anna, e ne sono contento, perchè è una cosa nostra, calabrese, con scienziati maggiori al mondo che sono venuti qui, ritenendo che il Sant’Anna abbia un materiale tale, e un impegno tale, e di questo ne siamo contenti».

La convenzione ha l’obiettivo di comprendere se l’evoluzione del recupero possa essere influenzata da componenti genetiche. I risultati della ricerca potrebbero permettere lo sviluppo di nuovi trattamenti riabilitativi personalizzati, con la possibilità di ridurre la disabilità dopo l’ictus. «Noi vogliamo collaborare con l’Istituto Sant’Anna perchè esiste pochissimo nel campo della riabilitazione sia per le malattie neurodegenerative sia le conseguenze di altre lesioni celebrarli  – ha aggiunto il professor Pierluigi Nicotera, presidente e direttore scientifico del DZNE –  l’idea è quella di combinare la genomica, e quindi l’epigenetica, lo studio dell’espressione dei geni,  con la terapia riabilitativa per trovare dei markers che ci permettono di vedere quali sono i risultati della riabilitazione, e vedere se possono applicarsi alle persone affette da Alzheimer e Parkinson. Questo  è uno dei centri migliori in Europa con cure all’avanguardia, che usa l’innovazione tecnica».