Abramo Cc, dipendenti rischiano e le sigle sindacali insorgono

Abramo Cc, dipendenti rischiano e le sigle sindacali insorgono

Non sembrano riuscire a trovare pace i lavoratori dell’Abramo Customer Care che tornano a dover fare i conti con un’instabilità che di certo non tranquillizza gli animi. Le segretereia sindacali SLC CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL, UGLTelecomunicazioni annunciano un cambio di appalto servizi Customer Poste Italiane Lotto Delta.

La proposta di subentro, infatti, prevede l’esclusione di ben 106 lavoratori della clausola sociale tra Roma e Crotone. «Nel corso del primo incontro svolto tra le organizzazioni sindacali e le aziende System House ed Abramo CC – scrivono i sindacati – sono emerse pesanti discrasie numeriche tra il numero di lavoratori comunicati dalla Abramo CC in fase di gara e quelle effettivamente in servizio all’atto della aggiudicazione.

Le verifiche richieste, e l’appello ad un approccio responsabile sono caduti nel vuoto. Le interlocuzioni con la committenza, che dovevano agevolare il confronto, non hanno prodotto avanzamenti sulle rivendicazioni messe in campo dal sindacato confederale». System House aveva dichiarato, e successivamente confermato, la propria disponibilità ad assumere tutto il personale coinvolto dal cambio di appalto, a fronte di garanzie di sostenibilità della commessa stessa, e quindi con volumi idonei per garantire attività per 440 lavoratrici e lavoratori tra Crotone e Roma. «Nei giorni scorsi, invece – specificano ancora le sigle – la proposta si è fermata ai numeri previsti dal bando di gara, che risalgono ad oltre 12 mesi fa. System House si è dichiarata, pertanto, disponibile ad assumere 303 lavoratori su Crotone e 31 su Roma.

Sul rimanente perimetro di 106 risorse, la proposta prevede la costituzione di un bacino di prelazione per assumere gradualmente, qualora i volumi lo permettessero nei mesi futuri, le restanti 87 risorse operative, ed impegnandosi a valutare per eventuali posizioni, anche imperativo, per le 19 persone di staff. Le segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Ugl Telecomunicazioni, considerano irricevibile questa proposta, specie per attività in appalto di una committenza a capitale pubblico con ricavi miliardari.
Non è accettabile disperdere la professionalità, le competenze e soprattutto l’occupazione di 87 lavoratrici e lavoratori creando un pericoloso precedente nel governo dei cambi di appalto nel comparto dei contact center in outsourcing.

Non permetteremo a Poste Italiane di eludere il rispetto dei requisiti previsti dalle Legge n.11 del 2016 (Clausola Sociale) e dall’art.53 Bis del CCNL in cui è sancito chiaramente che i lavoratori aventi diritto al passaggio sono quelli che hanno lavorato in via continuativa per almeno 6 mesi sulla commessa, salvaguardando assenze di lungo periodo. Appare, infine, alquanto paradossale intervenire in surroga per il pagamento delle spettanze, per poi non riconoscere il diritto alla clausola sociale.

Le Segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Ugl Telecomunicazioni non sono disponibili a ritornare al tempo, prima della “clausola sociale”, in cui ogni cambio di appalto generava drammi occupazionali. Nei prossimi giorni, in assenza di risposte chiare e risolutive della vertenza, le Segreterie nazionali, di concerto con le strutture territoriali interessate, metteranno in campo ogni iniziativa a sostegno della risoluzione della vertenza, non esitando a promuovere mobilitazioni dirette nei confronti di Poste Italiane qualora non si garantisca la piena tutela occupazionale per l’intero perimetro interessato al passaggio».