Cosenza, Festa dell’Europa: il Consiglio comunale accoglie l’adesione al Patto dei Sindaci

Cosenza, Festa dell’Europa: il Consiglio comunale accoglie l’adesione al Patto dei Sindaci

Interamente dedicata alla discussione e all’approfondimento del tema “Europa: ora più che mai” la seduta straordinaria del Consiglio comunale, presieduto da Giuseppe Mazzuca, tenutasi nel tardo pomeriggio, nella sala delle adunanze di Palazzo dei Bruzi, in occasione della Festa dell’Europa che si è celebrata oggi. Al termine di una lunga discussione alla quale hanno partecipato, tra gli altri, i rappresentanti del Consiglio Italiano del Movimento Europeo, il Presidente Piervirgilio Dastoli, in collegamento video da Bruxelles, il Coordinatore Regionale Franco Mollo e Isaia Tsaousidou, Presidente dell’Associazione Giornalisti Europei, il Consiglio comunale ha approvato, all’unanimità, una risoluzione con la quale l’assemblea cittadina, ascoltate le sollecitazioni emerse dal dibattito, ha accolto con convinzione l’adesione del Sindaco, Franz Caruso, al Patto dei Sindaci per una costituente democratica europea. Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Mazzuca, si è altresì impegnato a tenere un dialogo ed un confronto permanente con movimenti, associazioni, singoli cittadini e l’intero mondo della scuola cosentina sui grandi temi dell’Europa, attraverso la periodica informazione, tramite convocazione dell’assise cittadina.

L’intervento del Sindaco Franz Caruso

Il Sindaco Franz Caruso ha preso la parola al termine del dibattito e prima di occuparsi del tema all’ordine del giorno ha voluto ricordare la figura di Franco Lanzino, il Presidente della Fondazione “Roberta Lanzino”, scomparso ieri. Franz Caruso ha ribadito quanto aveva già sottolineato nel suo messaggio di cordoglio diffuso nella giornata di ieri, immediatamente dopo aver appreso la notizia, ricordando che “la scomparsa di Franco Lanzino priva la nostra comunità, ma anche l’area urbana, la provincia e l’intera regione, di un assoluto punto riferimento nella battaglia contro ogni forma di violenza sulle donne, sui minori e nei confronti dei soggetti più deboli della nostra società. Franco, insieme alla moglie Matilde Spadafora – ha sottolineato ancora il primo cittadino – ha sopportato con forza, dignità e coraggio encomiabili, il peso enorme di un lutto impossibile da elaborare e che ne ha segnato irrimediabilmente il cammino esistenziale, ma che sia lui che la mogliehanno saputo convertire in un percorso di amorevole presa in carico delle situazioni di difficoltà altrui, facendo nascere nel 1989 la Fondazione che porta il nome della figlia Roberta e che nel tempo, con una attività da additare ad esempio, ha messo in campo tutta una serie di azioni concrete al servizio delle donne e dei minori in difficoltà, in un percorso di grande civiltà e di diuturno impegno sociale”. Quindi il Sindaco è intervenuto sul tema al centro del Consiglio comunale.

“Parlare oggi di Europa in un contesto internazionale segnato da due eventi di portata storica mondiale come la pandemia prima ed il conflitto russo-ucraino dopo, eventi imprevedibili fino a qualche anno fa e che ora dominano la scena internazionale con tutto il loro portato di conseguenze drammatiche ed il loro carico di perdite umane – ha esordito il primo cittadino – è non solo un atto dovuto ed un’esigenza dalla quale non si può prescindere, ma diventa di un’urgenza ancora più stringente, che va al di là della giornata celebrativa dell’Unione Europea, in occasione dell’anniversario che cade proprio oggi, 9 maggio, della Dichiarazione Schuman dalla quale l’Unione Europea è nata”.

Prima di addentrarsi nel merito della discussione, Franz Caruso ha rivolto un sentito ringraziamento al Presidente del Consiglio italiano del Movimento Europeo Pier Virgilio Dastoli ed al prof.Franco Mollo, coordinatore regionale del Movimento Europeo per l’Italia e membro dell’assemblea nazionale, “perché – ha detto – è stato grazie al loro impulso che oggi quella che sarebbe stata sicuramente un’occasione di riflessione istituzionale sull’Europa si è trasformata in un vero e proprio consiglio comunale aperto. Ci sono, infatti, dei passaggi cronologici che vanno ricostruiti – ha aggiunto Franz Caruso – per amore di verità. Il 14 febbraio scorso, in occasione del 38° anniversario del progetto di Trattato che ha istituito l’Unione Europea e di cui fu artefice Altiero Spinelli nel lontano 14 febbraio 1984, da Sindaco della città di Cosenza ho aderito al Patto dei Sindaci per una Costituente Democratica Europea, promosso dal Consiglio italiano del Movimento Europeo di cui è Presidente proprio Pier Virgilio Dastoli, calabrese di Filadelfia e assistente parlamentare di Altiero Spinelli. L’adesione, da parte del Comune di Cosenza, al Patto dei 100 Sindaci per un’Europa dei diritti e per una democrazia europea che sia partecipativa, rappresentativa e di prossimità, ci ha visti tra i primi comuni del Sud Italia, dopo la sottoscrizione della città di Bari di cui è Sindaco Antonio De Caro, Presidente nazionale dell’ANCI. Abbiamo ufficializzato la nostra adesione – ha aggiunto Franz Caruso – durante un incontro che ho avuto qui, nella casa comunale, con il prof.Franco Mollo. Il Patto ha l’obiettivo di mettere nuovamente al centro del progetto europeo l’Europa dei diritti, messa oggi in discussione da quelle crisi e quelle sfide che hanno evidenziato come non più rinviabile la riapertura di un vero e proprio cantiere per la riforma dell’Unione. E fu in occasione dell’incontro con il prof.Mollo che maturò l’idea, nel dare seguito all’adesione al Patto dei Sindaci per la costituente democratica europea, di promuovere, di concerto con il Presidente dell’assemblea cittadina, un Consiglio comunale aperto alla cittadinanza, ai membri nazionali e regionali del Movimento europeo per l’Italia e a tutti gli altri ospiti presenti, che ringrazio per la loro partecipazione, perché si discutesse e si approfondisse il tema del futuro dell’Europa, in un momento storico nel quale la discussione su questo ordine del giorno andava considerata come ineludibile e di particolare attualità. L’idea si è maggiormente rafforzata poi nella seduta del Consiglio comunale del 13 aprile scorso, quando il consigliere comunale Mimmo Frammartino, Presidente della Commissione cultura di Palazzo dei Bruzi, presentò un’apposita mozione, avanzando la proposta di una seduta di consiglio ad hoc e recependo le sollecitazioni del movimento Europeo per l’Italia. La proposta è stata poi accolta dal Presidente del Consiglio comunale Giuseppe Mazzuca e si è oggi concretizzata. Fatta questa premessa – ha aggiunto il Sindaco – faccio mie le parole pronunciate questa mattina, durante la Festa dell’Europa a Strasburgo, dalla Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, quando, a proposito del conflitto russo-ucraino in corso, ha detto a chiare lettere : “essere immobili, vuol dire cadere indietro”. Noi tutti, il cadere indietro di cui parla la Presidente della commissione europea – ha aggiunto Franz Caruso – dobbiamo evitarlo e lo dobbiamo evitare con tutte le forze a nostra disposizione, avendo ben presente una direttrice lungo la quale muoverci e verso la quale orientare le nostre azioni: dobbiamo seguitare a manifestare e, se del caso, ad urlare la nostra contrarietà alla guerra in ogni occasione, anche dalle nostre città, utilizzando tutte le opportunità che ci vengono offerte. Le guerre, ad ogni livello, vanno ripudiate, così come è scritto nella nostra Carta costituzionale all’articolo 11. Ognuno di noi, per la parte che a ciascuno compete, in ragione del nostro ruolo istituzionale, ma anche da semplici cittadini, ha il dovere di manifestare la propria contrarietà e il proprio sentimento di sdegno per ogni forma di conflitto. Ma perché questi propositi si concretizzino e non rimangano al livello delle mere enunciazioni, bisogna contribuire, come ha detto anche nei primi giorni di maggio all’Europarlamento il premier italiano Mario Draghi, a dare una scossa all’Europa, disegnando una diversa unione continentale. Draghi ha enunciato quattro pilastri da cui ripartire e, tra questi, un nuovo modello federale, una politica estera unitaria, meccanismi decisionali più efficaci e una maggiore difesa dell’energia. Mi è sembrato di cogliere anche oggi, nelle parole di Ursula von der Leyen, un parallelismo con quello che ha sostenuto Draghi. Anche nelle parole della Presidente della Commissione Europea mi è parso, infatti, di intravedere una visione di Europa che guarda a ciò che in questo momento è estremamente importante e – direi – basilare: la sicurezza, la salute, l’energia, la protezione sociale nelle trasformazioni. “Guardiamo a un’Europa – ha detto von Der Leyen – che sia sociale, sostenibile, che curi, che guardi ai suoi cittadini”. Anche il rilancio, a livello europeo, dei prestiti e della questione del debito comune, come si è fatto durante la pandemia, devono, come non ha mancato di sottolineare ancora Draghi, essere questioni da non eludere. Sarebbe un modo questo anche per attenuare l’impatto dei rincari energetici. Non spetta a me, a noi, dilungarsi su questioni di politica internazionale che spetta ad altri livelli affrontare compiutamente. Quel che è importante ricordare, in una giornata come questa, è che forse l’Europa ha bisogno di conoscere un percorso di riforma e, se del caso, come ha affermato anche oggi a Strasburgo la Presidente della Commissione Europea, anche a costo di sottoporre a revisione i trattati. Concludo con una frase pronunciata dalla Presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola : “il futuro dell’Europa è ancora da scrivere”. Sì – ne sono convinto anch’io e – credo – che ne siate convinti anche voi. Ma per scrivere le nuove pagine dell’Europa tutti dobbiamo dare il nostro contributo, partendo dal buon esempio che alla costruzione dell’Europa che immaginiamo seppe dare David Sassoli che oggi, in questa sede, vogliamo ricordare ancora una volta. Un grande professionista, depositario di un modo di fare giornalismo intriso di valori, rigore, eleganza, mai urlato e sempre all’insegna della pacatezza e della sobrietà, ma anche un politico che ha saputo interpretare al meglio, con un alto senso delle istituzioni, le funzioni assegnategli in un contesto delicato e difficile come quello Europeo alle quali ha saputo attendere con profondo impegno e grande coraggio”. Ed è a David Sassoli che il Sindaco ha voluto dedicare l’ultimo passaggio del suo intervento.

Il Dibattito

La seduta del Consiglio sul futuro dell’Europa era stata aperta dall’intervento del Presidente della Commissione cultura Mimmo Frammartino. “Prima del 24 febbraio – ha esordito – pensavamo alla data del 9 maggio di certo in maniera del tutto diversa da come, invece, oggi siamo tenuti a fare per via dell’aggressione militare perpetrata dalla Russia nei confronti dell’Ucraina, trasformatasi in una guerra che si protrae, ormai, da più di due mesi e mezzo, che miete vittime innocenti e indifese e che rischia di trasformare il territorio nazionale del popolo ucraino in una sorta di deserto cimiteriale. Se prima a chiederci in maniera pressante regole diverse, capaci di favorire un cambiamento di rotta dell’Europa, un’Europa prima di tutto solidale, era la pandemia, adesso più che mai ce lo chiede una guerra che se può segnare, come prima vittima, lo Stato ucraino, segna anche una seconda vittima che si chiama Unione Europea, all’interno della quale a pagare uno dei prezzi più alti è proprio l’Italia, troppo esposta nel Mediterraneo per non poter essere interessata, si spera di no, ad un’ondata enorme, senza precedenti, di flussi migratori”. Frammartino ha posto poi l’accento sulla preoccupazione delle famiglie italiane “per gli effetti pesanti e già immediati della crisi economica sui propri bilanci domestici. Stante il pensiero di alcuni economisti – ha aggiunto Frammartino – ci sono indicatori premonitori di una recessione economica seria per il nostro Paese da non sottovalutare”. Quindi il Presidente della Commissione cultura ha indicato la strada “percorribile per giungere ad un’Europa federale, solidale e democratica”. E Frammartino l’ha indicata in quella tracciata dal Movimento Europeo in Italia rappresentato da Piervirgilio Dastoli “che raccoglie – ha detto – la grande eredità di Altiero Spinelli, del quale fu assistente parlamentare, tra i padri fondatori, insieme ad Ernesto Rossi, dell’Europa Libera ed Unita”. Nella conclusione del suo intervento Frammartino a richiamato la necessità di dar vita agli Stati Uniti d’Europa “che deve poter significare uniti nella sanità, per tutelare la salute di tutti gli europei; nelle politiche del lavoro, per dare respiro alle nuove generazioni; nella solidarietà e nell’accoglienza degli infelici impegnati nella ricerca di una casa e di un lavoro; nella difesa dei confini dell’Europa con un esercito comune; nel senso di appartenenza profonda se nella scuola, sin da bambini, si sente parlare dell’Europa come patria comune”.

Ha preso poi la parola il prof.Franco Mollo, coordinatore regionale del Movimento Europeo per l’Italia che ha ricordato le altre occasioni nelle quali, in passato, la città di Cosenza ha celebrato, specie con le scuole della città, la giornata e la Festa dell’Europa. Mollo ha inoltre ringraziato, oltre ai rappresentanti delle istituzioni, anche gli ospiti che, anche se in remoto, hanno accolto di partecipare alla seduta straordinaria del Consiglio comunale, anzitutto Pier Virgilio Dastoli, presidente del CIME e Isaia Tsaousidou, presidente internazionale dell’Associazione giornalisti europei di cui lo stesso Mollo fa parte. Il prof.Mollo ha, inoltre, portato il saluto del Circolo della Stampa di Cosenza, “Maria Rosaria Sessa” che da tempo organizza iniziative sul tema dell’Europa.

“Quest’anno – ha aggiunto il Prof.Mollo – celebriamo quest’evento a pochi mesi dalla prematura scomparsa di un europeista che ha dedicato tutto se stesso alla realizzazione del sogno europeo fino agli ultimi momenti della sua vita. David Sassoli, Presidente del Parlamento Europeo.

“Dalla solidarietà al rispetto della democrazia e dei diritti umani” è stato il suo mantra nel suo mandato per un’Europa sempre più unita” e credo che questo sia il testamento politico che ci ha lasciato.

“L’Unione europea non è un incidente della storia” affermava Sassoli in piena continuità con la Dichiarazione di Schuman – ha detto ancora Franco Mollo – “L’Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto.”

Mollo le ha definite “affermazioni quanto mai attuali, nonostante siano passati 72 anni. Parole profetiche, specie in questo momento. Il richiamo alla solidarietà tra nazioni europee offre un insegnamento e assume un significato ancora più profondo oggi, in questi tempi difficili di emergenza sanitaria e di guerra”. Per il prof.Mollo “la Festa dell’Europa che celebriamo oggi assume in tutto il continente una connotazione particolare e preoccupante. Vale la pena ricordare, proprio perché ci sono venti di guerra, che nel 1941, mentre il Nazifascismo trionfava conquistando l’Europa, in una piccola isola sperduta del Mediterraneo, Ventotene, uno sparuto gruppo di giovani lì confinati dal regime fascista, elaborava un’utopia: l’idea di un’Europa libera, in pace e democratica, unita in uno stato federale.
I protagonisti erano giovani uomini e donne perseguitati dal regime mussoliniano, ma eretici rispetto ai partiti e alle ideologie del resto del fronte antifascista.
Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni, Ursula Hirshmann e Ada Rossi nei giorni bui del trionfo del nazifascismo scrissero in segreto un libricino che ancora oggi è la pietra miliare per la costruzione dell’Europa unita: Il Manifesto di Ventotene. Il 9 maggio è diventato così un simbolo europeo ed insieme alla moneta unica (l’euro), alla bandiera, all’inno e al motto, rappresenta gli ideali di pace, unità e solidarietà perseguiti dall’Europa ed è l’occasione per organizzare attività che avvicinino l’Europa ai cittadini e i popoli dell’Unione tra loro. Negli oltre 70 anni trascorsi da quella data – ha proseguito, inoltre, Franco Mollo – il processo di integrazione europea ha compiuto molti passi importanti. Sono aumentati i settori di competenza comune degli Stati membri. La famiglia europea si è allargata fino a comprendere 27 Paesi membri. La convivenza politica e sociale di questi paesi necessita la ripresa del progetto della Costituzione europea, una tappa importante della costruzione europea”. Poi Mollo ha ricordato le finalità del Movimento Europeo di cui è coordinatore regionale “che si propone – ha detto – di diffondere anche attraverso una politica di informazione e di comunicazione in più vasti strati dell’opinione pubblica italiana e in primo luogo tra le giovani generazioni la cultura europea e la consapevolezza che la creazione di una Comunità federale, rispettosa delle autonomie regionali e locali”. In chiusura di intervento il coordinatore regionale del Movimento Europeo per l’Italia si è soffermato sul rapporto tra i giovani e l’Europa. “Ho dedicato gran parte della mia vita alla formazione dei giovani, sia sul piano della disciplina che ho insegnato, Fisica, sia sul piano sociale e soprattutto alla cittadinanza europea, e per me è sempre un piacere parlare di Europa e parlarne ai giovani. È un piacere che si rinnova ogni volta perché l’Europa è un progetto rivolto ai giovani e che dipende soprattutto dai giovani. L’ho fatto portando i giovani a visitare le istituzioni europee ed utilizzare tutte le opportunità dei programmi di formazione europei. Molto è stato fatto e molto altro è ancora da fare. Ma è importante ricordare ai giovani che stanno vivendo in una Europa che offre loro grandi opportunità. L’integrazione europea ci ha permesso di raggiungere successi insperati, di cui il mercato unico, la moneta unica e la libertà di circolazione sono le espressioni più tangibili.
Purtroppo l’Europa è imperfetta ed ha bisogno di una struttura istituzionale più coerente e meno frammentata. Ha bisogno di un vero e proprio ministro degli affari esteri europeo, membro della Commissione, per garantire efficacia e coerenza ai diversi aspetti dell’azione esterna dell’Unione, oggi frammentati tra varie istituzioni e organi. L’Europa va amata! E va rafforzata, con la sua bandiera a 12 stelle e sfondo blu, come simbolo di perfezione e unità. A voi giovani- ha concluso Franco Mollo – spetta in particolare il compito di difendere la pace. Oggi più che mai. Perché la pace non è uno slogan, ma il risultato di un comune sentire. A voi giovani spetta poi il compito di rendere possibile la convivenza tra popoli di culture diverse, di colore della pelle diverso, di popoli poveri accanto a quelli ricchi. Voi dovete essere protagonisti e non spettatori delle decisioni europee. “l’Europa ci può aiutare a stare meglio al mondo”, come amava dire David Sassoli”.

In collegamento video è intervenuta, subito dopo, Isaia Tsaousidou, Presidente dell’Associazione dei Giornalisti europei. “La guerra in Ucraina – ha detto – ha sconvolto tutti gli ordini e dobbiamo presto decidere come riportare la pace. L’Europa deve trovare subito un’unità, perché è in gioco il futuro delle nostre generazioni e delle nostre nazioni”. Quindi ha chiesto “sicurezza per i cittadini e per i giornalisti. E’ questo – ha aggiunto – un problema molto serio e bisogna fare qualcosa molto presto. La disinformazione impera e va contro tutto il nostro lavoro. Occorre creare una cultura pluralista che tuteli la libertà. Noi continueremo a lottare sempre per il futuro. Dobbiamo imparare dalla storia e non ripetere gli errori del passato. I giovani devono sapere di dover affrontare il futuro con maggiore coraggio e sicurezza”.

A farle eco il Prof.Pier Virgilio Dastoli, Presidente del Movimento Europeo per l’Italia. Anche lui ha parlato di “giornata importante nella quale avviare una nuova fase dell’Europa”. Dastoli ha espresso apprezzamento per l’intervento pronunciato dal Presidente francesce Macron oggi a Strasburgo “perché ha le idee chiare per strutturare il futuro dell’Europa”. Per Dastoli “non è più rinviabile la riforma dell’Unione europea che è già in cantiere, ma in questo cantiere devono avere un ruolo anche le istituzioni locali. E il Patto dei Sindaci va in questa direzione”. E prima di congedarsi ha manifestato la volontà di tenere prossimamente una riunione a Cosenza e in Calabria.

Dopo Pier Virgilio Dastoli è stata la volta del consigliere comunale Aldo Trecroci, consigliere delegato del Sindaco alla scuola e all’istruzione. Trecroci ha espresso soddisfazione anche per la partecipazione alla seduta del Consiglio di due suoi studenti del Liceo Scientifico “Scorza” del quale è dirigente scolastico. Anche Trecroci, che ha inizialmente formulato gli auguri alla professoressa Loredana Giannicola, nominata da poco Provveditore agli studi di Cosenza e presente alla seduta del Consiglio, ha ricordato Franco Lanzino che “figura di grande importanza, ha, insieme alla moglie Matilde Spadafora, già Assessore all’istruzione del Comune, ha convertito il proprio dolore in un impegno civile e in gesti d’amore nei confronti delle nuove generazioni”. Trecroci ha passato brevemente in rassegna la storia dell’Unione Europea, risalente a 72 anni fa, mettendone in risalto l’importante evoluzione. “Questo percorso – ha detto – non è stato sempre privo di ostacoli e una delle lacune più vistose – ha aggiunto – è stata la mancanza di una Costituzione europea solo in parte colmata dai trattati. Nell’ultimo decennio – ha detto ancora il consigliere Trecroci – prima la crisi economica del 2009, poi la Brexit e la crisi pandemica, e infine la guerra ha determinato un vero e proprio “terremoto” che ne ha minato la credibilità, vanificando il sogno europeo. Perché meravigliarsi se il percorso resta tortuoso? – si chiede Trecroci. Occorre trovare la forza di reagire e rialzarsi. Fondamentale è crederci. E fondamentale è il ruolo dei giovani e delle nuove generazioni. Solo da loro può venire lo spirito di coesione. Bisogna puntare fortemente sull’istruzione e sullo scambio di esperienze tra giovani”.

Di “operazione culturale di grande rilevanza” ha poi parlato proprio la neo provveditore agli studi di Cosenza, Loredana Giannicola, intervenuta subito dopo. “E’ questa una delle poche volte in cui si vede un consiglio comunale riunito per discutere temi così importanti coma la nuova visione dell’Europa. L’auspicio – ha aggiunto Loredana Giannicola- è che il principio di pace che era alla base di tutti i documenti europei diventi il lievito affinché vengano rimesse al centro dell’attenzione politica le persone, affinché l’Europa sia fatta anzitutto di persone. In questa umanità, così profondamente mutata, quelli che stanno pagando più di tutti sono i bambini e con loro anche le donne”.

Un contributo importante al dibattito hanno portato poi due studenti del Liceo Scientifico Scorza, Salvatore ed Ilaria che hanno concluso i loro interventi richiamando le parole di David Sassoli. “Se è vero che, come diceva Sassoli, “L’Europa ci può aiutare a stare meglio al mondo” dobbiamo rendere quest’Europa davvero in grado di ritrovare i principi sulla quale è nata, per garantire eguaglianza, pari opportunità e per farci stare davvero meglio al mondo”.

Nell’intervento successivo, del consigliere di “Fratelli d’Italia” Giuseppe D’Ippolito, è stata richiamata la coincidenza della data odierna con due eventi che hanno segnato, il 9 maggio di 44 anni fa, la storia del Paese e, cioè, il ritrovamento del corpo di Aldo Moro in via Caetani e l’omicidio di Peppino Impastato. “L’Europa – ha poi aggiunto D’Ippolito – è arrivata impreparata all’appuntamento con la storia. E’ giunto il momento di stabilire della priorità differenti”. E ha chiuso il suo intervento citando Giorgio Almirante: “La destra o è coraggio o non è, è libertà o non è, è nazione o non è, così vi dico adesso, la destra o è Europa o non è. E vi dico qualcosa di più: l’Europa o va a destra o non si fa”.

Ha poi preso la parola il capogruppo di “Franz Caruso Sindaco”, Ivan Commodaro. “I recenti accadimenti del conflitto in Ucraina – ha esordito Commodaro – ci mostrano in maniera plastica come nella società globalizzata come quella in cui ci è toccato di vivere, il battito d’ali di una farfalla dall’altro capo del mondo provoca un terremoto anche alle nostre latitudini. Così il conflitto che dura da oltre 70 giorni sta provocando, al netto delle spinte speculative, una spirale inflattiva generale, il rischio di aprire una crisi energetica che in Italia non si vedeva dagli anni 70, la difficoltà a reperire materie prime basilari per la nostra economia. Che c’entra in tutto questo l’Europa? – si chiede Commodaro – Poco, purtroppo, perché tutta questa vicenda ha mostrato che il Re è nudo. L’Europa non sembra in grado di mettere in campo una politica estera riconoscibile e distinta rispetto a quella della Nato. Eppure il conflitto russo-ucraino non è scoppiato certo all’improvviso. La Russia di Putin ha impiegato oltre un mese e mezzo per ammassare le sue truppe lungo tutto il confine di Kiev, le tensioni, anzi la guerra, nelle regioni separatiste del Donbass è scoppiata già nel 2014. I tempi per arrivare ad una soluzione diplomatica di questa crisi c’erano dunque tutti. Invece la UE – ha rimarcato Ivan Commodaro – non ha saputo o potuto trovare un ruolo in questa delicata partita geopolitica e oggi assistiamo al paradosso di Kiev che si dice disposta a rinunciare a pezzi di autonomia territoriale, cioè alla Crimea, e la Nato che invece dice no, vuol fare continuare una guerra che sta portando ad un vero e proprio eccidio di civili innocenti e forse anche ad inenarrabili crimini di guerra. Non è questa l’Europa che vogliamo. Non è questa l’Europa che noi italiani abbiamo contribuito a costruire attraverso il pensiero di un intellettuale superbo, un grande socialista come Carlo Rosselli che teorizzava gli Stati Uniti d’Europa come freno al diffondersi degli autoritarismi in Europa. Noi – ha proseguito -non vogliamo l’Europa dei burocrati che impone una burocrazia asfissiante e spesso poco ragionevole. Lo stiamo vedendo in questi giorni con la delicata partita del Pnrr. È vero che il Governo ha messo la clausola di salvaguardia del 40% per il Sud, ma questa cifra non la raggiungeremo mai se questi fondi non vengono poi messi a bando richiedendo una progettazione che gran parte dei comuni calabresi non sono in grado di mettere in piedi per carenza di risorse umane e finanziarie. Anche comuni importanti come il nostro hanno problemi in questo senso figuriamoci i tanti comuni della nostra provincia. E allora vorrei dire ai nostri amici di Bruxelles, grazie ma facciamo da noi. Voi occupatevi dei grandi temi della politica e diminuite la rigidità delle vostre procedure. Mettete in campo una vera politica estera e creiamo finalmente un’Europa nazione alternativa alla federazione russa e agli Usa. Creiamo un’Europa finalmente dei popoli e non dei burocrati”.

E’ stata poi la volta della consigliera comunale Concetta De Paola che ha sottolineato la preoccupazione con la quale “stiamo vivendo il conflitto in atto in Ucraina. Ci sentiamo coinvolti – ha detto – perché al popolo ucraino ci lega un sentimento che arriva dal passato – come dimenticare il disastro di Chernobyl – e dal presente – come non pensare al flusso migratorio che negli ultimi decenni ha visto molte donne e uomini lasciare i loro figli per lavorare nei paesi europei per garantire loro un futuro in patria. L’Europa, oggi più che mai – ha proseguito Concetta De Paola – deve avere il coraggio di credere nella sua unità e nei suoi valori ed avere il coraggio di farsi garante di quei popoli che, nelle loro difficoltà politiche e sociali possano trovare in essa un faro di speranza. Lo spirito di unità e la consapevolezza del proprio ruolo devono guidare le scelte dell’Unione. Un impegno instancabile e costante verso la pace deve guidare le sue azioni, pace che va riconquistata e difesa con fatica”.

“Dell’attualità e della contemporaneità della guerra – ha poi detto la consigliera comunale Bianca Rende nel successivo intervento – abbiamo diretta percezione dagli arrivi continui di profughi ed anche i media ci portano all’interno della guerra e sui luoghi del conflitto. Abbiamo bisogno – ha detto ancora Rende – di molta più Europa; bisogna spingere sul processo di integrazione. In questi 70 anni siamo solamente cresciuti. Dal Manifesto di Ventotene in avanti abbiamo conosciuto prosperità e crescita. Tutto quello che ci è stato ricordato da Loredana Giannicola, la formazione dei ragazzi, gli scambi di esperienza tra lavoratori, è stato possibile grazie alla nascita dell’Europa. Diversamente saremmo stati soli e indifesi. L’Ucraina vorrebbe far parte dell’Europa – ha proseguito Rende – e questo ne ha reso possibile l’aggressione da parte della Russia. La nostra quotidianità di cittadini europei ci appare cosa scontata. La parità di genere è da completare, ma grandi passi sono stati fatti. Basti pensare ai ruoli apicali ricoperti, in seno alle istituzioni europee, da Ursula Von der Leyen, Presidente della commissione europea, e da Roberta Metsola, Presidente del Parlamento Europeo. E’ normale chiederci, di fronte alla sofferenza delle vittime, dov’è l’Europa? Noi vorremmo che si decidesse in maniera più rapida e che vi fossero processi decisionali più snelli. Dobbiamo arrivare all’azzeramento di ogni idea nazionalista e arrivare all’Unione dei popoli in cui ci si dimentichi da quale Stato si proviene”. Per Bianca Rende è necessario recuperare lo spirito di Ventotene, rilanciare il processo di integrazione e pretendere risposte più puntuali. “Resta ancora molto da fare nelle politiche sociali e realizzare vere politiche di uguaglianza. Oggi abbiamo necessità di asseverare altri impegni. Dobbiamo aiutare il popolo ucraino a difendersi da una barbara aggressione. Come Papa Francesco, che si è rivolto con il cuore in mano al patriarca della chiesa ortodossa e a tutti i governanti che hanno in mano le armi della democrazia, è importante il ricorso al dialogo e al confronto. Il ruolo della scuola è fondamentale e anche noi abbiamo responsabilità che sono quelle di trasformare i principi europei in azioni concrete. Dobbiamo, pertanto, lavorare per avere una salute libera e accessibile per tutti, adoperarsi per realizzare compiutamente l’alta velocità e i trasporti integrati, così come concretizzare la realizzazione di un Ospedale Hub di avanguardia che serva un’utenza molto diffusa. Questi sono i temi europei che devono avvicinarci a una città veramente europea”. Prima di chiudere il suo intervento, la consigliera Rende ha lanciato l’idea di intitolare, attraverso la scelta di una figura simbolica, un luogo della città ad uno dei giornalisti vittima del conflitto in Ucraina. Quindi ha ricordato una frase significativa di David Sassoli: “la nostra libertà è figlia della giustizia che sapremo conquistare e della solidarietà che sapremo sviluppare”.

La serie degli interventi dei consiglieri comunali è stata chiusa da Antonietta Cozza, delegata del Sindaco alla Cultura, che ha sottolineato il ruolo dei giovani “che devono poter plasmare il futuro dell’Europa”. Cozza ha ricordato che il 2022 è stato proclamato anno europeo dei giovani ed ha richiamato gli interventi del collega Aldo Trecroci e del Provveditore Loredana Giannicola che hanno sottolineato l’importanza della formazione dei giovani, fondamentale quanto il loro impegno. La delegata del Sindaco alla Cultura ha ricordato l’iniziativa che ha visto protagonisti, proprio nell’aula del consiglio comunale, gli studenti del Liceo Linguistico dell’Istituto scolastico “Lucrezia della Valle” di Cosenza insieme a 10 studenti della scuola polacca ZESPOL SZKOL di ELK, impegnati nel progetto di cooperazione didattica “TOWN, POLAND, EUROPE, WORLD” con l’obiettivo di istituire un virtuoso scambio di buone pratiche tra i Paesi dell’Unione Europea. A questo proposito Antonietta Cozza ha ricordato come il Consiglio comunale e l’Amministrazione comunale siano già molto aperti e sensibili su questi temi”.

Prima della votazione della risoluzione finale, il consigliere comunale Mimmo Frammartino, in una comunicazione depositata alla Presidenza del Consiglio, ha ufficializzato il suo passaggio nel gruppo misto.

La seduta è stata poi conclusa dall’esecuzione dell’Inno europeo, l’Inno alla gioia.